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mercoledì 17 febbraio 2016

Eva Klotz e la pensione d'oro da 945mila euro. "Quei soldi sono miei, li userò per il Sudtirol"

La 'pasionaria' del Sudtirolo Eva Klotz difende i 945 mila euro che ha ricevuto come compensazione della sua pensione da consigliera provinciale. Due anni fa le cosiddette «pensioni d'oro» dei consiglieri del Trentino Alto Adige avevano causato aspre polemiche e anche manifestazioni in piazza. 
 Recentemente la presidente del consiglio regionale Chiara Avanzo ha dichiarato in risposta ad un'interrogazione che due ex consiglieri nel frattempo hanno maturato i requisiti per questi «anticipi» sulla pensione, l'ex assessore provinciale trentino Marco Benedetti e la Klotz. «Non si tratta di un anticipo sulla pensione, ma di un compenso per il fatto che la mia pensione mensile è stata quasi dimezzata da 7.000 euro a 2.800 euro», spiega all'ANSA l'ex consigliera.
«Sono stata in consiglio regionale per 31 anni e nel 2003 avevo già maturato i requisiti per la pensione e da ex consigliera all'epoca avrei ricevuto circa 6.000 euro al mese», prosegue. «Sono rimasta in consiglio fino al 2014 e ho continuato a versare contributi per 11 anni». «Ho ricevuto quanto previsto dalla legge», precisa Klotz. «Di certo - aggiunge - non ho bisogno di una Porsche oppure di una pelliccia, ma userò questi soldi per l'impegno politico a favore dell'autodeterminazione del Sudtirolo».

lunedì 15 febbraio 2016

Pensioni, scoppia il caso reversibilità. Palazzo Chigi: "Il ddl non toglie ma dà"

Scoppia la polemica sul ddl che riordina le prestazioni di natura assistenziale e previdenziale come strumento unico, nell'intenzione del governo, di contrasto alla povertà con misure legate al reddito e al patrimonio. 

Nel ddl, tra le altre misure si prevede la possibilità di rivedere le pensioni di reversibilità, ovvero quelle erogate agli eredi alla morte del pensionato o del lavoratore che muore avendo maturato i requisiti per l'assegno. Il primo a tuonare è il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «il governo - afferma - vuole tagliare le pensioni di reversibilità. In Commissione Lavoro alla Camera è arrivata la proposta renziana di legare all'ISEE le pensioni di reversibilità, fregando così migliaia di persone, soprattutto donne rimaste vedove. Rubando contributi effettivamente versati, per anni. Un governo che fa cassa sui morti mi fa schifo». In serata arriva la replica di Palazzo Chigi: «se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni, non per fare cassa in una guerra tra poveri. La delega del governo dà non toglie», stanziando per la prima volta un miliardo di euro strutturale su una misura unica di lotta alla povertà e predisponendosi a convogliare risorse europee su quello stesso strumento e sulla rete di servizi per la presa in carico offerti da comuni e terzo settore. Tuttavia, se dalle opposizioni è facile prevedere manifestazioni di protesta sul provvedimento, c'è da segnalare anche la presa di distanza di Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro della Camera ed esponente della minoranza Pd.  Il provvedimento, spiega l'ex ministro del lavoro, è «in sè positivo, ma prevede la possibilità di tagliare le pensioni di reversibilità. Per noi questo non è accettabile: si tratterebbe dell'ennesimo intervento dopo quelli, pesanti, del Governo Monti». «La previdenza - aggiunge - non può essere considerata la mucca da mungere». Damiano approfitta della situazione per sottolineare l'esigenza a suo avviso di mettere «rapidamente nell'agenda del Governo il tema delle pensioni». Per tre motivi, spiega: «il primo è che Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al Premier Renzi e al ministro Poletti per chiedere un incontro per affrontare il tema della flessibilità insieme agli altri e numerosi problemi aperti (esodati, ricongiunzioni, precoci, usuranti). Il secondo motivo, è che in Commissione lavoro della Camera è incardinata e in discussione la proposta di legge sulla flessibilità insieme a quelle di tutti gli altri partiti: si dovrebbe arrivare a un testo unificato». Il terzo motivo è appunto l'approdo alla Camera della delega del Governo sul tema del sostegno alla povertà«. Il ddl approvato a fine gennaio dal Governo punta a una »razionalizzazione« delle varie misure assicurando però che le nuove regole varranno solo per le prestazioni richieste dopo l'entrata in vigore dei decreti attuativi mentre gli assegni in essere non saranno toccati.  Ma la contrarietà monta e alcuni parlamentari la uniscono alla querelle sulle Unioni civili. Per Maurizio Gasparri, senatore di FI, »la confusione cresce in Italia oltre livelli tollerabili. Mentre si pensa di regalare pensioni a coppie gay, stravolgendo principi fondamentali dello stato sociale, lo stesso Pd che vuole fare questa concessione attraverso il governo Renzi vuole tagliare le pensione dei vedovi eterosessuali. Siamo alla distorsione di ogni principio di giustizia sociale. Ci opporremo a questa vile aggressione. Noi tuteliamo i soggetti deboli e vedovi e vedove lo sono. È veramente vergognosa questa ultima sortita di Renzi«. Sullo stesso tono la posizione di Paola Binetti, deputata di Area Popolare: »ecco un altro punto da approfondire anche in funzione del dibattito sul ddl Cirinnà, a proposito di unioni civili. Se il governo vuole tagliare davvero le pensioni di reversibilità - conclude Binetti - ce lo dica con urgenza, prima che il ddl in questione si spinga più avanti«. A spingere per una modifica al provvedimento arriva infine la Spi Cgil: »dopo la nostra denuncia sulle pensioni di reversibilità si è acceso il dibattito politico. Ora poche chiacchiere. Quel disegno di legge va modificato«, scrive su Facebook il segretario generale Ivan Pedretti.

