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martedì 31 maggio 2016

Lo spettacolo di Marte, da 11 anni mai così vicino alla Terra: come vedere il pianeta rosso

Marte dà spettacolo: lunedì sera si è trovato alla distanza minima dalla Terra come non accadeva da 11 anni. Dopo Sole e Luna, è stato uno dei due corpi celesti più luminosi del cielo, l'altro è Giove. Un'occasione ghiotta per ammirare il disco del Pianeta Rosso, il suo colore rossastro e osservare alcuni particolari della superficie, questi ultimi visibili solo attraverso un telescopio. 

Marte ha raggiunto la minima distanza di 75,3 milioni di chilometri alle 23:34 (ora italiana di lunedì) e il momento di migliore visibilità è stato intorno all'una di notte. «Il pianeta sorge appena fa buio ma deve arrivare all'altezza di 30 gradi sull'orizzonte per diventare ben visibile», ha detto l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. Sull'orizzonte infatti la luce del pianeta, ha spiegato, deve attraversare uno spessore di atmosfera maggiore, e questo incide sulla visibilità. Il pianeta ha già fatto bella mostra di sé il 22 maggio raggiungendo l'opposizione rispetto al Sole ma, ha rilevato Masi, «è questo il momento migliore per osservarlo perché adesso la Luna sorge molto tardi e il cielo più buio permette di apprezzare meglio il leggendario colore rosso di Marte». Visto dalla Terra il pianeta ha un diametro pari a un centesimo di quello del disco della Luna e per trovarlo bisogna guardare verso Sud tra le stelle della costellazione della Bilancia: è ben riconoscibile per il suo caratteristico colore rosso ma per osservarne i dettagli occorre un piccolo telescopio di almeno 100 millimetri di diametro che permetterà di distinguere la calotta ghiacciata del Polo Nord e le regioni più scure della superficie. A causa del meteo variabile sulla penisola, chi ha perso l'appuntamento di ieri sera per colpa delle nuvole non si scoraggi: «Marte - ha rassicurato Masi - resta ben visibile ancora per un mese, poi diventa più sfuggente, lontano e modesto ma comunque visibile a occhio nudo».


martedì 8 marzo 2016

Arriva TX68, l’asteroide della Festa della Donna sta per passare vicino alla Terra

Fine del mondo, ci siamo? Ciclicamente, ogni volta che un asteroide si avvicina alla Terra, spuntano le voci piene di allarmismo di chi urla alla strage nel caso lo stesso si schianti sul nostro pianeta. Stavolta è il turno dell’asteroide 2013 TX68, che dovrebbe “sfiorare” la Terra senza colpirla domani, martedì 8 marzo.  

Gli scienziati del Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) al JPL NASA hanno tracciato il tragitto del sasso cosmico e hanno spostato la data del flyby dal 5 all’8 marzo, riconfermando che non sussiste alcun rischio per la Terra. “Sapevamo già che questo asteroide, 2013 TX68, sarebbe passato in sicurezza vicino alla Terra nei primi giorni di marzo, ma i nuovi dati ci hanno consentito di definire meglio il suo percorso orbitale,” dichiara Paul Chodas, manager del CNEOS. “I dati indicano che questo piccolo asteroide probabilmente passerà a una distanza maggiore rispetto a quella prevista in precedenza.“  Secondo il CNEOS, 2013 TX68 dovrebbe “sfiorarci” a una distanza di circa 5 milioni di km. Esiste una piccola possibilità che si avvicini di più, ma non dovrebbe comunque andare oltre i 24.000 km dalla superficie della Terra.

mercoledì 16 settembre 2015

"Tra il 22 e il 28 settembre la Terra verrà distrutta da un meteorite". La tesi choc di un esperto inglese

La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana". La tesi choc proviene da un gruppo di scienziati coordinati dal professor Robert Walsh, direttore esecutivo della ricerca alla University of Central Lancashire, nel Regno Unito.  

