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giovedì 23 aprile 2015

WhatsApp, le telefonate anche su iPhone: e si potrà disattivare la doppia spunta blu

Dopo l'attivazione per i dispositivi Android, le chiamate - via internet - tramite WhatsApp arrivano anche per chi ha l'iPhone. L'ultimo aggiornamento dell'app per iOS comprende l'abilitazione alle chiamate gratis sfruttando la connessione internet. La funzione sarà effettiva gradualmente per gli utenti nelle prossime settimane.    



Tra le novità introdotte per l'iPhone anche la possibilità di eliminare la doppia «spunta blu», la conferma di lettura dei messaggi non amata da tutti. L'apertura di WhatsApp alle chiamate che sfruttano il «Voice over Ip», la connessione a internet, renderà l'applicazione ancora più competitiva con altre piattaforme concorrenti che già offrono questa funzione: non solo Skype, la più «vecchia», ma anche Viber e la stessa Messenger di Facebook (che è anche proprietario di WhatsApp). E chissà che non contribuisca al traguardo di un miliardo di utenti entro la fine dell'anno cui punta Mark Zuckerberg. Pochi giorni fa l'annuncio degli 800 milioni di utenti attivi al mese.  L'aggiornamento dell'applicazione per iPhone comprende anche altre novità. Ad esempio la possibilità di condividere foto, video e link da altre app, di inviare immagini multiple, di tagliare e ruotare video prima di inviarli. E infine l'opzione per disattivare la conferma di lettura dei messaggi, ovvero la doppia «spunta blu». Con pochi passaggi (Impostazioni, Account, Privacy) si può fare in modo che i propri contatti non sappiano quando leggiamo uno dei loro messaggi. La funzione è reciproca, quindi non si vedranno nemmeno le conferme delle altre persone anche se queste hanno lasciato la voce attiva.

giovedì 26 marzo 2015

WhatsApp, la conferma: le telefonate arrivano sugli iPhone, ecco quando

Da tempo annunciate sembrano essere diventate realtà. Le chiamate vocali di WhatsApp arriveranno sul sistema operativo iOS di Apple, cioè sull'iPhone, "entro un paio di settimane". Lo ha detto il cofondatore della chat, Brian Acton, secondo quanto riportato dal sito Venture Beat. Intervenendo all'F8, la conferenza di Facebook per gli sviluppatori in corso a San Francisco, Acton ha dichiarato anche che al momento non ha in programma di aprire WhatsApp agli sviluppatori come invece ha fatto l'altra chat di proprietà di Facebook, Messenger.  


 Acton ha spiegato che il team di WhatsApp ha trascorso l'ultimo anno a perfezionare le chiamate VoIP prima di renderle disponibili su Android, dove ora funzionano con un meccanismo a inviti. Stessa attenzione, quindi, è stata data alla piattaforma iOS, su cui la messa a punto delle telefonate sembra essere quasi ultimata.  Il motivo della non apertura agli sviluppatori, ha spiegato Acton, è evitare che i 700 milioni di utenti della chat siano sommersi da messaggi non desiderati, che verrebbero consentiti se si desse agli sviluppatori esterni la possibilità di entrare in WhatsApp. "L'esperienza degli utenti - ha affermato - è qualcosa che dobbiamo mantenere come sacra. Vogliamo che i messaggi siano voluti, non sollecitati".

giovedì 5 marzo 2015

Scatta un selfie in vacanza e lo condivide ​su Facebok. Poi la brutta sorpresa

Non ha resistito alla voglia di scattarsi un selfie e per seguire la moda del momento è finito nei guai. 
 Un ragazzo è stato arrestato per furto dopo aver condivido per errore un selfie sul profilo Facebook della donna a cui aveva rubato lo smartphone.


Nicola Shelton, 33 anni, ha perso la sua borsa a Byron Bay, un luogo turistico nel New South Wales in Australia. La donna ha peso portafogli, carte di credito, documento e iPhone.  Dopo mesi aveva perso ogni speranza, anche dopo la denuncia, di poter ritrovare gli oggetti smarriti, fino a quando, un giorno, non ha notato qualcosa di insolito sulla sua pagina Facebook. Il selfie di uno sconosciuto era stato condiviso (sicuramente per errore) sul suo profilo.  Sicura che il ragazzo fosse il ladro ha condiviso la foto con la didascalia, come riporta anche Metro: «Quindi questa è la pessima persona che mi ha rubato la borsa, il mio iPhone e ha deciso di confividere una foto sul mio profilo» e ha chiesto a tutti di condividere l'immagine. La foto è stata condivisa da moltissimi utenti e il tam tam ha permesso agli agenti di identificare e arrestare il ladro.