lunedì 28 dicembre 2015

Matteo Renzi al Financial Times: “Ok impronte ai migranti, ma poi basta”

Sui migranti “l’Italia tiene il punto dopo la discussione al vertice di Bruxelles”. Lo afferma Matteo Renzi al Financial Times. “Ora prendiamo le impronte digitali, scattiamo le foto e controlliamo le iridi, non possiamo fare di più”, puntualizza il presidente del Consiglio. “Fra luglio e agosto – ricorda – la Germania ha accolto molti rifugiati senza prendere le impronte perché Angela Merkel disse che la solidarietà viene prima della burocrazia”.


“Voto Rajoy, con l’austerity si perde” - Nell’intervista il premier commenta anche i risultati delle elezioni spagnole, spiegando: “Io non so cosa succederà a Mariano Rajoy, ma so che coloro che sono stati in prima linea come alleati fedeli delle politiche di rigore senza crescita hanno perso il posto”. “E’ successo a Varsavia, anche se lì le circostanze erano molto particolari, è successo ad Atene, è successo a Lisbona. Vedremo cosa succederà a Madrid”, sottolinea.
“Banche italiane sicure” -
Il sistema bancario italiano è “solido” nel suo complesso, assicura poi Matteo Renzi, evidenziando di non avere alcuna intenzione di copiare il modello della Sparkassen tedesche ossia le casse di risparmio. “Noi abbiamo qualche piccola situazione da cui dobbiamo venir fuori, ma io non cambierei il sistema bancario italiano con quello della Germania, con il sistema delle Sparkassen”, dice il premier. “Per l’amor di Dio, con quel sistema non voglio avere nulla a che fare. Da loro copierei semmai altre cose”, insiste.

“L’Unione europea non è al servizio d’un solo Paese” - Matteo Renzi “stima” Angela Merkel, ma la Ue non è al servizio della sola Germania e il progetto North Stream per il gas russo non può avere un trattamento preferenziale. “Ho stima per Angela e un eccellente rapporto personale con lei, ma l’Europa deve essere al servizio di 28 Paesi, non di uno solo”, ribadisce.
Tracciando un parallelo fra i due progetti di gasdotto che dovrebbero collegare la Russia con l’Europa – il North Stream, a guida tedesco olandese, e il South Stream, a partecipazione italiana – Renzi osserva: l’Unoine ha “detto no a South Stream e poi, all’improvviso, abbiamo scoperto che c’è North Stream”. “Chi lo ha deciso? E’ una scelta di politica energetica dell’Ue?”, incalza, rivendicando di aver denunciato la questione relativa a questo progetto a Bruxelles. “Quando l’ho sollevata – conclude – solo Germania e Olanda, l’hanno difeso. Capisco che è un business importante, va bene, non mi scandalizzo, ma voglio sapere se le regole si applicano a tutti o a nessuno”.

martedì 22 dicembre 2015

Matteo Renzi al Financial Times: "Ok impronte ai migranti, ma poi basta"

Sui migranti "l'Italia tiene il punto dopo la discussione al vertice di Bruxelles". Lo afferma Matteo Renzi al Financial Times. "Ora prendiamo le impronte digitali, scattiamo le foto e controlliamo le iridi, non possiamo fare di più", puntualizza il presidente del Consiglio. "Fra luglio e agosto - ricorda - la Germania ha accolto molti rifugiati senza prendere le impronte perché Angela Merkel disse che la solidarietà viene prima della burocrazia".


"Voto Rajoy, con l'austerity si perde" - Nell'intervista il premier commenta anche i risultati delle elezioni spagnole, spiegando: "Io non so cosa succederà a Mariano Rajoy, ma so che coloro che sono stati in prima linea come alleati fedeli delle politiche di rigore senza crescita hanno perso il posto". "E' successo a Varsavia, anche se lì le circostanze erano molto particolari, è successo ad Atene, è successo a Lisbona. Vedremo cosa succederà a Madrid", sottolinea.

"Banche italiane sicure" -
Il sistema bancario italiano è "solido" nel suo complesso, assicura poi Matteo Renzi, evidenziando di non avere alcuna intenzione di copiare il modello della Sparkassen tedesche ossia le casse di risparmio. "Noi abbiamo qualche piccola situazione da cui dobbiamo venir fuori, ma io non cambierei il sistema bancario italiano con quello della Germania, con il sistema delle Sparkassen", dice il premier. "Per l'amor di Dio, con quel sistema non voglio avere nulla a che fare. Da loro copierei semmai altre cose", insiste.

"L'Unione europea non è al servizio d'un solo Paese" - Matteo Renzi "stima" Angela Merkel, ma la Ue non è al servizio della sola Germania e il progetto North Stream per il gas russo non può avere un trattamento preferenziale. "Ho stima per Angela e un eccellente rapporto personale con lei, ma l'Europa deve essere al servizio di 28 Paesi, non di uno solo", ribadisce.

