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mercoledì 19 ottobre 2016

Obama scherza con Renzi alla cena di Stato alla Casa Bianca: "Una volta quello giovane ero io, ora è lui"

"Una volta ero io quello giovane, ora è lui, stimo il suo ottimismo, la sua energia e la sua visione". Il presidente Usa, Barack Obama, saluta così il premier Matteo Renzi nel brindisi alla cena di Stato alla Casa Bianca. Obama ha scherzato sugli esordi di Renzi adolescente alla "Ruota della Fortuna". "I suoi maglioni erano larghi - ha detto il presidente Usa -, un affronto alla moda italiana, Giorgio Armani che è qui se ne vergognerebbe".
 Eleganza "made in Italy" per le first lady - Renzi e la moglie Agnese sono stati accolti dal presidente Obama e Michelle al portico nord della Casa Bianca.


 Obama e Renzi indossavano lo smoking nero, mentre le due first ladies hanno sfoggiato abiti di grande eleganza: Michelle Obama un Versace oro rosato in cotta di maglia, Agnese un abito lungo di Scervino a spalle scoperte lavorato in argento con stola grigio più scuro. All'ingresso nella Casa Bianca ha risuonato un intermezzo della Cavalleria rusticana, poi i quattro, passando dalla yellow Oval della residenza privata, sono scesi nel gran foyer salutando i giornalisti per poi entrare nella blu room al suono di Hail America.
Gli ospiti italiani alla Casa Bianca - "Non ti preoccupare come siamo vestiti, sono interessati solo agli abiti delle signore", ha subito scherzato Obama salutando Renzi. Un parterre con molta cultura, anche giovane, come il rapper Frank Ocean, ma anche sport come l'olimpionica Bebe Vio, rammaricata per non aver strappato per la timidezza un selfie con Obama, il premio Oscar Paolo Sorrentino e l'ex campione Gp Mario Andretti. John Elkann, con la moglie Lavinia, rappresenta il legame forte che anche a livello economico unisce Usa e Italia come il Ceo di Estee Lauder Fabrizio Freda. Mentre la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini, simbolo della visione comune che Obama e Renzi dicono di condividere verso i migranti, ha sfruttato il pranzo al Dipartimento di Stato e poi la cena per promuovere la bellezza di Lampedusa ed il valore dell'accoglienza.
 Benigni: "Grande ammirazione per gli Obama" - Alla Casa Bianca è arrivato anche Roberto Benigni insieme alla moglie Nicoletta Braschi in rosso: "Sono qui perché ho una grande ammirazione per gli Obama, due persone straordinarie e irripetibili", ha spiegato. Poi, al termine della cena, la battuta ai giornalisti: a Barack Obama ho detto di "fermare Renzi", a Michelle ho consigliato il cavolo nero per il suo orto alla Casa Bianca. "E' stata una cosa bellissima, ci siamo parlati, abbracciati, scambiati emozioni", ha ammesso Benigni, sottolineando tra le sensazioni più forti quella di "stare di fronte a due persone irripetibili, straordinarie: ci si sente contemporanei di qualcuno".

martedì 19 aprile 2016

Obama vuole pubblicare il rapporto segreto che svela i finanziatori dietro l'11 settembre

Di fronte alla pressione delle famiglie delle vittime, di molti esponenti del Congresso, compresa la leader della minoranza democratica Nancy Pelosi, Barack Obama afferma che sta valutando la pubblicazione del rapporto segreto sull'11 settembre, 28 pagine che furono classificate nel 2002 dall'amministrazione Bush.  Intervistato alla Cbs, il presidente americano, che oggi parte per Riad, ha detto di avere «un'idea di quello che è contenuto nel rapporto» ma che per la pubblicazione bisogna aspettare il responso del capo dell'intelligence Usa, Jim Clapper.

