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venerdì 16 marzo 2018

Cannagate, l'audio che incastra Francesco Monte: a pubblicarlo è Striscia la Notizia

Si è tornato a parlare del "canna-gate" nella puntata di ieri sera di Striscia la Notizia. Cristiano Militello, questa volta, ha sottoposto la seconda puntata dell'Isola dei Famosi al Var: nella puntata in questione, Eva Henger denunciava in diretta il presunto scandalo dell'uso di marijuana sull'isola da parte di Francesco Monte. Ripulendo l'audio dalle voci degli altri naufraghi, ecco cosa è venuto fuori: "Monte ha portato la droga sull'Isola. Io l'ho detto, soltanto...", ha detto Eva Henger.

 Francesco ha quindi risposto: "Allora fai i nomi di tutto il gruppetto che si è messo a fumare, dai. Visto che stai facendo questa... la paladina della giustizia". Dopo l'affermazione di Monte, Militello ha commentato: "Capito? Monte riconosce che non era da solo a fumare, ma vediamo ancora...". "Fai i nomi di quelle persone, così è una figuraccia al plurale", ha continuato l'ex naufrago. "Monte ribadisce di aver fumato in compagnia e chiede a Eva di fare altri nomi oltre al suo. Stefano De Martino si chiede come mai nessuno si sia lamentato", ha commentato l'inviato di Striscia. Francesco, poi, si risponde da solo: "Perché l'hanno fatto in tanti, è normale che non si lamentino".
Militello ha poi contuinuato: "Ovvio, i tanti che fumavano le canne non erano disturbati dal loro stesso odore. E lo stesso De Martino fa di nuovo la domanda: 'Perché nessuno di voi ha mai detto nulla a me durante la settimana?'. E la risposta la fornisce Francesco..."
"Anche perché non mi sembrava un problema", si sente dire da Monte. "Sentito? Per chi fumava le canne questo non sembrava un problema. Insomma, invece di negare le canne, Monte afferma di non essere stato il solo a fumarle. Giustamente, tutto quello che Eva ha sostenuto fin dall'inizio", ha concluso l'inviato del programma. Dopo l'analisi fatta, Militello ha fatto ascoltare un audio di Cecilia e Nino nel quale entrambi non contraddicono le parole di Eva, limitandosi ad affermare: "uno si fumi una canna o una sigaretta a me non me ne frega un mazza, per me è fumare. Punto".

venerdì 2 gennaio 2015

Norman Atlantic, arrivata a Brindisi. Giallo dispersi: per i greci sono 18, non 98

La Norman Atlantic, la nave traghetto andata a fuoco domenifa scorsa, è arrivata al largo di Brindisi poco dopo le 7, trainata dai rimorchiatori della ditta Fratelli Barretta. Attualmente è ferma a 6 miglia dal porto, a sud est, ma è già visibile dal faro di Punta Risi. 
In Capitaneria di porto è in corso un vertice per decidere come farla avvicinare al porto: potrebbe essere lasciata in rada senpre nei pressi di Punta Risi o trainata fino a Costa Morena. Comunque i primi accertamenti verranno eseguiti dove si trova ora. Il viaggio di ritorno è cominciato ieri alle 16, sfruttando il miglioramento delle condizioni meterologiche. La nave, secondo i tecnici, è ancora fumante. Quando sarà messa in sicurezza, i primi ad entrare saranno i vigili del fuoco. Il procuratore di Bari Volpe, che dirige l'inchiesta, non esclude che all'interno vi possano essere altri cadaveri.  



Nuovi indagati intanto per il naufragio. Sono in corso di identificazione i membri dell'equipaggio del Norman Atlantic che avrebbero avuto ruoli di responsabilità nelle fasi di imbarco di passeggeri e mezzi, e in quelle dell'evacuazione dopo il rogo.  Intanto emerge che quello scoppiato la notte fra sabato e domenica scorsa è il secondo incendio in meno di un mese a bordo di un traghetto sulla rotta Italia-Grecia per conto della Anek Lines. Il 30 novembre scorso, infatti, a 25 miglia da Brindisi, un rogo era divampato nella sala macchine dello Ierapetra L. diretto a Igoumenitsa.  Continuano nel frattempo le ricerche dei dispersi. Ieri due corpi sono stati avvistati in mare ma il maltempo ne ha impedito il recupero. Le vittime accertate restano 11, ma non si hanno notizie di 98 di persone. Anche se le autorità greche insistono: i dispersi del traghetto Norman Atlantic non sono più di 18, riporta l'agenzia Associated Press riferendo di una discrepanza fra i dati forniti ad Atene e quelli degli inquirenti italiani. L'agenzia aggiunge che, stando a fonti greche, le liste in possesso delle autorità italiane dei passeggeri risulterebbero gonfiate a causa delle presenza di nomi duplicati o trascritti più volte con grafia diversa.  Mercoledì sera la Guardia costiera ha consegnato la lista dei 477 salvati, che verrà ora confrontata con quella d'imbarco. Nove corpi sono stati recuperati in mare, mentre altri due sono stati avvistati ma non è stato possibile recuperarli.