Tracciando un parallelo fra i due progetti di gasdotto che dovrebbero collegare la Russia con l'Europa - il North Stream, a guida tedesco olandese, e il South Stream, a partecipazione italiana - Renzi osserva: l'Unoine ha "detto no a South Stream e poi, all'improvviso, abbiamo scoperto che c'è North Stream". "Chi lo ha deciso? E' una scelta di politica energetica dell'Ue?", incalza, rivendicando di aver denunciato la questione relativa a questo progetto a Bruxelles. "Quando l'ho sollevata - conclude - solo Germania e Olanda, l'hanno difeso. Capisco che è un business importante, va bene, non mi scandalizzo, ma voglio sapere se le regole si applicano a tutti o a nessuno".

martedì 23 dicembre 2014

Legge di Stabilità, dalle imprese alle famiglie: ecco cosa cambia

Il bonus da 80 euro diventa strutturale e viene affiancato dal bonus bebè, il Tfr si potrà chiedere in busta paga e le nuove assunzioni saranno facilitate da sgravi Irap: ecco le norme principali della legge di stabilità che potrebbe ottenere il via libera finale in serata.  

 FAMIGLIE
 
- BONUS. Diventa strutturale il credito d'imposta Irpef per i lavoratori dipendenti: 960 euro per redditi sotto 24mila euro.
- BONUS BEBÈ e FAMIGLIE - Dal 2015 al 2017 arrivano 960 euro al mese per i nuovi nati se l'Isee familiare non supera i 25 mila euro.45 mln di euro vengono poi destinati per spese per il mantenimento dei figli di famiglie con Isee sotto gli 8.500 euro. Ok anche a 5 milioni per le adozioni internazionali.

- CASA. Niente aumento Tasi anche per il 2015.
- SCUOLA. Arriva il Fondo «La buona scuola». 1 miliardo di euro per il 2015 per un piano straordinario di assunzioni. Sì anche a 200 milioni di euro da destinare per le paritarie.
- TFR BUSTA PAGA - Dal 1 marzo 2015 al 30 giugno 2018 i lavoratori dipendenti del settore privato possano richiedere la quota maturanda del trattamento di fine rapporto in busta paga.
- CASSE E FONDI PENSIONE. La tassazione sulle casse previdenziali sale al 26% e quella sui fondi al 20%. Possibile un credito d'imposta che le fa scendere rispettivamente al 20 e al 11% purchè i rendimenti siano investiti in economia reale.
- ECOBONUS. Proroga delle detrazioni per ristrutturazioni, riqualificazioni energetiche e interventi antisismici.
- AMMORTIZZATORI. 2,2 mld di euro per il 2015-2016 e 2 mld annui dal 2017 in attuazione del Jobs act.
- BLOCCO CONTRATTI P.A. Ancora nessun rinnovo fino al 2016.
- E-BOOK. Ok all'Iva al 4% anche per i libri elettronici.
- CANONE RAI. Niente aumenti. Si pagherà come nel 2014.
- ETEROLOGA. Sì al Registro nazionale dei donatori di cellule riproduttive per la procreazione di tipo eterologo.  SOCIALE
- DA NON AUTOSUFFICIENZE A SCREENING NEONATALE. Arrivano 400 milioni per il fondo non autosufficienze, 20 milioni per l'inserimento al lavoro disabili e 5 per lo screening neonatale.
- SOCIAL CARD. Il Fondo aumenta di 250 milioni all'anno.
- EDILIZIA SOCIALE. 130 milioni fino al 2018 per l'edilizia residenziale pubblica e sociale.
- IMMIGRATI. Aumenta di 187,5 milioni di euro annui dal 2015 il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi di asilo.
- PATRONATI. Ridotto a 35 milioni il taglio dei fondi ai patronati, che però vengono riformati.
- PARTITI. Rafforzate le norme per detrarre i versamenti in favore dei partiti, anche tramite donazioni.
- ELECTION DAY. Ok alle elezioni amministrative e regionali a maggio. Risparmio stimato circa 100 milioni.  IMPRESE
- FONDO GARANZIA PMI. La garanzia è destinata a tutte le imprese sotto i 499 dipendenti, non più solo alle piccole.
- FONDO PER ASSOCIAZIONI IMPRESE- Il fondo passa da 5 a 10 milioni di euro per promuovere la digitalizzazione.
- IRAP E COSTO DEL LAVORO. Deduzioni per il costo complessivo del personale dipendente. L'agevolazione vale anche per le imprese senza dipendenti, come gli artigiani, grazie ad un credito d'imposta Irap, pari al 10%, utilizzabile in compensazione. Abrogato il taglio Irap previsto nel dl Irpef.
- CREDITO D'IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO. Ne beneficiano tutte le imprese e non più solo quelle con fatturato sotto i 500 mln di euro ma scende dal 50% al 25% delle spese in più rispetto agli investimenti dei tre anni precedenti. Raddoppia, a 5 mln di euro, il tetto massimo del credito, la durata sale a 5 anni.
- PATENT BOX. Nuova tassazione agevolata per i redditi derivanti dall'utilizzo e/o dalla cessione di brevetti o marchi.
- MINIMI. Per le partite Iva arriva un regime forfettario di con un'aliquota unica del 15% e soglie di ricavi diverse: da 15.000 euro per le attività professionali a 40.000 per il commercio. Potranno accedere anche i redditi di natura mista.
- SGRAVI PER ASSUNZIONI A TEMPO INDETERMINATO. Per tutti i nuovi assunti nel 2015, i datori di lavoro saranno esonerati, per massimo 36 mesi, dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico al massimo per 8.060 euro all'anno.Sgravi anche per le assunzioni di lavoratori in mobilità.
- MADE IN ITALY - Arrivano altri 130 milioni di euro per il 2015, 50 milioni per il 2016 e 40 milioni per il 2017.
- NUOVA LEGGE SABATINI. Incrementato da 2,5 a 5 mld di euro il plafond massimo che la Cdp può mettere a disposizione delle banche per il finanziamento delle piccole e medie imprese.
- REVERSE CHARGE. Inversione contabile Iva anche per settore edile ed energetico nonchè per supermercati e discount.
- RAZIONALIZZAZIONE DELLE PARTECIPATE. Stop entro il 2015 alle partecipazioni non indispensabili a finalità istituzionali e quelle in società con attività analoghe a quelle svolte da altri enti. Stop alle società di soli amministratori o con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti.  PRIVATIZZAZIONI
- POSTE. 535 milioni in attuazione di una sentenza Ue sugli aiuti di Stato . Rivisto il servizio universale: il postino suonerà meno e l'Agcom fisserà nuove tariffe.
- FS. Arrivano le norme per la cessione della rete elettrica Fs a Terna.  ENTI LOCALI E REGIONI
- DIPENDENTI PROVINCE. Per i primi due anni i lavoratori delle Province saranno ricollocati in altri uffici pubblici di Comuni e Regioni. Dal 2017 scattano le procedure di mobilità.
- COMUNI E REGIONI. Resta il taglio per oltre 1 miliardo ma sono ammorbiditi da una serie di agevolazioni. Idem per le Regioni. Tra queste,allentamento del patto di stabilità interno e rinegoziazione dei mutui.