Come riporta il Mirror, lo studioso sostiene che ci potrebbe essere un pericolo imminente per il nostro pianeta e dunque per le nostre vite.La ricerca non fissa esattamente la data della presunta apocalisse, che però secondo i ricercatori potrebbe avvenire tra il 22 e il 28 settembre. In quei giorni la Terra infatti potrebbe essere soggetta a una pioggia di meteoriti, terremoti e tnunami.  Secondo il professor Walsh il pericolo sarebbe reale, dal momento che nel corso dei millenni il nostro pianeta sarebbe stato colpito più volte da meteoriti giganti. Come quello che avrebbe causato l'estinzione dei dinosauri.  Non è tutto. Il docente inglese ricorda anche l'asteroide che cadde in Siberia nel 2013, dando vita a uno spettacolo senza precedenti.  Tuttavia alla Nasa non sono affatto d'accordo con la teoria del professor Walsh. Anzi. Smentiscono le previsioni di apocalisse, affermando che se nelle vicinanze ci fosse davvero un asteroide talmente grande da distruggere la Terra, gli strumenti lo avrebbero già rilevato. Come dire, pericolo scampato. Si spera.

venerdì 24 luglio 2015

Scoperto il pianeta gemello della Terra. Si chiama Kepler 452B, potrebbe esserci vita

Una stella intorno alla quale orbita, come il nostro Sole. Un anno di 385 giorni. La medesima alternanza giorno/notte. Forza di gravità, temperatura, clima e terreno favorevoli alla presenza di acqua. Il pianeta gemello della Terra si chiama Kepler 452b: così lo ha battezzato la Nasa, che ieri ne ha annunciato la sua storica scoperta.   


 Primo indizio della soluzione all’eterna domanda dell’uomo: Siamo soli nell’universo. Se la risposta è ancora lontana, il pianeta gemello è, invece, abbastanza “vicino” da poter essere studiato. E, soprattutto, tanto simile da consentire di sperare, almeno a giudicare dalla sincera emozione con cui i dirigenti della Nasa hanno dato la notizia. 



Le uniche differenze tra i due pianeti sono nei numeri: è più grande per dimensioni - una volta e mezzo la Terra - e anche per età, con i suoi sei miliardi di anni. Una distanza questa che potrebbe rivelarsi molto interessante per la nostra ricerca, consentendoci di osservare addirittura il futuro del pianeta, almeno per clima e condizioni. «Siamo alla vigilia di poter osservare un pianeta simile alla Terra» ha annunciato Jon Grunsfeld, direttore delle missioni scientifiche della Nasa. Ora occorrerà procedere alle analisi dell’atmosfera e di ogni ulteriore dato, nel tentativo di acquisire il maggior numero possibile di informazioni utili. 


Una scoperta straordinaria, non a caso accompagnata dall’annuncio di nuove imprese: nel 2017 la Nasa lancerà un nuovo telescopio proprio per studiare i pianeti vicini con similitudini alla Terra. Kepler 452b è stato localizzato nella zona Goldilocks, area abitabile di un sistema solare che si trova a 1400 anni luce da noi. A individuarlo è stato il telescopio Kepler, lanciato nel 2009 in orbita con l’obiettivo di trovare stelle simili al Sole. «Possiamo pensare a 452-b come un cugino più vecchio della Terra, che ci dà l’opportunità di osservare come il nostro pianeta potrebbe evolversi» ha spiegato Jon Jenkins, capo analista del telescopio Kepler. E, forse - fantasia e fantascienza corrono inevitabilmente alla possibilità di trovare altre forme di vita - anche di studiare l’evoluzione di altri esseri.

martedì 21 aprile 2015

Un altro asteroide sfiorerà la Terra: scoperto solo due giorni fa

E' invisibile ad occhio nudo, ha un diametro di appena 15 metri, ma il nuovo asteroide che stanotte ci sfiorerà (ad una distanza di circa 75 mila chilometri), mette lo stesso paura.   2015 HD1, questo il nome dato al corpo celeste, e’ stato scoperto appena 48 ore fa. Da una prima valutazione sembra sia molto simile a quello esploso nel febbraio di due anni fa in Russia, nei cieli di Chelyabinsk.  



