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venerdì 7 aprile 2017

Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci ai ferri corti? Ecco cosa insospettisce i fan

Sembra esserci aria di crisi in casa Briatore. A far insospettire i fan della coppia è stato il profilo di Elisabetta Gregoraci su Instagram, sempre più ricco di foto che la ritraggono con Nathan o a lavoro, e sempre più povero di scatti con Flavio Briatore, suo marito. 


Già da tempo si mormorava che i due fossero arrivati al capolinea, ma una recente vacanza insieme al figlio aveva fatto rientrare il gossip che però torna in questi giorni dopo settimane di assenza della coppia dai social. Entrambe molto attivi sui loro profili, da tempo non postano una foto insieme facendo scattare nuovamente l’ipotesi che ci sia una forte crisi di coppia.  I due sembrano essere molto impegnati sul lavoro: Elisabetta con “Made in Sud” e Flavio con l’ultima apparizione televisiva a Cartabianca . Per ora non è arrivata nessuna dichiarazione ufficiale.

venerdì 29 aprile 2016

Raoul Bova e Rocio Morales, amore al capolinea: "Storia finita. Stanno insieme solo per gli affari"

Si fanno sempre più insistenti le voci di crisi fra Raoul Bova e Rocio Morales, da poco diventati genitori della piccola Luna. Già qualche settimana fa era uscita l’indiscrezione che voleva Rocio arrabbiata per le assenze di lavoro del compagne, che recentemente infatti ha reso noto che prenderà un anno sabbatico per stare a fianco della famiglia. 

Ora arriva Alberto Dandolo per Dagospia” a mettere nuova carna la fuoco: “Le solite malelingue – fa sapere nella rubrica “Milano Spia” - dicono che, a dispetto dei sorrisi e delle foto da famigliola, la storia tra Rocio Muñoz Moraes e Raoul Bova, 27 e 44, sarebbe finita da un po’ e che a tenerli insieme sarebbero gli affari. Sarà vero? Ah, saperlo...”.

giovedì 31 marzo 2016

Pensioni, tutto quello che dovete sapere sulla busta arancione: "Ecco chi rischia di più"

Ci siamo: dopo gli annunci in pompa magna del presidente Tito Boeri, l'Inps sta per rivoluzionare il sistema pensionistico degli italiani con l'invio dell'ormai famigerata busta arancione. I primi a riceverla, a metà aprile, saranno sette milioni di dipendenti del settore privato, con priorità a chi non ha mai utilizzato il portale 'La mia pensione'. 

Nel sistema, comunque, ogni lavoratore ha già a disposizione tutti i dati contenuti nella busta arancione. Nel corso del 2016, poi, anche i dipendenti pubblici e tutti gli altri lavoratori riceveranno la busta a casa.  I dati contenuti nella busta arancione sono: data di accesso alla pensione, importo stimato della pensione e il tasso di sostituzione. Quest'ultimo è un dato percentuale che indica quanto ci mancherà, nell'importo della pensione, rispetto all'ultimo stipendio. È probabilmente il dato-chiave per il calcolo pensionistico, e non va assolutamente sottovalutato. Per molti, soprattutto chi ha redditi bassi o contributi versati a singhiozzo, il futuro potrebbe essere decisamente misero, con un tasso di sostituzione anche al di sotto del 50%. Tuttavia, il tasso di sostituzione può essere difficilmente previsto con esattezza dal momento che è legato ad alcune variabili come la crescita dell'economia italiana e l'inflazione.  A rischiare di più una pensione misera saranno soprattutto i giovani. Boeri lo aveva ammesso con franchezza qualche tempo fa: iniziano a lavorare più tardi dei loro genitori e spesso devono abituarsi a lavori precari e saltuari. Un'altra categoria a rischio sono le donne che hanno interrotto il lavoro e i versamenti per le lunghe pause dovute alla maternità.  Con la busta arancione sarà più facile sapere quale futuro attende ogni singolo lavoratore. Boeri e l'Inps hanno deciso di adottarla per consentire a tutti di programmare il futuro. Nel caso in cui il tasso di sostituzione risulti molto più basso del previsto, è consigliabile correre ai ripari versando regolarmente quote ad un fondo pense integrativo o costruendo un piano di risparmio personalizzato.

mercoledì 17 febbraio 2016

Eva Klotz e la pensione d'oro da 945mila euro. "Quei soldi sono miei, li userò per il Sudtirol"