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venerdì 31 ottobre 2014

Arriva il 730 precompilato: ecco cosa cambierà. La novità riguarda 30 milioni di italiani

Già dal 2015 dipendenti e pensionati riceveranno il 730 precompilato. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo sulla semplificazione fiscale che contiene la misura considerata dal premier fondamentale per semplificare il rapporto fra fisco e cittadini. Il nuovo 730 riguarderà circa 20 milioni di contribuenti e, tempi permettendo, dovrebbe essere disponibile online già dal 15 aprile 2015 per i redditi 2014. 
Inizialmente, nel 730 ci saranno i dati già contenuti nell’anagrafe tributaria (come i parenti a carico e gli immobili posseduti), quelli trasmessi da parte di soggetti terzi (ad esempio banche, assicurazioni ed enti previdenziali) e quelli contenuti nelle certificazioni dei sostituti d’imposta. Dal 2016 con la tessera sanitaria saranno inseriti anche quelli relativi alle spese sanitarie. Il contribuente che riceve il 730 potrà confermarne i contenuti o modificarli, da solo o con l'assistenza di Caf o commercialisti. La scadenza per la presentazione è il 7 luglio. I commercialisti contestano la norma che prevede che i controlli saranno effettuati al soggetto che ha apposto il visto di conformità senza più rivolgersi al cittadino, che però sarà chiamato in causa se dalle verifiche si scoprirà che ha fornito dati sbagliati con dolo.  Nel decreto semplificazioni sono contenute altre norme che vogliono facilitare gli obblighi fiscali a carico dei contribuenti. Ad esempio in tema di successioni, per le quali non sarà più necessario presentare la dichiarazione quando l'eredità, devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, ha un valore non superiore a 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari. Il Consiglio dei ministri ha anche approvato il regolamento per destinare parte dell'otto per mille alla sicurezza e agli adeguamenti antisismici degli edifici scolastici.  Novità importanti sono contenute anche nel decreto sblocca Italia che ieri ha ricevuto l'ok della Camera e che vuole far ripartire i cantieri, semplificare le procedure per le ristrutturazioni edilizie, sostenere il made in Italy. 


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Italia, allarme povertà ma si torna a sperare nel futuro: boom di bot e buoni postali

Titoli di stato, bond e buoni postali registrano il massimo storico nelle preferenze degli italiani. Il Paese torna a risparmiare. A segnalare il trend positivo è l'indagine sul risparmio degli italiani condotta dall'Ipsos per l'Acri. 
Sale dal 19% del 2013 al 24% di oggi il numero di coloro che dichiarano di aver sottoscritto assicurazioni sulla vita o fondi pensioni. E aumentano i possessori di fondi comuni di investimento dal 12 al 14%, nonché di azioni e titoli di stato dal 7 all'8%. Ancora più significativa è la crescita di fiducia nel futuro. L'87% pensa che la crisi sarà ancora lunga e dura e sposta dai quattro anni, registrati nel 2013, a cinque anni l'uscita dal tunnel, ma aumenta l'ottimismo, soprattutto, tra i giovani tra 18 e 30 anni, dal 25 al 28%. Calano al 24% gli investimenti immobiliari. I consumi rimangono fermi.  Una famiglia su quattro avrebbe difficoltà ad affrontare un imprevisto di mille euro. E se la spesa salisse sopra i diecimila, ad essere a disagio sarebbero due famiglie su tre. Calano le borse. Se più roseo appare l'orizzonte personale, grigio è quello del Paese. La bilancia pende a favore degli ottimisti, che rappresentano il 24% contro il 21% dei pessimisti, “un drastico cambiamento rispetto al 2013” quando gli sfiduciati erano il 28%, ma non basta. Appena un italiano su quattro si dice fiducioso sul futuro del Paese.  Nel dubbio, dunque, si risparmia, puntando su facile liquidità e risparmio sicuro. Fiducia nel “liquido” non significa fiducia nell'euro: due italiani su tre sono insoddisfatti della moneta.
In generale, però, il Paese ritiene utile essere nell'Ue. Per il 51%, l'Ue è positiva, per il 56% le difficoltà dell'Italia non dipendono dalla politica europea ma dal malgoverno nazionale. E la fiducia è tale che gli italiani dichiarano di aspettarsi benefici dall'unione bancaria che partirà il prossimo 4 novembre. Ed è davvero questione di intuito, perché solo l% dichiara di conoscerla bene. 


