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venerdì 31 ottobre 2014

Arriva il 730 precompilato: ecco cosa cambierà. La novità riguarda 30 milioni di italiani

Già dal 2015 dipendenti e pensionati riceveranno il 730 precompilato. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo sulla semplificazione fiscale che contiene la misura considerata dal premier fondamentale per semplificare il rapporto fra fisco e cittadini. Il nuovo 730 riguarderà circa 20 milioni di contribuenti e, tempi permettendo, dovrebbe essere disponibile online già dal 15 aprile 2015 per i redditi 2014. 
Inizialmente, nel 730 ci saranno i dati già contenuti nell’anagrafe tributaria (come i parenti a carico e gli immobili posseduti), quelli trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) e quelli contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta. Dal 2016 con la tessera sanitaria saranno inseriti anche quelli relativi alle spese sanitarie. Il contribuente che riceve il 730 potrà confermarne i contenuti o modificarli, da solo o con l'assistenza di Caf o commercialisti. La scadenza per la presentazione è il 7 luglio. I commercialisti contestano la norma che prevede che i controlli saranno effettuati al soggetto che ha apposto il visto di conformità senza più rivolgersi al cittadino, che però sarà chiamato in causa se dalle verifiche si scoprirà che ha fornito dati sbagliati con dolo.  Nel decreto semplificazioni sono contenute altre norme che vogliono facilitare gli obblighi fiscali a carico dei contribuenti. Ad esempio in tema di successioni, per le quali non sarà più necessario presentare la dichiarazione quando l'eredità, devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. Il Consiglio dei ministri ha anche approvato il regolamento per destinare parte dell'otto per mille alla sicurezza e agli adeguamenti antisismici degli edifici scolastici.  Novità importanti sono contenute anche nel decreto sblocca Italia che ieri ha ricevuto l'ok della Camera e che vuole far ripartire i cantieri, semplificare le procedure per le ristrutturazioni edilizie, sostenere il made in Italy. 


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Italia, allarme povertà ma si torna a sperare nel futuro: boom di bot e buoni postali

Titoli di stato, bond e buoni postali registrano il massimo storico nelle preferenze degli italiani. Il Paese torna a risparmiare. A segnalare il trend positivo è l'indagine sul risparmio degli italiani condotta dall'Ipsos per l'Acri. 
Sale dal 19% del 2013 al 24% di oggi il numero di coloro che dichiarano di aver sottoscritto assicurazioni sulla vita o fondi pensioni. E aumentano i possessori di fondi comuni di investimento dal 12 al 14%, nonché di azioni e titoli di stato dal 7 all'8%. Ancora più significativa è la crescita di fiducia nel futuro. L'87% pensa che la crisi sarà ancora lunga e dura e sposta dai quattro anni, registrati nel 2013, a cinque anni l'uscita dal tunnel, ma aumenta l'ottimismo, soprattutto, tra i giovani tra 18 e 30 anni, dal 25 al 28%. Calano al 24% gli investimenti immobiliari. I consumi rimangono fermi.  Una famiglia su quattro avrebbe difficoltà ad affrontare un imprevisto di mille euro. E se la spesa salisse sopra i diecimila, ad essere a disagio sarebbero due famiglie su tre. Calano le borse. Se più roseo appare l'orizzonte personale, grigio è quello del Paese. La bilancia pende a favore degli ottimisti, che rappresentano il 24% contro il 21% dei pessimisti, “un drastico cambiamento rispetto al 2013” quando gli sfiduciati erano il 28%, ma non basta. Appena un italiano su quattro si dice fiducioso sul futuro del Paese.  Nel dubbio, dunque, si risparmia, puntando su facile liquidità e risparmio sicuro. Fiducia nel “liquido” non significa fiducia nell'euro: due italiani su tre sono insoddisfatti della moneta.
In generale, però, il Paese ritiene utile essere nell'Ue. Per il 51%, l'Ue è positiva, per il 56% le difficoltà dell'Italia non dipendono dalla politica europea ma dal malgoverno nazionale. E la fiducia è tale che gli italiani dichiarano di aspettarsi benefici dall'unione bancaria che partirà il prossimo 4 novembre. Ed è davvero questione di intuito, perché solo l% dichiara di conoscerla bene. 


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