La 'pasionaria' del Sudtirolo Eva Klotz difende i 945 mila euro che ha ricevuto come compensazione della sua pensione da consigliera provinciale. Due anni fa le cosiddette «pensioni d'oro» dei consiglieri del Trentino Alto Adige avevano causato aspre polemiche e anche manifestazioni in piazza. 
 Recentemente la presidente del consiglio regionale Chiara Avanzo ha dichiarato in risposta ad un'interrogazione che due ex consiglieri nel frattempo hanno maturato i requisiti per questi «anticipi» sulla pensione, l'ex assessore provinciale trentino Marco Benedetti e la Klotz. «Non si tratta di un anticipo sulla pensione, ma di un compenso per il fatto che la mia pensione mensile è stata quasi dimezzata da 7.000 euro a 2.800 euro», spiega all'ANSA l'ex consigliera.
«Sono stata in consiglio regionale per 31 anni e nel 2003 avevo già maturato i requisiti per la pensione e da ex consigliera all'epoca avrei ricevuto circa 6.000 euro al mese», prosegue. «Sono rimasta in consiglio fino al 2014 e ho continuato a versare contributi per 11 anni». «Ho ricevuto quanto previsto dalla legge», precisa Klotz. «Di certo - aggiunge - non ho bisogno di una Porsche oppure di una pelliccia, ma userò questi soldi per l'impegno politico a favore dell'autodeterminazione del Sudtirolo».

martedì 16 febbraio 2016

Inps, gli sgravi trainano le assunzioni: 764mila posti stabili in più nel 2015

Boom a dicembre per le assunzioni a tempo indeterminato con gli sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità per il 2015: nel mese, infatti, si legge nell'Osservatorio sul precariato Inps, le assunzioni con l'incentivo sono state 272.512, oltre il doppio di novembre. Nell'intero anno le assunzioni con gli sgravi sono state 1.442.725, superando le attese del Governo. 

Lo sgravio completo sui contributi Inps per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato è triennale e ha un limite annuo di 8.060 euro.   Nel 2015 si sono registrate oltre 2,4 milioni di assunzioni a tempo indeterminato (comprese le trasformazioni di rapporti a termine e apprendisti) a fronte di 1.684.911 cessazioni (+764.000 posti stabili nell'anno). Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps appena pubblicato che sottolinea come nell'intero 2014 il saldo dei posti stabili era stato negativo per 52.137 unità. Il dato risente degli sgravi previsti in legge di stabilità per le assunzioni a tempo indeterminato e delle misure previste nel Jobs act.  Si conferma il boom della vendita dei voucher nel 2015: nell'anno, infatti sono stati venduti oltre 115 milioni di buoni lavoro destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al 2014 (69.172.879), pari al 66,1%. Lo si legge nell'Osservatorio sul precariato dell'Inps nel quale si sottolinea la crescita nelle Isole (+85,2%) anche se il Nord resta l'area nella quale i buoni lavoro si utilizzano di più con quasi due terzi del totale.

lunedì 15 febbraio 2016

Pensioni, scoppia il caso reversibilità. Palazzo Chigi: "Il ddl non toglie ma dà"

Scoppia la polemica sul ddl che riordina le prestazioni di natura assistenziale e previdenziale come strumento unico, nell'intenzione del governo, di contrasto alla povertà con misure legate al reddito e al patrimonio. 