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Scontri Ast, Alfano: "Evitare scintille Nessuno vuole manganellare operai"

"Vogliamo istituire un tavolo permanente di confronto al Viminale con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, riferendo al Senato sugli scontri a Roma al corteo dei lavoratori Ast. "E' lontana anni luce da noi l'idea di manganellare gli operai, così come penso sia lontana dagli operai la volontà di scaricare tensioni occupazionali sulla polizia", ha poi aggiunto.

con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni"

- "Vogliamo istituire un tavolo permanente di confronto al Viminale con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, riferendo al Senato sugli scontri a Roma al corteo dei lavoratori Ast. "E' lontana anni luce da noi l'idea di manganellare gli operai, così come penso sia lontana dagli operai la volontà di scaricare tensioni occupazionali sulla polizia", ha poi aggiunto.
"Solidarietà agli operai e agli agenti feriti" - Alfano ha espresso la sua personale solidarietà ai lavoratori dell'Ast e della polizia feriti negli scontri di Roma. "Serve un senso di responsabilità di tutti per evitare una scintilla che rischierebbe di innescare pericolose derive", ha aggiunto il ministro sottolineando di provare "amarezza" per il fatto che "una questione centrale come il lavoro stia diventando scenario di contrapposizione tra lavoratori".

"Mai dati ordini di severità contro i manifestanti" - "Dall'insediamento di questo governo - ha sottolineato Alfano - si sono svolte 5.934 manifestazioni di rilievo e la stragrande maggioranza ha avuto un corso assolutamente tranquillo. Circa la metà (2.350) hanno avuto alla base problematiche sindacali e occupazionali. Se il governo avesse voluto dare alla polizia linee di estrema durezza sui manifestanti avrebbe avuto migliaia di occasioni per farlo. Non l'ha mai fatto. Anzi, l'input dato è l'esatto opposto".

"Il diritto a manifestare è sacro" - "I fatti di Roma sono stati oggetto di referto all'autorità giudiziaria, nel quale nessun manifestante è stato denunciato", ha chiarito il ministro dell'Interno. "Il diritto a manifestare - ha quindi ribadito - è sacro, ma la libertà di chi manifesta non deve comprime e ledere la libertà degli altri cittadini e l'incolumità fisica degli uomini e delle donne delle forze dell'ordine che ogni giorno corrono dei rischi".

La ricostruzione dei fatti - Nella sua ricostruzione, Alfano ha riferito che "nella mattinata di mercoledì dalle 9 in poi si sono concentrati circa 500 manifestanti dell'Ast davanti all'ambasciata di Germania, nei pressi di piazza Indipendenza. Una parte di loro è stata ricevuta ed al termine dell'incontro l'ambasciata ha emesso uno scarno comunicato, che non ha soddisfatto i lavoratori".

"Corteo verso il Mise non era stato autorizzato" - A questo punto, ha proseguito il ministro, "c'è stata la richiesta della Fiom di autorizzare un corteo verso il ministero dello Sviluppo economico, che non è stata immediatamente accolta perché presso il ministero erano in corso analoghe iniziative sindacali e quindi c'erano difficoltà logistiche e di gestione dell'ordine pubblico".


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Sciopero generale della Fiom a novembre

La Fiom ha proclamato uno sciopero generale di 8 ore a novembre contro “le misure contenute nel jobs act e per rivendicare scelte diverse di politica economica e industriale”.
E' quanto ha deciso il Comitato centrale dei metalmeccanici della CGIL, dando mandato alla segreteria nazionale di “articolare lo sciopero generale della categoria in almeno due grandi manifestazioni nazionali da svolgersi indicativamente il 14 novembre a Milano e il 21 novembre a Napoli”. 


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martedì 28 ottobre 2014

Manovra, ira dei sindacati. Renzi a "Otto e Mezzo": "Vogliono trattare? Facciano i deputati"

Uno scontro durissimo sulla legge di stabilità che non conosce mezzi termini. Dopo la protesta in piazza di sabato, Renzi e i sindacati (la Cgil in particolare) si lanciano nuovamente messaggi di guerra. Una giornata iniziata con l'incontro tra governo e parti sociali e conclusa con un fiammeggiante premier ospite di "Otto e Mezzo". 
IRA SINDACATI. I sindacati hanno incontrato oggi ministri che «non erano nelle condizioni di rispondere», «non avevano il mandato», dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. E la leader della Cgil, Susanna Camusso, aggiunge: "Il problema è che non avevano mandato a discutere. Questa è la sintesi del rispetto che si ha per le parti sociali", è surreale".  IRA RENZI. «Trattare cosa? La cosa surreale è che Camusso dica che si deve trattare. È giustissimo che sindacato tratti ma tratta con gli imprenditori per salvare posti di lavoro. Il sindacato non fa trattative con il governo, non chiede permesso, le leggi non si scrivono con i sindacati ma in Parlamento». Così Matteo Renzi a '8 e mezzo'.  "FACCIANO I DEPUTATI". «Se i sindacalisti vogliono trattare si facciano eleggere, ce ne sono già, si troverebbero a loro agio». Continua Renzi a Otto e Mezzo. «Io ho detto ai ministri - prosegue il premier - che siamo disponibili ad ascoltare, ho detto che questa è la nostra manovra, se avete considerazioni da fare vi ascoltiamo se vi viene più comodo mandateci una mail, ma è ora di finirla di pensare che si alza uno e blocca gli altri».  "NO ALLE ELEZIONI". «Io mi sento di escludere le elezioni anticipate. Perchè credo che in questo momento l'Italia non ha bisogno di un presidente del consiglio che prende voti ma di un governo che cambia l'Italia. Se qualcuno in Parlamento si metterà contro, faremo un pò più fatica».  A PICCO LE BORSE. Gli investitori non vanno tanto per il sottile e bastonano l'Italia dopo l'esito degli esami della Bce. Nonostante solo due banche - Mps e Carige - siano state bocciate dal 'comprehensive assessment' dell'Eurotower, tutto il comparto bancario è stato tempestato dalle vendite. E lo spread tra Btp e Bund ha rialzato la testa, portandosi a 168 punti base. Il Ftse Mib ha chiuso con un tonfo del 2,4%, facendo molto peggio degli altri listini europei, da Londra (-0,4) a Parigi (-0,8%), da Francoforte (-0,9%) a Madrid (-1,4%), in una seduta su cui il sesto calo consecutivo dell'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche ha rinnovato i timori sull'economia dell'Eurozona. Le preoccupazioni sulla ripresa globale si sono riflesse nelle quotazioni del petrolio, sceso nuovamente sotto gli 80 dollari in corso di seduta a New York.