«C'è un processo che viene gestito all'interno della nostra intelligence community, e il direttore del National intelligence sta valutando il rapporto per assicurarsi che se verrà pubblicato non saranno compromessi importanti interessi di sicurezza nazionale», ha detto Obama che poi ha aggiunto: «A quanto so, Clapper sta per completare il processo».  La polemica sulle «28 pages» - come viene chiamato il rapporto che, estrapolato dalle 838 pagine conclusive dell'inchiesta del Congresso sull'11 settembre, da 14 anni è chiuso in una stanza blindata di Capitol Hill dove comunque i deputati ed i senatori possono accedere - è tornata alla ribalta dopo che l'ex senatore Bob Graham, che della commissione faceva parte, ha detto che questo potrebbero fornire indizi del sostegno saudita ai dirottatori e anche sulla rete dei finanziatori degli attacchi.  La questione del rapporto è poi strettamente intrecciata con quella della legge, che il mese scorso è stata approvata all'unanimità dalla commissione Giustizia del Senato, che permetterebbe alle famiglie delle vittime degli attentati di fare causa al governo saudita per il presunto ruolo svolto a sostegno degli attacchi. Alla legge, che rischia di creare una pericolosa frattura tra Washington ed un importante alleato come Riad, si oppone Obama che, nell'intervista televisiva, ha ricordato che «se apriamo alla possibilità che singoli individui negli Stati Uniti facciano causa a governi, allora dobbiamo anche aprire alla possibilità che singoli individui in altri Paesi facciano causa agli Stati Uniti».  Nel dibattito divampato proprio negli ultimi giorni di campagna elettorale per le primarie di oggi a New York, città colpita al cuore dagli attacchi dell'11 settembre, sia Bernie Sanders che Hillary Clinton si sono schierati a favore della legge. Sanders è anche favorevole alla pubblicazione del rapporto che afferma però di non avere letto, anche se come senatore ne avrebbe avuto la possibilità.    
VETO ALLA LEGGE ANTI-SAUDITI  Obama con ogni probabilità metterà il veto alla legge che permetterebbe alle famiglie delle vittime dell'undici settembre di fare causa ai sauditi per il loro presunto sostegno ad associazioni benefiche ed altri gruppi che avrebbero finanziato al Qaeda. È quanto ha detto il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, alla vigilia del viaggio in Arabia Saudita del presidente che oggi parte alla volta di Riad.  Il ministro degli Esteri saudita ha già avvisato l'amministrazione Usa che, se il progetto di legge approvato all'unanimità dalla commissione Giustizia del Senato dovesse andare avanti, il suo governo inizierà a vendere i 750 miliardi di dollari di investimenti negli Stati Uniti per mettersi al riparo da eventuali ingiunzioni di sequestro da parte dei giudici. In realtà la discussione della legge in aula al Senato non è calendarizzata, ma il viaggio diObama a Riad ha fatto riaccendere la polemica sulla misura.  Secondo Earnest non sono tanto le minacce di vendita dei beni sauditi a muovere il presidente, quanto il fatto che la legge metterebbe «a rischio la stessa nozione di immunità governativa: questo potrebbe mettere gli Stati Uniti, i nostri militari e personale diplomatico a grave rischio se anche altri Paesi dovessero adottare misure del genere. Considerate la lunga lista di preoccupazioni che ho esposto - ha poi concluso - è difficile immaginare uno scenario in cui il presidente firmi una legge in questi termini».   Per quanto riguarda poi il monito saudita, Earnest ha invitato Riad alla cautela nei confronti di un passo che avrebbe ampie conseguenze economiche: «un Paese con un'economia moderna ed ampia come l'Arabia Saudita non avrebbe benefici da un mercato finanziario globale destabilizzato, come non ne avrebbero gli Stati Uniti». Il portavoce della Casa Bianca ha comunque affermato di non essere sicuro che la questione verrà sollevata durante i colloqui che domani Obama avrà con re Salman, che avranno al centro l'accordo nucleare con l'Iran, la lotta allo Stato Islamico e la Siria. Tematiche già scottanti nel rapporto tra i due alleati storici che Obama recentemente ha definito «complicato».  Sponsorizzata sia da democratici che da repubblicani, la legge creerebbe un'eccezione alla misura che tutela i governi stranieri da cause civili - e che finora ha impedito alle famiglie delle vittime di fare causa ai sauditi - nel caso che si dimostri che il governo straniero sia coinvolto in un attacco terroristico sul suolo americano. Ruolo che il governo saudita ha sempre negato, con la commissione d'inchiesta dell'11 settembre che ha concluso che il governo «come istituzione» o i suoi più alti funzionari non finanziarono gli attacchi. Ma le famiglie delle vittime stanno chiedendo la pubblicazione di un rapporto del 2002 in cui invece si analizzerebbe in dettaglio il ruolo svolto da funzionari sauditi negli attentati.

mercoledì 29 ottobre 2014

Disastro Nasa, esplode al decollo un razzo diretto verso la Iss

Un razzo, senza alcun personale a bordo ma solo con rifornimenti destinati alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss), è esploso sei secondi dopo il lancio. Un incidente che, al momento, non sembra aver causato vittime ma ingenti danni: tutta l'apparecchiatura contenuta nel razzo è andata persa e i detriti e le fiamme dell'esplosione ha causato enormi danni alla proprietà circostante. 




Le cause dell'incidente non sono ancora note. Il lancio sarebbe dovuto avvenire lunedì ma era stato posticipato per la presenza di una nave a largo nell'Atlantico nel perimetro di sicurezza per il lancio. La Nasa e Orbital Science, la proprietaria del razzo che effettuava la missione per l'ente spaziale americano, spiegano che il razzo non ha presentato alcun problema prima del lancio e anche il conto alla rovescia si è svolto senza problemi. Per ora si parla di una «anomalia catastrofica».



La Nasa ha informato immediatamente le Federal Administration Aviation (Faa), l'ente che controlla e gestisce i cieli statunitensi, e ha preannunciato la creazione di una squadra di esperti per chiarire l'accaduto. Il razzo conteneva 2,2 tonnellate di rifornimenti e apparecchiature per i sei astronauti che vivono nella stazione spaziale: la Nasa rassicura sul fatto che nulla a bordo era essenziale per l'Iss, anche perchè l'agenzia spaziale russa procederà con le proprie forniture mercoledì. 



Il personale dell'Iss è già stato informato dell'incidente.  Nell'era post Shuttle, la Nasa ha siglato un contratto con Orbital Science e Specex per i rifornimenti alla stazione spaziale. Fino a oggi tutte le missioni effettuate non hanno presentato alcun problema. L'esplosione rischia però di trasformarsi in boomerang per il presidente americano, Barack Obama, che ha spinto per un programma di razzi commerciali per i rifornimenti. A pagare le immediate conseguenze dell'incidente è intanto Orbital Science, che crolla in Borsa nelle contrattazioni after hour, arrivando a perdere fino al 19%.  




 INDAGINI IN CORSO L'esplosione del razzo destinato alla Stazione Spaziale Internazionale è avvenuta sei secondo dopo il lancio. La Nasa ha informato le autorità dell'aviazione americana e intende condurre formare una squadra di esperti per indagare sull'incidente.   OBAMA SEGUE GLI SVILUPPI Il presidente americano, Barack Obama, è stato informato sull'esplosione del razzo che avrebbe dovuto portare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che Obama continuerà a ricevere aggiornamenti quando diverranno disponibili. 

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