Nel ddl, tra le altre misure si prevede la possibilità di rivedere le pensioni di reversibilità, ovvero quelle erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che muore avendo maturato i requisiti per l'assegno. Il primo a tuonare è il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «il governo - afferma - vuole tagliare le pensioni di reversibilità. In Commissione Lavoro alla Camera è arrivata la proposta renziana di legare all'ISEE le pensioni di reversibilità, fregando così migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove. Rubando contributi effettivamente versati, per anni. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo». In serata arriva la replica di Palazzo Chigi: «se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà non toglie», stanziando per la prima volta un miliardo di euro strutturale su una misura unica di lotta alla povertà e predisponendosi a convogliare risorse europee su quello stesso strumento e sulla rete di servizi per la presa in carico offerti da comuni e terzo settore. Tuttavia, se dalle opposizioni è facile prevedere manifestazioni di protesta sul provvedimento, c'è da segnalare anche la presa di distanza di Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera ed esponente della minoranza Pd.  Il provvedimento, spiega l'ex ministro del lavoro, è «in sè positivo, ma prevede la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità. Per noi questo non è accettabile: si tratterebbe dell'ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del Governo Monti». «La previdenza - aggiunge - non può essere considerata la mucca da mungere». Damiano approfitta della situazione per sottolineare l'esigenza a suo avviso di mettere «rapidamente nell'agenda del Governo il tema delle pensioni». Per tre motivi, spiega: «il primo è che Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al Premier Renzi e al ministro Poletti per chiedere un incontro per affrontare il tema della flessibilità insieme agli altri e numerosi problemi aperti (esodati, ricongiunzioni, precoci, usuranti). Il secondo motivo, è che in Commissione lavoro della Camera è incardinata e in discussione la proposta di legge sulla flessibilità insieme a quelle di tutti gli altri partiti: si dovrebbe arrivare a un testo unificato». Il terzo motivo è appunto l'approdo alla Camera della delega del Governo sul tema del sostegno alla povertà«. Il ddl approvato a fine gennaio dal Governo punta a una »razionalizzazione« delle varie misure assicurando però che le nuove regole varranno solo per le prestazioni richieste dopo l'entrata in vigore dei decreti attuativi mentre gli assegni in essere non saranno toccati.  Ma la contrarietà monta e alcuni parlamentari la uniscono alla querelle sulle Unioni civili. Per Maurizio Gasparri, senatore di FI, »la confusione cresce in Italia oltre livelli tollerabili. Mentre si pensa di regalare pensioni a coppie gay, stravolgendo principi fondamentali dello stato sociale, lo stesso Pd che vuole fare questa concessione attraverso il governo Renzi vuole tagliare le pensione dei vedovi eterosessuali. Siamo alla distorsione di ogni principio di giustizia sociale. Ci opporremo a questa vile aggressione. Noi tuteliamo i soggetti deboli e vedovi e vedove lo sono. È veramente vergognosa questa ultima sortita di Renzi«. Sullo stesso tono la posizione di Paola Binetti, deputata di Area Popolare: »ecco un altro punto da approfondire anche in funzione del dibattito sul ddl Cirinnà, a proposito di unioni civili. Se il governo vuole tagliare davvero le pensioni di reversibilità - conclude Binetti - ce lo dica con urgenza, prima che il ddl in questione si spinga più avanti«. A spingere per una modifica al provvedimento arriva infine la Spi Cgil: »dopo la nostra denuncia sulle pensioni di reversibilità si è acceso il dibattito politico. Ora poche chiacchiere. Quel disegno di legge va modificato«, scrive su Facebook il segretario generale Ivan Pedretti.

venerdì 20 novembre 2015

Legge di stabilità, il governo pone la fiducia sul maxiemendamento al Senato

Il governo pone la fiducia sul maxiemendamento alla legge di stabilità, nell'aula di palazzo Madama. 


Il ministro per i Rapporti con il parlamento, Maria Elena Boschi, prendendo la parola in aula ha posto la questione di fiducia «sull'emendamento interamente sostitutivo» del disegno di legge, «recante le modifiche approvate dalla commissione» Bilancio. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha quindi convocato la capigruppo per stabilire il calendario dei lavori.

giovedì 26 marzo 2015

Gran Bretagna, ragazzo Down trova lavoro dopo 9 anni grazie all'appello lanciato su Twitter

Ben Small aveva un sogno: trovare finalmente lavoro. Un sogno simile a quello di tanti altri giovani, umiliati da una crisi che sembra infinita. Per lui, però, c’è sempre stata qualche difficoltà in più: Ben, che proviene dall’Inghilterra, ha ventisei anni ed è un aspirante chef con tanto di qualifica, infatti, per tutta la sua giovane esistenza ha dovuto convivere (e dovrà farlo anche in futuro ovviamente) con la sindrome di Down e con i suoi effetti collaterali - leggasi pregiudizi della gente -. È anche, e forse soprattutto, a causa di ciò - ma lui non lo dice - se negli ultimi nove anni non è riuscito ad avere un’occupazione stabile e retribuita, nonostante un pezzo di carta avesse certificato le sue capacità in cucina. Per far muovere qualcosa, allora, è dovuta scendere in campo la sua matrigna, che, armata di buona volontà e di un account Twitter, è riuscita a centrare l’obiettivo tanto caro al ragazzo.  



 Per farcela alla donna è bastato pubblicare un annuncio sul social network lo scorso 13 marzo. “Qualcuno nella zona di Liverpool potrebbe dare al mio figliastro Ben, con sindrome di Down, la possibilità di un lavoro retribuito? E' motivato e con un NVQ 2 in ristorazione”.  La risposta degli utenti non si è fatta attendere e in poco tempo il profilo della signora Fiona Hodge, dove il post è stato ritwittato circa 800 volte, è stato inondato da una marea di proposte. Tra queste, quella più interessante è arrivata dai coniugi Wilson, proprietari di un caffé di Liverpool in cui Ben ha cominciato a lavorare già sabato scorso, a poco più di una settimana dall’appello lanciato dalla Hodge con l’hastag #GiveBenAJob.  “Mia moglie ha visto il tweet e ha scritto subito che Ben sarebbe stato il benvenuto”, ha spiegato al “Daily Mail” Lloyd Wilson, che, poi, ha ricordato quanto il giovane fosse “felice” di conoscere lui e la moglie Kellie e raccontato un aneddoto molto simpatico su questo primo incontro, andato in scena due giorni prima che Ben venisse assunto: “(Ben) aveva tre domande di vitale importanza da farmi: se potesse avere toast gratuiti, se potesse avere la cena e quando si sarebbe tenuto il prossimo party nel locale”.  Entusiasta e perfettamente a suo agio nei panni di cuoco -“Gli faremo infornare delle focaccine da tè”, ha affermato ancora il suo datore di lavoro -, per ora il ragazzo presterà servizio solo il sabato ma l’intenzione dei gestori del caffé è quella di impiegarlo per 16 ore settimanali.