lunedì 27 ottobre 2014

Crisi e tecnologia: la paghetta dei genitori su carta prepagata, ma più bassa degli scorsi anni

«Me lo compri papà?» Forse una volta funzionava così. Ma i tempi cambiano e oggi i ragazzi hanno in tasca la paghetta 2.0, vale a dire la carta di credito ricaricabile con cui mamma e papà finanziano la ”settimana” di piccole spese. 
Tutto al passo con i tempi, compresi purtroppo anche i versamenti: con la crisi, infatti, la paghetta virtuale scende anche fino a 5 euro settimanali. A rivelarlo è uno sondaggio, effettuato su 500 clienti di City Poste Payment, da cui emerge che 3 genitori su 5 scelgono la prepagata per i figli.  Si tratta di ragazzi tra 12 e 16 anni che decidono di spendere i loro soldi per acquisti di tutti i giorni ma non solo.




 Va da sé infatti che, al contrario dei contanti, con una carta prepagata i genitori hanno maggiori possibilità di vedere dove e come vengono spesi i soldi. Ed ecco allora la lista delle priorità: 1 su 4 spende per le ricariche del cellulare e meno di 1 su 5 per piccoli gadget di elettronica, il 13% va in pizzeria e al fast food. Il 10% acquista cosmetici, il 9% va dal parrucchiere o nei centri estetici e il 7% in palestra e corsi vari. C'è anche un 6% che spende per cinema e teatro. Meno del 5% acquista piccoli accessori d'abbigliamento. C'è di tutto, quindi.  Ma nella carta quanti soldi ci vanno a finire?
Nel 20% dei casi si tratta di circa 30 euro a settimana, mentre un ragazzo su 10 riceve ben 50 euro e solo il 3% li supera. Ma la maggior parte, il 37%, riceve bonifici sulla carta prepagata di appena 5 euro a settimana. «Anche la paghetta – spiega Antonio Palma, della Federazione italiana medici pediatri – si adegua ai tempi. E' giusto che i ragazzi imparino che, se la famiglia è in difficoltà, per loro c'è il contenimento della paghetta che resta comunque il metodo migliore per insegnare ai figli a gestire le risorse. Rispetto al versare soldi a richiesta, in quel modo si va fuori controllo. Temo però che, nel caso delle 5 euro, si tratti di una ”falsa paghetta”, che viene integrata con altri soldi a consumo». 


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Matteo Renzi: "Ci tocca cambiare il Paese" Alla Leopolda, "siamo al governo per fare"

"Questa è la Leopolda, il luogo è lo stesso ma noi siamo al governo, io, noi, e se siamo al governo non è per occupare una sedia, ci tocca cambiare il Paese, perché quella bicicletta ce la siamo andati a prendere, ora è arrivato il momento di prenderci terribilmente sul serio". Lo ha detto Matteo Renzi alla Leopolda. "Ci raccontano che facciamo le cose un po' per caso. Noi, invece, abbiamo un disegno organico", ha aggiunto il premier.
"Partiamo dal fatto - ha spiegato - che il mondo è interconnesso, un gran casino e che l'Italia ha un futuro se cambia sé stessa ma deve liberarsi di alcune paure". Iniziando a investire "nella politica estera che è una cosa seria, se si investe nella politica estera dell'Europa è per restituire dignità e orgoglio alla politica".


Stoccata alla Lega sull'immigrazione - "La politica europea non è solo discussione sul deficit. So che la politica estera non scalda, ma quando la Lega riunisce i cittadini contro l'immigrazione ignora che i 100mila sbarchi non sono figli del caso ma perché la Libia è saltata e meno male che sulla nostra nave può nascere una bambina altrimenti il Mediterraneo sarebbe sia culla che tomba", ha proseguito difendendo "Mare Nostrum" e sferzando il Carroccio.

"In Ue nessuno è così stupido da impiccare un Paese a una virgola" -
"In Europa per me è una battaglia tutte le volte ma non perché mi metto a litigare sullo zero virgola. Nessuno in Europa è così stupido da impiccare un Paese a una virgola ma c'è un atteggiamento, paradossalmente portato da alcuni italiani, per cui l'Italia non solo è un problema", ha sottolineato. "C'è un atteggiamento tutto italiano di funzionari che pensano in Ue di fare carriera parlando male del nostro Paese, un riflesso pavloniano per cui l'Italia è un problema. Ci sono regole in Europa che farebbero diventare euroscettico anche Adenauer", ha ribadito il presidente del Consiglio.

