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domenica 5 febbraio 2017

Abbandonato dai genitori, un anno dopo Hope inizia la scuola. La foto commuove il web

Hope è stato abbandonato dai genitori perché considerato uno stregone. Il piccolo di appena due anni è stato costretto a vivere in strada, badando a se stesso, fino a quando Anja Ringgren Loven, una soccorritrice danese, lo ha salvato.  Accade in Nigeria. Come riporta il sito Metro.co.uk, Anja, fondatrice della onlus  African Children’s Aid Education and Development Foundation, ha trovato il bimbo emaciato e in condizioni critiche.


 Hope è stato ricoverato d'urgenza per diverse patologie, tra cui i vermi nello stomaco. E nel frattempo è stata lanciata una campagna fondi per aiutarlo. Persone da tutto il mondo hanno donato oltre un milione di euro.
 A un anno esatto dal ritrovamento, Hope ha preso peso, è in salute e inizia il suo primo giorno di scuola. Anja ha postato sul suo profilo Facebook la foto del prima e del dopo e immediatamente la tenera immagine ha fatto il giro del web.  Dopo aver salvato il piccolo, la soccorritrice ha scritto un post sul sito dell'organizzazione: "In Nigeria migliaia di bambini vengono accusati di essere stregoni e vengono spaventati, torturati e uccisi."  La donna dirige con il marito David Emmanuel Umem un centro in cui i piccoli possono ricevere cure mediche, cibo e istruzione.

lunedì 8 febbraio 2016

Il leopardo entra e provoca il panico a scuola: dieci ore per sedarlo

Niente lezioni per i giovani allievi della scuola internazionale Vibgyor di Bangalore, in India. Il motivo? Allerte maltempo o terrorismo non c’entrano. E nemmeno scioperi del personale o altri motivi di ordine pubblico.


Nei locali della prestigiosa scuola indiana, infatti, si era intrufolato un esemplare di leopardo selvatico, giunto presso l’istituto dalla foresta circostante.

Fortunatamente, il personale non docente della scuola si è accorto del pericoloso intruso prima dell’arrivo degli alunni, chiudendo così l’accesso per consentire la cattura dell’animale, che ha ferito sei persone. Ci sono volute ben dieci ore per ripristinare la sicurezza totale, di cui tre solo per attendere che il sonnifero facesse effetto. Il grosso e pericoloso felino è stato poi portato in un centro veterinario d’emergenza per animali selvatici. Lo riporta Metro.co.uk.

domenica 24 maggio 2015

Pietro Taricone, Kasia Smutniak costruisce una scuola in Nepal in suo nome

Una scuola in Nepal in nome di Pietro Taricone. È uno dei progetti benefici in favore dei bambini disagiati lanciati da Kasia Smutniak. L'attrice che dal 2011 segue i progetti della Pietro Taricone Onlus, fondata da lei dopo la tragica scomparsa del compagno, avvenuta nel 2010.   E a Vogue l'attrice rivela: "Non vivo altro che per la fondazione".


 I lavori per costruire la scuola nel Mustang in Nepal sono quasi finiti, ma il terremoto ha allungato i tempi: "Siamo stati fortunati - spiega l'attrice - eravamo preparati perché la nostra struttura è stata costruita per poter affrontare un giorno un terremoto. L'edificio della scuola è rimasto in piedi. Il Mustang, dove si trova la nostra scuola, è tra Tibet e Nepal, quindi la catena dell'Himalaya ci ha in qualche modo protetto. In questo momento stiamo preparando gli aiuti che devono essere trasportati nelle zone ancora non raggiunte dai soccorsi. Già prima del terremoto c'erano dei villaggi poco raggiungibili e la situazione si è aggravata ancora. Vi sono delle zone di cui non si sa nulla".  


Alessia Marcuzzi: "Faccio una vita al limite della noia e non ho paura di invecchiare"

 

Il rossetto e lo smalto come il vestito: voi di che colore li vedete?


L'attrice era in Nepal fino alla settimana prima del terremoto: "Sono tornata poco prima del terremoto. Dovevo tornare a metà giugno ma ora servo più qua. Uno dei problema fondamentali è quello della logistica. L'aeroporto di Katmandu è bloccato, c'è caos e quindi arrivare da soli, senza organizzazione locale non aiuta, meglio organizzare le cose al meglio da qui ed è quello che sto facendo dal giorno del terremoto".

mercoledì 11 settembre 2013

LA CRISI COLPISCE LE FAMIGLIE, ASTUCCI E ZAINI SEMPRE PIÙ 'RICICLATI'

Nella scuola ai tempi della crisi non si butta via niente. Ed ecco allora che, mai come quest'anno, sui banchi torneranno i corredi scolastici degli anni passati. Una tendenza che porta con sé il segno dei tempi e che viene adottata dall'85% delle famiglie. Un'impennata rispetto al 2012 quando il riciclo riguardava il 74% delle famiglie. A rivelarlo è un'indagine di Contribuenti.it che ha preso in considerazione 10 oggetti tra zaini, astucci, penne, colori, quaderni, dizionari, divisa, cestini per la merenda, stivali e giubbini da pioggia. A bloccare i nuovi acquisti, secondo i dati forniti da KRLS Network of Business Ethics, il 62% del campione ricicla per ristrettezze economiche, il 25% perché teme il nuovo redditometro dell’Agenzia delle Entrate ed il 13% perché lo fa abitualmente. E allora non resta che ingegnarsi per modificare il vecchio zaino e renderlo trendy o rispolverare l'astuccio del fratello più grande, dal sapore vintage: “Di fronte alla crisi - spiega Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - gli studenti reagiscono sfoderando tutta la creatività italiana. A volte basta una piccola modifica per riciclare un prodotto”. Ma il riciclo del corredo non è l'unica strada adottata dagli studenti per risparmiare sul caro-scuola. La spesa più pesante, infatti, riguarda i libri scolastici che, secondo i dati forniti dal Codacons, hanno avuto un'impennata sui prezzi pari al 5% sul 2012. E l'unica strada percorribile sembra essere quella dell'usato, per la quale è in corso una vera e propria caccia: un ragazzo su due acquista libri usati, il 52% contro il 36% dello scorso anno, con un risparmio pari al 50% soprattutto in città come Roma e Napoli. Ma anche Aosta, Pescara, Brindisi, Udine, Venezia, Verona, Prato, Caserta, Bari, Salerno e Campobasso. E se non è possibile raggiungere i mercatini dell'usato o si preferisce affidarsi alla comodità del web, c'è sempre la carta della compravendita online con risparmi fino al 70-80%. E così la scuola, suo malgrado, insegna anche a risparmiare.