Renzi ottimista: "I contratti a tempo indeterminato crescono a doppia cifra"

«È un giorno importante. Tra qualche ora saranno diffusi i dati dei contratti a tempo indeterminato siglati nei primi due mesi dell'anno: sono davvero sorprendenti, mostrano una crescita a doppia cifra. È il segnale che l'Italia riparte». Così il premier Matteo Renzi arrivando al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.


venerdì 6 marzo 2015

La donna del 2015? Laureata, in carriera e indipendente. Ma pagata meno degli uomini

Più preparata, coraggiosa e produttiva ma meno pagata degli uomini. È decisamente forte il ritratto della donna 2015, che sembra lasciarsi definitivamente alle spalle lo stereotipo di sesso debole, mantenendo ancora, però, un'evidente “fragilità” quando si tratta di fare i conti. 
 I numeri sono chiari. Secondo una ricerca dell'Università Cusano, le donne rappresentano il 58,9% di tutti i laureati italiani e il 53,3% dei dottori di ricerca. Le “quote” universitarie hanno scarso riscontro sul lavoro: al vertice di aziende è appena il 16% del totale – 63% al Nord, 30% al Centro, 7% al Sud - nonostante sia provato che la presenza femminile nei Cda migliori le prestazioni aziendali. Negli ultimi dieci anni, per il Rapporto Donne 2015 di ManagerItalia con AstraRicerche e JobPricing, le donne occupate sono aumentate del 6,2%, contro il calo del 3,9% degli uomini. Il trend si registrerebbe anche ai piani alti, seppure con traguardi lontani dalla media europea che nel privato vede un 25% di dirigenti donne, a fronte del 15,1% italiano.  Non stupisce che negli ultimi anni il 44% dei cervelli in fuga sia stato in rosa. La decisione di trasferirsi altrove, infatti, pare aver avuto ricadute sul costume. TripAdvisor rivela che alle donne piace viaggiare sole. Il 55% lo ha già fatto, il 75% lo farà almeno una volta quest'anno. Le italiane rimangono indietro rispetto agli altri Paesi, con appena il 23%. Il 44% ammette di preferire partenze in compagnia, il 39% dice di non averne avuto l'occasione. Ma il futuro sembra scritto: il 55% sceglie di partire sola per fare ciò che vuole, il 33% perché amici e familiari non hanno tempo, il 26% per indipendenza.  Più libere e autosufficienti, le donne sono in grado di fare maggiori economie degli uomini. Anche perchè i loro stipendi, in Europa, sono più bassi del 16,4% rispetto ai colleghi maschi con medesimi incarichi. In Italia, a tra 2008 e 2013, la disparità è salita dal 4,9 al 7,3%.
Attenzione, il “ritratto” parla di una sfida aperta: la donna sembra intenzionata a conquistare il mondo.

giovedì 5 marzo 2015

Atm, abbonamenti gratis per disoccupati e precari: al via la presentazione delle domande. Ecco come fare

Si può cominciare da domani, giovedì 5 marzo, a prenotare la presentazione della domande per circa mille abbonamenti urbani annuali gratuiti
Atm che l'assessorato alle Politiche per il Lavoro del Comune di Milano mette a disposizione di disoccupati e giovani precari. «Abbiamo stanziato - dice l'assessore Cristina Tajani - nuove risorse per riproporre 'Milano Viaggia con te, un'iniziativa del Comue molto apprezzata dai cittadini. 



Crediamo sia un piccolo, ma significativo aiuto per coloro che hanno perso il lavoro o vivono in particolari situazioni di precarietà. In un'ottica di equità, abbiamo deciso di destinare le risorse in maniera prioritaria a chi non è riuscito a ricevere l'agevolazione lo scorso anno». Dalle 12 alle 18 di domani si potrà procedere alle prenotazioni per la presentazione delle domande: basterà collegarsi a http://numeroPLO.comune.milano.it, anche da smartphone o tablet, inserendo nome,
cognome, codice fiscale, indirizzo e-mail e la tipologia di stato occupazionale con cui si partecipa, ovvero se si è disoccupati o precari. Entro 24 ore si riceverà una mail con il numero di prenotazione, oltre a tutte indicazioni sulla procedura da seguire e le date per l'invio della domanda di partecipazione al bando.
Per accedere al bando i disoccupati devono essere in possesso della certificazione dello stato occupazionale rilasciata dal Centro per l'impiego della Provincia in via Strozzi, che dimostri lo stato di disoccupazione antecedente al 5 marzo 2015.
Potranno far richiesta dell'abbonamento gratuito anche i precari tra i 18 e i 35 anni, con contratti di lavoro a tempo determinato, a progetto, di inserimento, di apprendistato o titolari di borse di dottorato universitarie, assegni di ricerca o
assimilabili, con un reddito Isee inferiore o uguale a 20mila euro.