"Nel Pd c'è chi è ancorato al passato" -  Sui problemi all'interno del Pd: "Di fronte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi ma il posto fisso non c'è più. Siccome è cambiato tutto, la monogamia aziendale è in crisi, un partito di sinistra che fa: un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o chi perde il posto di lavoro trova uno Stato che si prende carico di lui?". E poi: "Quelle come quella di ieri della Cgil sono manifestazioni politiche, e io le rispetto, e non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso, sarà bello capire se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o provare a cambiare il futuro". Ma, ha ribadito, "non si creano posti di lavoro a colpi di cortei".

"L'Italia porta avanti il tema della crescita in Europa" - "A chi va in piazza a manifestare dico, con il rispetto che si deve, che questa storia della crescita e contro l'austerità qui in Europa la porta avanti solo l'Italia, l'idea di cambiare il modo di percepire l'Europa, è del Pd", ha poi detto.

"Art.18 è come iPhone a gettoni" -
"Nel 2014 aggrapparsi a una norma del 1970 che la sinistra di allora non votò è come prendere un iPhone e dire dove metto il gettone del telefono? O una macchina digitale e metterci il rullino. E' finita l'Italia del rullino". Così Matteo Renzi criticando dal palco della Leopolda, tra gli applausi, chi difende l'art.18.

"Tagli alle tasse con il ddl stabilità" - Sulla legge di stabilità, poi ha affermato: "Abbiamo tagliato 18 mld di euro di tasse. Non è un'operazione elettorale ma di giustizia sociale".

Stilettata alla vecchia guardia del Pd - Sul finale stilettata alla vecchia guardia della sinistra: C'è chi si "imbarazza perché dopo 25 anni uno riesce a mettere insieme le persone che parlano di politica. A chi ha detto che la Leopolda è imbarazzante (lo ha detto Rosy Bindi, ndr) diciamo che non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd".

Infine il saluto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Quando si sentono tante menzogne nei confronti del nostro Capo dello Stato, credo sia doveroso che l'Italia per bene faccia sentire tutto l'affetto".


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sabato 25 ottobre 2014

Renzi apre la Leopolda: "Vinceremo se smentiremo che l'Italia è irriformabile"

"La Leopolda non è mai stato un partito e nemmeno una corrente". Lo ha detto il premier Matteo Renzi aprendo la kermesse fiorentina. Parlando della scenografia scelta per l'occasione, quella di un garage, ha aggiunto: "E' il posto in America delle start up, in Italia si sono sempre fatte battute sulle differenze con i nostri garage. Tocca a noi farle smettere. Ma il garage è anche il luogo in cui la macchina è ferma e bisogna farla ripartire".
 
 "La Leopolda del 2011 - ha spiegato Renzi - mi ha fatto capire che questo Paese era scalabile, so che questo termine creerà polemiche ma lo dico: per anni ci hanno raccontato che l'Italia era un Paese chiuso, eppure giorno dopo giorno ci rendevamo conto che si potevano cambiare le cose sul serio, presa, rivoltata e cambiata".

La nuova sfida, per il premier, è una. "Siamo partiti da 0, ci siamo presi il partito, siamo al governo del Paese, stiamo facendo quello che volevamo, abbiamo smentito tutti. Ma non serve a niente se non smentiremo il luogo comune che l'Italia è irriformabile, lo pensano a Bruxelles, a Roma, dietro l'angolo, sono dovunque".


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domenica 29 giugno 2014

Vacanze, in Italia quelle più care del Mediterraneo: hotel e ristoranti costano il 10% in più

Fare le vacanze in Italia è più caro con la spesa per hotel e ristoranti che è superiore del 10% rispetto alla media europea e si classifica come la più elevata tra le diverse mete del mediterraneo. 


È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Eurostat del 2013 che evidenziano come, superato lo spread finanziario, a frenare gli incassi turistici in Italia è il sovrapprezzo che i vacanzieri nazionali e stranieri devono pagare nel Belpaese. Nonostante la crisi i conti che i turisti devono pagare per mangiare fuori e alloggiare in Italia durante le vacanze sono nettamente superiori rispetto alle mete concorrenti del mediterraneo. La destinazione più conveniente per hotel e ristoranti è infatti il Montenegro dove si paga il 37% in meno rispetto alla media comunitaria, seguito dalla Croazia con il 26% in meno, dal Portogallo dove il risparmio è del 23% e dalla Turchia dove il conto è inferiore del 22% rispetto alla media europea. Il confronto, continua la Coldiretti, è pesante anche con Paesi tradizionalmente rivali dell'Italia come la Grecia dove l'esborso per ristorazione e alloggio è inferiore del 12% e la Spagna che costa il 9% in meno della media. Il gap nazionale trasmette purtroppo i suoi effetti sui flussi turistici internazionali. L'Europa rimane nonostante la crisi una delle destinazioni preferite del turismo internazionale con il flusso di viaggiatori da tutto il mondo in Europa che è aumentato del 5 per cento nel 2013, con i migliori risultati registrati nell'Europa centrale e orientale (+7%) e dai Paesi del Sud e del Mediterraneo (+6%) secondo i dati dell'Unwto World Tourism Barometer del 2013.  Nel dettaglio la Spagna ha però conquistato il primo posto con un aumento dei visitatori internazionali del 4%, in Grecia l'aumento è stato del 9%, a Malta del 10% e in Portogallo dell'8%. L' Italia, sottolinea la Coldiretti, si colloca al posto di onore tra le mete europee preferite ma secondo i dati dell'Osservatorio Nazionale del Turismo si è verificato nel 2013 un calo del 4,3% degli arrivi che ha riguardato sia gli italiani (-8%) che gli stranieri (-0,2%).  E non è un caso che per l'estate 2014 meno di un italiano in vacanza su tre alloggerà in albergo (28%) mentre più gettonate secondo l'Coldiretti/Ixè sono le abitazioni in affitto (19%), di proprietà (14%) o di parenti e amici (17%). A seguire i villaggi turistici (7%), i bed and breakfast (7%) e gli agriturismi (3%) che fanno segnare un aumento rispetto allo scorso anno soprattutto nelle presenze straniere, anche grazie alla qualificazione e diversificazione dell'offerta ma anche all'ottimo rapporto tra prezzi/qualità con la scelta che avviene sempre più di frequente attraverso siti come www.terranostra.it o www.campagnamica.it.'  A salvare l'Italia è il fatto che è tra le mete più ricche di attrazioni dal punto di vista culturale, paesaggistico, ambientale ed anche enogastronomico.

