mercoledì 11 settembre 2013

LA CRISI COLPISCE LE FAMIGLIE, ASTUCCI E ZAINI SEMPRE PIÙ 'RICICLATI'

Nella scuola ai tempi della crisi non si butta via niente. Ed ecco allora che, mai come quest'anno, sui banchi torneranno i corredi scolastici degli anni passati. Una tendenza che porta con sé il segno dei tempi e che viene adottata dall'85% delle famiglie. Un'impennata rispetto al 2012 quando il riciclo riguardava il 74% delle famiglie. A rivelarlo è un'indagine di Contribuenti.it che ha preso in considerazione 10 oggetti tra zaini, astucci, penne, colori, quaderni, dizionari, divisa, cestini per la merenda, stivali e giubbini da pioggia. A bloccare i nuovi acquisti, secondo i dati forniti da KRLS Network of Business Ethics, il 62% del campione ricicla per ristrettezze economiche, il 25% perché teme il nuovo redditometro dell’Agenzia delle Entrate ed il 13% perché lo fa abitualmente. E allora non resta che ingegnarsi per modificare il vecchio zaino e renderlo trendy o rispolverare l'astuccio del fratello più grande, dal sapore vintage: “Di fronte alla crisi - spiega Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - gli studenti reagiscono sfoderando tutta la creatività italiana. A volte basta una piccola modifica per riciclare un prodotto”. Ma il riciclo del corredo non è l'unica strada adottata dagli studenti per risparmiare sul caro-scuola. La spesa più pesante, infatti, riguarda i libri scolastici che, secondo i dati forniti dal Codacons, hanno avuto un'impennata sui prezzi pari al 5% sul 2012. E l'unica strada percorribile sembra essere quella dell'usato, per la quale è in corso una vera e propria caccia: un ragazzo su due acquista libri usati, il 52% contro il 36% dello scorso anno, con un risparmio pari al 50% soprattutto in città come Roma e Napoli. Ma anche Aosta, Pescara, Brindisi, Udine, Venezia, Verona, Prato, Caserta, Bari, Salerno e Campobasso. E se non è possibile raggiungere i mercatini dell'usato o si preferisce affidarsi alla comodità del web, c'è sempre la carta della compravendita online con risparmi fino al 70-80%. E così la scuola, suo malgrado, insegna anche a risparmiare.