sabato 17 gennaio 2015

Alessia Marcuzzi ringrazia il paparazzo misterioso: "La foto più dolce con mia figlia Mia"

“Questa e' una delle mie foto piu' dolci con Mia: stavamo uscendo da scuola e come spesso accade, si addormenta in braccio a me”. 
Al contrario di tante colleghe, che spesso trattano con un po’ dio disprezzo i paparazzi, Alessia Marcuzzi ha voluto ringraziarne uno in particolare dalla sua pagina Facebook: “Me l'ha fatta un paparazzo...- ha scritto sul social allegando la foto - o meglio un fotografo...e l'ho trovata sul web. 


Ecco, molti cosiddetti paparazzi, sono dei bravissimi fotografi ma non riescono a trovare lavoro facilmente. A volte possono essere un po' invadenti per chi fa il mio lavoro. A volte pero' ti regalano uno scatto che ti fa emozionare e vale piu' di mille posati. Grazie...chiunque tu sia!!!”. 

domenica 2 novembre 2014

Lavori fasulli per aiutare l'ex ministro Lunardi con una "colletta" da 2 milioni

Non fu semplice per Giovanni Mazzacurati riuscire ad aiutare l’ex ministro Pietro Lunardi a pagare l’ingente somma - pari ad oltre 2 milioni di euro - che nel 2007 la Corte dei conti gli aveva imposto di risarcire per l’illecita buonuscita accordata ad un alto dirigente Anas.  A fornire nuovi dettagli su uno dei più incredibili episodi relativi al "sistema Mose", è stato lo scorso giugno l’ex responsabile della società di costruzioni Condotte, Stefano Tomarelli. L’ingegnere romano, in un lungo interrogatorio, ha ricostruito le modalità con le quali l’uomo di fiducia di Mazzacurati, Luciano Neri, si "inventò" una sorta di "colletta" a favore di Lunardi, da realizzare, però, non con il denaro delle aziende, ma con i soldi del contribuente.  A sollecitare un intervento a favore dell’ex ministro, era stato Gianni Letta, a lungo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi. E a Venezia non si perse tempo: «Mazzacurati mi disse che avrebbero potuto fare due riserve: una di Fincosit e una di Condotte, fittizie, che, sommate 2 milioni l’una, 2 milioni l’altra, avrebbero fatto 4 milioni». In sostanza Mazzacurati suggeriva di far lievitare falsamente i costi di alcuni lavori del Mose: il ricavato (proveniente dagli stanziamenti statali per l’opera) sarebbe stato poi girato all’ex ministro. E voilà. Con i soldi spillati allo Stato, Lunardi avrebbe potuto risarcire il danno all’Erario. 

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martedì 28 ottobre 2014

Manovra, ira dei sindacati. Renzi a "Otto e Mezzo": "Vogliono trattare? Facciano i deputati"

