giovedì 26 marzo 2015

Gran Bretagna, ragazzo Down trova lavoro dopo 9 anni grazie all'appello lanciato su Twitter

Ben Small aveva un sogno: trovare finalmente lavoro. Un sogno simile a quello di tanti altri giovani, umiliati da una crisi che sembra infinita. Per lui, però, c’è sempre stata qualche difficoltà in più: Ben, che proviene dall’Inghilterra, ha ventisei anni ed è un aspirante chef con tanto di qualifica, infatti, per tutta la sua giovane esistenza ha dovuto convivere (e dovrà farlo anche in futuro ovviamente) con la sindrome di Down e con i suoi effetti collaterali - leggasi pregiudizi della gente -. È anche, e forse soprattutto, a causa di ciò - ma lui non lo dice - se negli ultimi nove anni non è riuscito ad avere un’occupazione stabile e retribuita, nonostante un pezzo di carta avesse certificato le sue capacità in cucina. Per far muovere qualcosa, allora, è dovuta scendere in campo la sua matrigna, che, armata di buona volontà e di un account Twitter, è riuscita a centrare l’obiettivo tanto caro al ragazzo.  



 Per farcela alla donna è bastato pubblicare un annuncio sul social network lo scorso 13 marzo. “Qualcuno nella zona di Liverpool potrebbe dare al mio figliastro Ben, con sindrome di Down, la possibilità di un lavoro retribuito? E' motivato e con un NVQ 2 in ristorazione”.  La risposta degli utenti non si è fatta attendere e in poco tempo il profilo della signora Fiona Hodge, dove il post è stato ritwittato circa 800 volte, è stato inondato da una marea di proposte. Tra queste, quella più interessante è arrivata dai coniugi Wilson, proprietari di un caffé di Liverpool in cui Ben ha cominciato a lavorare già sabato scorso, a poco più di una settimana dall’appello lanciato dalla Hodge con l’hastag #GiveBenAJob.  “Mia moglie ha visto il tweet e ha scritto subito che Ben sarebbe stato il benvenuto”, ha spiegato al “Daily Mail” Lloyd Wilson, che, poi, ha ricordato quanto il giovane fosse “felice” di conoscere lui e la moglie Kellie e raccontato un aneddoto molto simpatico su questo primo incontro, andato in scena due giorni prima che Ben venisse assunto: “(Ben) aveva tre domande di vitale importanza da farmi: se potesse avere toast gratuiti, se potesse avere la cena e quando si sarebbe tenuto il prossimo party nel locale”.  Entusiasta e perfettamente a suo agio nei panni di cuoco -“Gli faremo infornare delle focaccine da tè”, ha affermato ancora il suo datore di lavoro -, per ora il ragazzo presterà servizio solo il sabato ma l’intenzione dei gestori del caffé è quella di impiegarlo per 16 ore settimanali.