Da domani bancomat obbligatorio per i pagamenti superiori ai 30 euro

Da domani le imprese e i lavoratori autonomi saranno tenuti ad accettare i pagamenti superiori ai 30 euro anche attraverso le carte di debito, ovvero tramite Pos.   Ad evidenziarlo in una nota è la Cgia di Mestre sottolineando che gli idraulici, gli elettricisti o i falegnami, che spesso si recano singolarmente presso la dimora del committente, dovranno essere dotati di un Pos con un conseguente costo da sostenere per queste imprese.  
 Al netto delle offerte contrattuali che alcune banche stanno proponendo ai propri migliori clienti, secondo le stime realizzate dalla Cgia su un campione significativo di istituti di credito italiani, un'azienda con 100.000 euro di ricavo annuo, con il Pos, tra canone mensile, canone annuale e la percentuale di commissione sull'incasso, «dovrà sostenere una spesa media annua di 1.200 euro». Gli idraulici, gli elettricisti, i falegnami, gli antennisti i manutentori di caldaie, nonché i loro dipendenti e collaboratori, sottolinea il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «spesso si recano singolarmente presso la dimora o l'immobile del committente. Questo comporta che ciascun dipendente e collaboratore dovrà essere dotato di un Pos. Chi ha voluto questa legge ha idea di quali costi dovranno sostenere queste aziende ?» Almeno per ora, non sono previste sanzioni per chi non accetta il pagamento con la carta di debito. Tuttavia, la novità viene vissuta con 'fastidiò e come un ulteriore costo per moltissime attività economiche.  Per avere una idea delle richieste che sono state offerte alle aziende, la Cgia, si legge nella nota, ha stimato i costi annui ipotizzando un volume di transazioni pari a 100.000 euro. Sono state applicati i costi medi come rilevati dai fogli informativi su un campione di 10 banche presenti a livello nazionale. Per ogni tipologia di POS il costo varia, si passa dalla versione base a quella priva di collegamento con fili (Cordless) al modello che si utilizza anche fuori sede (Gsm). Poiché le spese per l'utilizzo del Pos sono deducibili ai fini del reddito di impresa, accanto al 'Costo totalè (somma del canone annuo e della commissioni sull'incassato), si è stimato il costo netto, cioè il costo totale al netto delle imposte che si risparmiano grazie alla deducibilità dell'onere in questione.

mercoledì 11 settembre 2013

LA CRISI COLPISCE LE FAMIGLIE, ASTUCCI E ZAINI SEMPRE PIÙ 'RICICLATI'

Nella scuola ai tempi della crisi non si butta via niente. Ed ecco allora che, mai come quest'anno, sui banchi torneranno i corredi scolastici degli anni passati. Una tendenza che porta con sé il segno dei tempi e che viene adottata dall'85% delle famiglie. Un'impennata rispetto al 2012 quando il riciclo riguardava il 74% delle famiglie. A rivelarlo è un'indagine di Contribuenti.it che ha preso in considerazione 10 oggetti tra zaini, astucci, penne, colori, quaderni, dizionari, divisa, cestini per la merenda, stivali e giubbini da pioggia. A bloccare i nuovi acquisti, secondo i dati forniti da KRLS Network of Business Ethics, il 62% del campione ricicla per ristrettezze economiche, il 25% perché teme il nuovo redditometro dell’Agenzia delle Entrate ed il 13% perché lo fa abitualmente. E allora non resta che ingegnarsi per modificare il vecchio zaino e renderlo trendy o rispolverare l'astuccio del fratello più grande, dal sapore vintage: “Di fronte alla crisi - spiega Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - gli studenti reagiscono sfoderando tutta la creatività italiana. A volte basta una piccola modifica per riciclare un prodotto”. Ma il riciclo del corredo non è l'unica strada adottata dagli studenti per risparmiare sul caro-scuola. La spesa più pesante, infatti, riguarda i libri scolastici che, secondo i dati forniti dal Codacons, hanno avuto un'impennata sui prezzi pari al 5% sul 2012. E l'unica strada percorribile sembra essere quella dell'usato, per la quale è in corso una vera e propria caccia: un ragazzo su due acquista libri usati, il 52% contro il 36% dello scorso anno, con un risparmio pari al 50% soprattutto in città come Roma e Napoli. Ma anche Aosta, Pescara, Brindisi, Udine, Venezia, Verona, Prato, Caserta, Bari, Salerno e Campobasso. E se non è possibile raggiungere i mercatini dell'usato o si preferisce affidarsi alla comodità del web, c'è sempre la carta della compravendita online con risparmi fino al 70-80%. E così la scuola, suo malgrado, insegna anche a risparmiare.