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giovedì 26 marzo 2015

Aereo caduto, New York Times: "Un pilota era chiuso fuori dalla cabina"

Dall'audio registrato dalla scatola nera del volo GermanWings emerge che uno dei piloti era rimasto fuori dalla cabina di pilotaggio prima dello schianto, non potendo rientrare e per motivi ancora non chiari. L'indiscrezione arriva dal "New York Times" che cita una fonte coinvolta nelle indagini.
"Il pilota cercò di abbattere la porta" - L'autorevole quotidiano statunitense scrive di una conversazione "molto rilassata e tranquilla" tra i due piloti. Dopodiché uno dei due sarebbe uscito dalla cabina senza riuscire più a rientrare. Avrebbe bussato una prima volta senza ricevere risposta. La fonte racconta che il pilota "ha iniziato a picchiare sempre più forte ma non ha risposto nessuno. A un certo punto si sente chiaramente che prova ad abbattere la porta".




Una versione tutta da confermare ufficialmente, ma che se fosse vera lascia comunque aperti molti interrogativi: il pilota rimasto in cabina è stato colto da un malore? E perché l'altro ha lasciato la cabina di pilotaggio, cosa che non avviene mai nel corso di un volo, soprattutto così breve? La fonte ha voluto restare anonima, anche perché le indagini stanno proseguendo ma su una cosa pare non avere dubbi: "Alla fine del viaggio in cabina di pilotaggio c'era solo un pilota. E non ha mai risposto alle chiamate".

Nessun commento dagli investigatori - Le autorità francesi restano caute. Molto poco è stato reso pubblico ufficialmente sui contenuti della scatola nera recuperata, sulla natura delle informazioni emerse dall'audio, se sono parziali e complete. L'unica conferma avuta dai responsabili delle indagini è che la registrazione comprende voci e suoni all'interno della cabina di pilotaggio. Su quanto rilevato nelle informazioni raccolte dal New York Times non ci sono ancora commenti di fonte ufficiale.

sabato 7 febbraio 2015

Leo, bimbo down abbandonato dalla mamma: il web si commuove e gli salva la vita

Abbandonato dalla madre per vergogna. Il piccolo Leo nato con la sindrome di down, infatti, è stato considerato motivo di imbarazzo per la famiglia della donna che ha deciso di non prendersi cura di lui. 
 Il piccolo fortunatamente è stato accolto, invece, con gioia dal suo papà. Samuel Forrest ha dovuto scegliere tra suo figlio e sua moglie, Ruzan Badalyan.

La donna poche ore dopo il parto avvenuto in Armenia, gli ha chiesto di scegliere tra lei, sposata solo 18 mesi prima, e il figlio tanto atteso.  Samuel ha scelto il piccolo Leo, non accettando l'idea che suo figlio potesse essere abbandonato solo per la sua invalidità.
La donna si era rifiutata di guardare e toccare il bambino, sostenendo che sarebbe stata una vergogna per tutta la famiglia.
Oggi il padre ha chiesto alla rete una raccolta fondi per potergli permettere di tornare a casa sua, in Nuova Zelanza, insieme a suo figlio, in un luogo in cui non sarà vittima di discriminazioni. La petizione si chiama Bring Leo Home e in poche ore ha superato i 170 mila dollari.  Samuel ha annunciato che con i soldi della raccolta tornerà a casa e penserà al futuro di Leo, ma visto il grande cuore della rete ce ne saranno abbastanza anche per aiutare e sostenere i genitori con figli disabili in Armenia.