Comprare online non solo per spendere meno, ma per spendere meglio. Per
il 99% degli italiani che fanno acquisti via internet, il negozio
virtuale consente di unire risparmio e qualità, potendo avere prodotti
di marca a un prezzo vantaggioso, dall'elettronica alla cosmesi. Il
risparmio non è vissuto cioè come un 'accontentarsi', tutt'altro: per
due su tre lo shopping online è 'cool'. A dirlo, un'indagine condotta da
Doxa per Groupon su 876 italiani che acquistano online.
Stando alla ricerca, il 91% del campione vede le compere via internet
come un risparmio di tempo, mentre il 95% apprezza l'opportunità di non
avere vincoli di orario e luogo per fare shopping. Il risparmio
economico c'è, e gli italiani lo quantificano intorno al 35% rispetto ai
prezzi di listino, ma l'acquisto sul web non viene vissuto come un
adattarsi ai tempi di crisi. Piuttosto, è un modo per fare un affare,
spendendo meglio il proprio denaro.
Non c'è alcun disagio o vergogna, quindi. All'opposto, per il 67% lo
shopping online è un trend 'cool', per l'82% offre la possibilità di
permettersi cose di qualità e per l'85% dà modo di arrivare prima,
acquistare il prodotto più alla moda, magari appena lanciato, prima che
in negozio e senza fare file.
E in vendita non ci sono solo prodotti fisici: in base all'indagine, il
55% del budget è destinato all'acquisto di esperienze: il 22% va in
viaggi, il 19% in eventi e cene, il 14% in attività di relax e cura di
sé.
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venerdì 16 ottobre 2015
lunedì 27 ottobre 2014
Crisi e tecnologia: la paghetta dei genitori su carta prepagata, ma più bassa degli scorsi anni
«Me lo compri papà?» Forse una volta funzionava così. Ma i tempi
cambiano e oggi i ragazzi hanno in tasca la paghetta 2.0, vale a dire la
carta di credito ricaricabile con cui mamma e papà finanziano la
”settimana” di piccole spese.
Tutto al passo con i tempi, compresi purtroppo anche i versamenti: con la crisi, infatti, la paghetta virtuale scende anche fino a 5 euro settimanali. A rivelarlo è uno sondaggio, effettuato su 500 clienti di City Poste Payment, da cui emerge che 3 genitori su 5 scelgono la prepagata per i figli. Si tratta di ragazzi tra 12 e 16 anni che decidono di spendere i loro soldi per acquisti di tutti i giorni ma non solo.
Va da sé infatti che, al contrario dei contanti, con una carta prepagata i genitori hanno maggiori possibilità di vedere dove e come vengono spesi i soldi. Ed ecco allora la lista delle priorità: 1 su 4 spende per le ricariche del cellulare e meno di 1 su 5 per piccoli gadget di elettronica, il 13% va in pizzeria e al fast food. Il 10% acquista cosmetici, il 9% va dal parrucchiere o nei centri estetici e il 7% in palestra e corsi vari. C'è anche un 6% che spende per cinema e teatro. Meno del 5% acquista piccoli accessori d'abbigliamento. C'è di tutto, quindi. Ma nella carta quanti soldi ci vanno a finire?
Nel 20% dei casi si tratta di circa 30 euro a settimana, mentre un ragazzo su 10 riceve ben 50 euro e solo il 3% li supera. Ma la maggior parte, il 37%, riceve bonifici sulla carta prepagata di appena 5 euro a settimana. «Anche la paghetta – spiega Antonio Palma, della Federazione italiana medici pediatri – si adegua ai tempi. E' giusto che i ragazzi imparino che, se la famiglia è in difficoltà, per loro c'è il contenimento della paghetta che resta comunque il metodo migliore per insegnare ai figli a gestire le risorse. Rispetto al versare soldi a richiesta, in quel modo si va fuori controllo. Temo però che, nel caso delle 5 euro, si tratti di una ”falsa paghetta”, che viene integrata con altri soldi a consumo».
fonte
Tutto al passo con i tempi, compresi purtroppo anche i versamenti: con la crisi, infatti, la paghetta virtuale scende anche fino a 5 euro settimanali. A rivelarlo è uno sondaggio, effettuato su 500 clienti di City Poste Payment, da cui emerge che 3 genitori su 5 scelgono la prepagata per i figli. Si tratta di ragazzi tra 12 e 16 anni che decidono di spendere i loro soldi per acquisti di tutti i giorni ma non solo.
Va da sé infatti che, al contrario dei contanti, con una carta prepagata i genitori hanno maggiori possibilità di vedere dove e come vengono spesi i soldi. Ed ecco allora la lista delle priorità: 1 su 4 spende per le ricariche del cellulare e meno di 1 su 5 per piccoli gadget di elettronica, il 13% va in pizzeria e al fast food. Il 10% acquista cosmetici, il 9% va dal parrucchiere o nei centri estetici e il 7% in palestra e corsi vari. C'è anche un 6% che spende per cinema e teatro. Meno del 5% acquista piccoli accessori d'abbigliamento. C'è di tutto, quindi. Ma nella carta quanti soldi ci vanno a finire?
Nel 20% dei casi si tratta di circa 30 euro a settimana, mentre un ragazzo su 10 riceve ben 50 euro e solo il 3% li supera. Ma la maggior parte, il 37%, riceve bonifici sulla carta prepagata di appena 5 euro a settimana. «Anche la paghetta – spiega Antonio Palma, della Federazione italiana medici pediatri – si adegua ai tempi. E' giusto che i ragazzi imparino che, se la famiglia è in difficoltà, per loro c'è il contenimento della paghetta che resta comunque il metodo migliore per insegnare ai figli a gestire le risorse. Rispetto al versare soldi a richiesta, in quel modo si va fuori controllo. Temo però che, nel caso delle 5 euro, si tratti di una ”falsa paghetta”, che viene integrata con altri soldi a consumo».
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