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martedì 16 febbraio 2016

Inps, gli sgravi trainano le assunzioni: 764mila posti stabili in più nel 2015

Boom a dicembre per le assunzioni a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per il 2015: nel mese, infatti, si legge nell'Osservatorio sul precariato Inps, le assunzioni con l'incentivo sono state 272.512, oltre il doppio di novembre. Nell'intero anno le assunzioni con gli sgravi sono state 1.442.725, superando le attese del Governo. 

Lo sgravio completo sui contributi Inps per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato è triennale e ha un limite annuo di 8.060 euro.   Nel 2015 si sono registrate oltre 2,4 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1.684.911 cessazioni (+764.000 posti stabili nell'anno). Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps appena pubblicato che sottolinea come nell'intero 2014 il saldo dei posti stabili era stato negativo per 52.137 unità. Il dato risente degli sgravi previsti in legge di stabilità per le assunzioni a tempo indeterminato e delle misure previste nel Jobs act.  Si conferma il boom della vendita dei voucher nel 2015: nell'anno, infatti sono stati venduti oltre 115 milioni di buoni lavoro destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al 2014 (69.172.879), pari al 66,1%. Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps nel quale si sottolinea la crescita nelle Isole (+85,2%) anche se il Nord resta l'area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con quasi due terzi del totale.

lunedì 1 dicembre 2014

Renzi: "Astensionismo per Jobs act? Falso" Minoranza Pd: "Accelerare le riforme"

Il premier riunisce il Parlamentino dem per fare la conta: "Quella sul lavoro è la riforma più di sinistra che sia mai stata fatta", afferma. Ma la minoranza, pur tra mugugni, non vota contro evitando gesti di rottura.



"Respingo la tesi che l'astensionismo in Emilia Romagna derivi dalla disaffezione per il Jobs act. E' una lettura superficiale e discutibile". Così Matteo Renzi, in direzione Pd, facendo l'analisi del voto delle Regionali e respingendo le accuse della minoranza dem. "I filosofi hanno solo interpretato il mondo, si tratta ora di cambiarlo, diceva Marx", ha aggiunto il premier citando l'intellettuale tedesco. "E ora di cambiare", ha ribadito.
Renzi riunendo il Parlamentino Pd aveva chiesto di esprimere un voto affinché possa capire se la direzione del partito democratico "è convinta che le riforme vadano accelerate o rallentate". "Io chiedo un voto sulla convinzione di proseguire il disegno delle riforme", ha spiegato. "Il Pd deve rivoltare l'Italia come un calzino senza preoccuparsi se possono cambiare i sondaggi. I sondaggi del Pd vanno benissimo, casomai quelli su di me meno, ma io sono qui per cambiare l'Italia non i sondaggi. Io continuerò ad andare in giro per l'Italia senza fermarmi", ha continuato Renzi, che teme che la minoranza del Pd, con i bersaniani guidati da Speranza, non voti.
Dalla minoranza nessun gesto di rottura -  La minoranza ha evitato due gesti di rottura. Aveva minacciato di presentare un ordine del giorno per chiedere un referendum tra la base del Pd sulle politiche del governo, mentre il documento effettivamente presentato da Zoggia chiede una "ampia consultazione della base"; e infatti il documento è stato "assunto" dalla presidenza e approvato senza nemmeno votarlo. Inoltre la minoranza èuscita dalla sala al momento del voto dell'ordine del giorno con cui si approvava la relazione di Renzi e si impegnava il partito a portare avanti le riforme "senza indugio". Non ha quindi votato contro.
Il presidente del Consiglio ha poi ribadito: "Il Jobs act ritengo sia la riforma più di sinistra mai fatta nel mercato del lavoro. Non posso escludere che qualcuno non sia andato a votare per il Jobs act, ma dire che per questo c'è stato il crollo in Emilia-Romagna è un esercizio ambiguo".

Sulla proposta di Silvio Berlusconi di pensare prima al Colle che all'Italicum, ha chiarito: "E' da respingere al mittente, ora dobbiamo tradurre l'Italicum in atto di legge, non perché vogliamo andare a votare".

A M5S, o ad una parte di essi, invece, "non stiamo chiedendo un'alleanza politica, nessuna strana coalizione ma dobbiamo vedere se su alcune cose di buon senso riusciamo a farli discutere", ha proseguito parlando della crisi del grillismo che "per le prossime scadenze può portare i loro elettori con la destra più radicale ma apre anche una questione istituzionale di particolare interesse e rilievo e vorrei che non la buttassimo via".

Renzi parla anche di "una nuova destra che avanza e che gioca la carta dell'immigrazione in modo spregiudicato forse perché nelle periferie possiamo e dobbiamo fare di più". Il Pd "non deve sottovalutare la nuova destra e guardarla negli occhi su terreno da sempre scivoloso per la sinistra, come l'immigrazione, su cui noi abbiamo visione opposta".


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