lunedì 27 ottobre 2014

Matteo Renzi: "Ci tocca cambiare il Paese" Alla Leopolda, "siamo al governo per fare"

"Questa è la Leopolda, il luogo è lo stesso ma noi siamo al governo, io, noi, e se siamo al governo non è per occupare una sedia, ci tocca cambiare il Paese, perché quella bicicletta ce la siamo andati a prendere, ora è arrivato il momento di prenderci terribilmente sul serio". Lo ha detto Matteo Renzi alla Leopolda. "Ci raccontano che facciamo le cose un po' per caso. Noi, invece, abbiamo un disegno organico", ha aggiunto il premier.
"Partiamo dal fatto - ha spiegato - che il mondo è interconnesso, un gran casino e che l'Italia ha un futuro se cambia sé stessa ma deve liberarsi di alcune paure". Iniziando a investire "nella politica estera che è una cosa seria, se si investe nella politica estera dell'Europa è per restituire dignità e orgoglio alla politica".


Stoccata alla Lega sull'immigrazione - "La politica europea non è solo discussione sul deficit. So che la politica estera non scalda, ma quando la Lega riunisce i cittadini contro l'immigrazione ignora che i 100mila sbarchi non sono figli del caso ma perché la Libia è saltata e meno male che sulla nostra nave può nascere una bambina altrimenti il Mediterraneo sarebbe sia culla che tomba", ha proseguito difendendo "Mare Nostrum" e sferzando il Carroccio.

"In Ue nessuno è così stupido da impiccare un Paese a una virgola" -
"In Europa per me è una battaglia tutte le volte ma non perché mi metto a litigare sullo zero virgola. Nessuno in Europa è così stupido da impiccare un Paese a una virgola ma c'è un atteggiamento, paradossalmente portato da alcuni italiani, per cui l'Italia non solo è un problema", ha sottolineato. "C'è un atteggiamento tutto italiano di funzionari che pensano in Ue di fare carriera parlando male del nostro Paese, un riflesso pavloniano per cui l'Italia è un problema. Ci sono regole in Europa che farebbero diventare euroscettico anche Adenauer", ha ribadito il presidente del Consiglio.

"Nel Pd c'è chi è ancorato al passato" -  Sui problemi all'interno del Pd: "Di fronte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi ma il posto fisso non c'è più. Siccome è cambiato tutto, la monogamia aziendale è in crisi, un partito di sinistra che fa: un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o chi perde il posto di lavoro trova uno Stato che si prende carico di lui?". E poi: "Quelle come quella di ieri della Cgil sono manifestazioni politiche, e io le rispetto, e non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso, sarà bello capire se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o provare a cambiare il futuro". Ma, ha ribadito, "non si creano posti di lavoro a colpi di cortei".

"L'Italia porta avanti il tema della crescita in Europa" - "A chi va in piazza a manifestare dico, con il rispetto che si deve, che questa storia della crescita e contro l'austerità qui in Europa la porta avanti solo l'Italia, l'idea di cambiare il modo di percepire l'Europa, è del Pd", ha poi detto.

"Art.18 è come iPhone a gettoni" -
"Nel 2014 aggrapparsi a una norma del 1970 che la sinistra di allora non votò è come prendere un iPhone e dire dove metto il gettone del telefono? O una macchina digitale e metterci il rullino. E' finita l'Italia del rullino". Così Matteo Renzi criticando dal palco della Leopolda, tra gli applausi, chi difende l'art.18.

"Tagli alle tasse con il ddl stabilità" - Sulla legge di stabilità, poi ha affermato: "Abbiamo tagliato 18 mld di euro di tasse. Non è un'operazione elettorale ma di giustizia sociale".

Stilettata alla vecchia guardia del Pd - Sul finale stilettata alla vecchia guardia della sinistra: C'è chi si "imbarazza perché dopo 25 anni uno riesce a mettere insieme le persone che parlano di politica. A chi ha detto che la Leopolda è imbarazzante (lo ha detto Rosy Bindi, ndr) diciamo che non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd".

Infine il saluto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Quando si sentono tante menzogne nei confronti del nostro Capo dello Stato, credo sia doveroso che l'Italia per bene faccia sentire tutto l'affetto".


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