Uno scontro durissimo sulla legge di stabilità che non conosce mezzi termini. Dopo la protesta in piazza di sabato, Renzi e i sindacati (la Cgil in particolare) si lanciano nuovamente messaggi di guerra. Una giornata iniziata con l'incontro tra governo e parti sociali e conclusa con un fiammeggiante premier ospite di "Otto e Mezzo". 
IRA SINDACATI. I sindacati hanno incontrato oggi ministri che «non erano nelle condizioni di rispondere», «non avevano il mandato», dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. E la leader della Cgil, Susanna Camusso, aggiunge: "Il problema è che non avevano mandato a discutere. Questa è la sintesi del rispetto che si ha per le parti sociali", è surreale".  IRA RENZI. «Trattare cosa? La cosa surreale è che Camusso dica che si deve trattare. È giustissimo che sindacato tratti ma tratta con gli imprenditori per salvare posti di lavoro. Il sindacato non fa trattative con il governo, non chiede permesso, le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento». Così Matteo Renzi a '8 e mezzo'.  "FACCIANO I DEPUTATI". «Se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio». Continua Renzi a Otto e Mezzo. «Io ho detto ai ministri - prosegue il premier - che siamo disponibili ad ascoltare, ho detto che questa è la nostra manovra, se avete considerazioni da fare vi ascoltiamo se vi viene più comodo mandateci una mail, ma è ora di finirla di pensare che si alza uno e blocca gli altri».  "NO ALLE ELEZIONI". «Io mi sento di escludere le elezioni anticipate. Perchè credo che in questo momento l'Italia non ha bisogno di un presidente del consiglio che prende voti ma di un governo che cambia l'Italia. Se qualcuno in Parlamento si metterà contro, faremo un pò più fatica».  A PICCO LE BORSE. Gli investitori non vanno tanto per il sottile e bastonano l'Italia dopo l'esito degli esami della Bce. Nonostante solo due banche - Mps e Carige - siano state bocciate dal 'comprehensive assessment' dell'Eurotower, tutto il comparto bancario è stato tempestato dalle vendite. E lo spread tra Btp e Bund ha rialzato la testa, portandosi a 168 punti base. Il Ftse Mib ha chiuso con un tonfo del 2,4%, facendo molto peggio degli altri listini europei, da Londra (-0,4) a Parigi (-0,8%), da Francoforte (-0,9%) a Madrid (-1,4%), in una seduta su cui il sesto calo consecutivo dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche ha rinnovato i timori sull'economia dell'Eurozona. Le preoccupazioni sulla ripresa globale si sono riflesse nelle quotazioni del petrolio, sceso nuovamente sotto gli 80 dollari in corso di seduta a New York.

lunedì 27 ottobre 2014

Crisi e tecnologia: la paghetta dei genitori su carta prepagata, ma più bassa degli scorsi anni

«Me lo compri papà?» Forse una volta funzionava così. Ma i tempi cambiano e oggi i ragazzi hanno in tasca la paghetta 2.0, vale a dire la carta di credito ricaricabile con cui mamma e papà finanziano la ”settimana” di piccole spese. 
Tutto al passo con i tempi, compresi purtroppo anche i versamenti: con la crisi, infatti, la paghetta virtuale scende anche fino a 5 euro settimanali. A rivelarlo è uno sondaggio, effettuato su 500 clienti di City Poste Payment, da cui emerge che 3 genitori su 5 scelgono la prepagata per i figli.  Si tratta di ragazzi tra 12 e 16 anni che decidono di spendere i loro soldi per acquisti di tutti i giorni ma non solo.




 Va da sé infatti che, al contrario dei contanti, con una carta prepagata i genitori hanno maggiori possibilità di vedere dove e come vengono spesi i soldi. Ed ecco allora la lista delle priorità: 1 su 4 spende per le ricariche del cellulare e meno di 1 su 5 per piccoli gadget di elettronica, il 13% va in pizzeria e al fast food. Il 10% acquista cosmetici, il 9% va dal parrucchiere o nei centri estetici e il 7% in palestra e corsi vari. C'è anche un 6% che spende per cinema e teatro. Meno del 5% acquista piccoli accessori d'abbigliamento. C'è di tutto, quindi.  Ma nella carta quanti soldi ci vanno a finire?
Nel 20% dei casi si tratta di circa 30 euro a settimana, mentre un ragazzo su 10 riceve ben 50 euro e solo il 3% li supera. Ma la maggior parte, il 37%, riceve bonifici sulla carta prepagata di appena 5 euro a settimana. «Anche la paghetta – spiega Antonio Palma, della Federazione italiana medici pediatri – si adegua ai tempi. E' giusto che i ragazzi imparino che, se la famiglia è in difficoltà, per loro c'è il contenimento della paghetta che resta comunque il metodo migliore per insegnare ai figli a gestire le risorse. Rispetto al versare soldi a richiesta, in quel modo si va fuori controllo. Temo però che, nel caso delle 5 euro, si tratti di una ”falsa paghetta”, che viene integrata con altri soldi a consumo». 


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Grillo a Palermo sfiducia e insulta Crocetta: non si sa cosa sia. Sulla mafia: "Quotiamola in Borsa"

Beppe Grillo scende a Palermo per sfiduciare il presidente della Sicilia Rosario Crocetta ed è subito show con strascico di polemiche assicurato. «Firmate nei banchetti per la sfiducia a questo qui e lo mandiamo via. Questo qui che non si capisce cosa sia, sotto ogni punto di vista», dice dopo aver gettato in pasto al pubblico qualche frase choc sulla mafia come "La mafia è stata corrotta dalla finanza", o "bisognerebbe quotarla in borsa".  Crocetta nel mirino L'attacco a Crocetta è solo uno dei passaggi del comizio di Grillo che davanti al Parlamento regionale ha parlato anche di mafia: «Bisognerebbe quotare la mafia in Borsa e se si investe si guadagnerebbe. 



Non dovrei dire queste cose, vedete domani i giornali titoleranno che Grillo inneggia alla mafia», aggiunge. E ancora: «La mafia è emigrata dalla Sicilia, è rimasta qualche sparatoria, qualche pizzo e qualche picciotto». «La Sicilia è un far west oscuro, riprendetevi la vostra identità».  Frasi choc «La mafia è stata corrotta dalla finanza, prima aveva una sua condotta morale e non scioglieva i bambini nell'acido. Non c'è differenza tra un uomo d'affari e un mafioso, fanno entrambi affari: ma il mafioso si condanna e un uomo d'affari no», continua Grillo. «Nelle associazioni a delinquere non ci sono ormai più delinquenti, ma imprenditori, affaristi e magistrati»  Jobs act Ma c'è tempo per parlare della riforma del lavoro del governo Renzi: «Il Jobs act è una idea tedesca fantastica, prendere una persone e dividerla per tre: l'occupazione aumenta e le ore lavorative sono sempre le stesse. In Germania il Jobs act ha fallito e lo hanno rifilato all'Italia», dice l'ex comico.

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Matteo Renzi: "Ci tocca cambiare il Paese" Alla Leopolda, "siamo al governo per fare"

"Questa è la Leopolda, il luogo è lo stesso ma noi siamo al governo, io, noi, e se siamo al governo non è per occupare una sedia, ci tocca cambiare il Paese, perché quella bicicletta ce la siamo andati a prendere, ora è arrivato il momento di prenderci terribilmente sul serio". Lo ha detto Matteo Renzi alla Leopolda. "Ci raccontano che facciamo le cose un po' per caso. Noi, invece, abbiamo un disegno organico", ha aggiunto il premier.
"Partiamo dal fatto - ha spiegato - che il mondo è interconnesso, un gran casino e che l'Italia ha un futuro se cambia sé stessa ma deve liberarsi di alcune paure". Iniziando a investire "nella politica estera che è una cosa seria, se si investe nella politica estera dell'Europa è per restituire dignità e orgoglio alla politica".


Stoccata alla Lega sull'immigrazione - "La politica europea non è solo discussione sul deficit. So che la politica estera non scalda, ma quando la Lega riunisce i cittadini contro l'immigrazione ignora che i 100mila sbarchi non sono figli del caso ma perché la Libia è saltata e meno male che sulla nostra nave può nascere una bambina altrimenti il Mediterraneo sarebbe sia culla che tomba", ha proseguito difendendo "Mare Nostrum" e sferzando il Carroccio.

"In Ue nessuno è così stupido da impiccare un Paese a una virgola" -
"In Europa per me è una battaglia tutte le volte ma non perché mi metto a litigare sullo zero virgola. Nessuno in Europa è così stupido da impiccare un Paese a una virgola ma c'è un atteggiamento, paradossalmente portato da alcuni italiani, per cui l'Italia non solo è un problema", ha sottolineato. "C'è un atteggiamento tutto italiano di funzionari che pensano in Ue di fare carriera parlando male del nostro Paese, un riflesso pavloniano per cui l'Italia è un problema. Ci sono regole in Europa che farebbero diventare euroscettico anche Adenauer", ha ribadito il presidente del Consiglio.

"Nel Pd c'è chi è ancorato al passato" -  Sui problemi all'interno del Pd: "Di fronte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi ma il posto fisso non c'è più. Siccome è cambiato tutto, la monogamia aziendale è in crisi, un partito di sinistra che fa: un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o chi perde il posto di lavoro trova uno Stato che si prende carico di lui?". E poi: "Quelle come quella di ieri della Cgil sono manifestazioni politiche, e io le rispetto, e non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso, sarà bello capire se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o provare a cambiare il futuro". Ma, ha ribadito, "non si creano posti di lavoro a colpi di cortei".

"L'Italia porta avanti il tema della crescita in Europa" - "A chi va in piazza a manifestare dico, con il rispetto che si deve, che questa storia della crescita e contro l'austerità qui in Europa la porta avanti solo l'Italia, l'idea di cambiare il modo di percepire l'Europa, è del Pd", ha poi detto.

"Art.18 è come iPhone a gettoni" -
"Nel 2014 aggrapparsi a una norma del 1970 che la sinistra di allora non votò è come prendere un iPhone e dire dove metto il gettone del telefono? O una macchina digitale e metterci il rullino. E' finita l'Italia del rullino". Così Matteo Renzi criticando dal palco della Leopolda, tra gli applausi, chi difende l'art.18.

"Tagli alle tasse con il ddl stabilità" - Sulla legge di stabilità, poi ha affermato: "Abbiamo tagliato 18 mld di euro di tasse. Non è un'operazione elettorale ma di giustizia sociale".

Stilettata alla vecchia guardia del Pd - Sul finale stilettata alla vecchia guardia della sinistra: C'è chi si "imbarazza perché dopo 25 anni uno riesce a mettere insieme le persone che parlano di politica. A chi ha detto che la Leopolda è imbarazzante (lo ha detto Rosy Bindi, ndr) diciamo che non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd".

Infine il saluto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Quando si sentono tante menzogne nei confronti del nostro Capo dello Stato, credo sia doveroso che l'Italia per bene faccia sentire tutto l'affetto".


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venerdì 24 ottobre 2014

Torna l'ora solare nella notte tra sabato e domenica: stanchezza, malinconia e insonnia per i più piccoli

Dopo sette mesi di ora legale, nella notte tra sabato 25 e domenica 26, tornerà l'ora solare: alle ore 03.00 si dovranno spostare un'ora indietro le lancette degli orologi e quindi si dormirà un'ora in più, recuperando quella persa a marzo scorso. L'ora legale sarà di nuovo in vigore dal prossimo 29 marzo.  Secondo quanto rilevato da Terna, durante il periodo di ora legale, iniziato il 30 marzo 2014,l'Italia ha risparmiato complessivamente 549,7 milioni di kilowattora, quanto il consumo emdio annuo di elettricità di circa 205mila famiglie. Grazie proprio a quell'ora quotidiana di luce in più che ha portato a posticipare l'uso della luce artificiale.  E' la luce naturale il principale antidoto agli effetti del passaggio dall'ora legale a quella solare.«Un cambio che determinerà per il 10% della popolazione una lieve confusione per l'orologio biologico con effetti come stanchezza, malinconia o depressione che possono incidere sulle relazioni personali ed il lavoro. Ma basta una maggiore esposizione alla luce per indurre un miglioramento di questi sintomi». A parlare è Francesco Peverini, direttore della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno Onlus.  «Per molte persone, in autunno, con la prima settimana di riduzione della luce accentuata dal passaggio all'ora solare vedono diminuire la propria efficienza, peggiorare la qualità della vita, divenire più stanchi» aggiunge Peverini.  L'ora in più di sonno in arrivo regalerà notti agitate alle famiglie con bambini piccoli. Può sembrare un controsenso ma portare indietro le lancette rappresenta una rivoluzione ruba-sonno per 250mila bambini.

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mercoledì 11 settembre 2013

CONFINDUSTRIA: "RECESSIONE FINITA, ITALIA A UNA SVOLTA". MA PRESSIONE FISCALE RECORD

L'Italia sta uscendo dalla crisi, con la recessione che finisce nel terzo trimestre dell'anno.

Lo afferma il Centro studi diConfindustria (Csc), che nelle previsioni colloca l'interruzione della caduta del Pil nel terzo trimestre di quest'anno e il ritorno a variazioni positive nel quarto (+0,3%). L'economia italiana è arrivata «al punto di svolta», anche se la ripresa sarà «lenta».

POLITICA CRUCIALE L'uscita dell'Italia dalla recessione «sarà lenta». Lo scrive il Centro studi diConfindustria nell'ultimo rapporto sugli scenari economici, sottolineando che «sulla strada della ripresa persistono infatti rischi, interni e internazionali, e ostacoli. Cruciale - aggiunge - è la stabilità politica».

PIL Migliorano le previsioni del Centro studi di Confindustria (Csc) sul Pil italiano. Le stime diffuse oggi indicano una contrazione dell'1,6% per il 2013 (contro il -1,9% delle previsioni di giugno) ed una crescita dello 0,7% per il 2014 (dal precedente +0,5%).

PRESSIONE FISCALE La pressione fiscale raggiungerà nel 2013 il valore record del 44,5% del Pil (dal 44% del 2012) e rimane molto alta nel 2014 (si attesterà al 44,2%). Lo scrive il Centro studi diConfindustria nelle nuove previsioni, aggiungendo che la pressione effettiva, escluso il sommerso, toccherà il 53,5% quest'anno e il 53,2% nel 2014.

giovedì 20 dicembre 2012

MICHELLE HUNZIKER NON CONOSCE CRISI: A LAVORO IN PORSCHE FIAMMANTE

MILANO - Certo con i numerosi impegni televisivi per Michelle Hunziker la crisi è stata meno pesante che per gli altri: la presentatrice infatti è stata fotografata mentre si fa accompagnare alle registrazioni presso gli studi Mediaset a bordo di una fuoriserie. Michelle infatti per andare al lavoro ha deciso di prendere una Porsche nera nuova di zecca: forse un vizio di famiglia, dato che anche il fidanzato Tomaso Trussardi ama girare con una fuoriserie tedesca, però di colore bianco...