L'ESPERTO «Non ci sono margini di rischio collisione – ha subtito rassicurato Gianluca Masi, astrofisico e responsabile del Virtual Telelescope – e va detto che noi astronomi siamo contenti di questo passaggio ravvicinato perché si tratta di un’occasione unica per poter studiare questi preziosi oggetti celesti. Se passasse più lontano non avremmo modo di poterlo osservare».  
APRILE MESE RECORD Il mese di aprile è stato un mese record. Fino ad oggi, infatti, sono stati scoperti ben 20 Nea ((Near hearth asteroid). Quello che ci è arrivato più vicino è stato il cosiddetto 2015 GU delle dimensioni di 9 m che è passato a 0,2 Ld (Ld è la distanza tra la Terra e la Luna circa 384 mila km, ndr) lo scorso 12 aprile. Quello di stasera, invece, è un po' più grande e ci passerà alla distanza di 0.3 Ld. Il momento di minore distanza sarà domani mattina alle 10,15.  
 LA RETE DI AVVISTAMENTO Ma la rete di avvistamento Nea è sempre in allerta e già possiamo prevedere, per i prossimi mesi, altri passaggi. 
  I PROSSIMI ASTEROIDI Martedì 28 è previsto l'avvicinamento di 2015 GB14 delle dimensioni di 38 m, che passerà
alla distanza di 8.9 Ld dalla Terra. Poi il 17 maggio sarà la volta di 5381 Sekhmet delle dimensioni di 2.1 km, ma passerà molto lontano (62.8 Ld).
Due gli appuntamenti a giugno giovedì 4 e giovedì 11 quando, rispettivamenbte, solcheranno i cieli delle nostre parti 2005 XL80 (dimensioni di 1.0 km che passerà alla distanza di 38.1 Ld) e 2012 XB112 (2 metri di diametro con un passaggio dalla Terra di 10.1 Ld.  


TOUTATIS FECE PAURA Tra i tanti asteroidi che si avvicinano al nostro pianeta, uno che ci fece paura fu Toutatis, nome preso da una divinità dell’olimpo gallico. In astronomia è più semplicemente un oblungo e informe asteroide di 5 chilometri di diametro la cui sigla è 4179 (1989 Ac).  Quando fu scoperto destò non poche preoccupazioni, ma ora gli scienziati sono più tranquilli. Nessun probabile impatto, nessun “Armageddon”, nessun giudizio finale, insomma, a sentire gli astronomi, dovremo dormire sonni tranquilli e l’Apocalisse dovrà aspettare ancora un po’. Nel suo vagare nel Sistema solare, Toutatis, incontra l’orbita terrestre una volta ogni 4 anni. Nel dicembre 1992 scatenò le paure più recondite passando a “soli” 3.620.000 chilometri dal nostro pianeta. Fu scoperto il 5 gennaio 1989 da Alain Maurye Deran Mulholland ma precedenti verifiche stabilirono che il corpo celeste era stato già osservato negli anni ’30 da un “cacciatore” di pianetini belga, tale Eugene Delporte. 
  C'E' CHI VEGLIA SU DI NOI A vegliare su di noi è una rete internazionale che vede la partecipazione attiva degli scienziati dell’Inaf. Dal telescopio Schmidt di Campo Imperatore, ad esempio, vengono effettuate scansioni sistematiche del cielo. Ogni volta che si individua un oggetto minore viene segnalato al Minor Planet Center di Cambridge in Usa, il centro mondiale dove vengono elaborate le orbite e i potenziali allarmi. In Europa siamo leader. La stazione osservativa dell’Osservatorio di Roma, infatti, è quella più prolifica. In pochi anni di attività ha scoperto 1.600 nuovi asteroidi di cui 6 Neo (Near earth objects).   
UN PEZZO DI ROCCIA CHE RUZZOLA Gli asteroidi hanno caratteristiche tutte particolari. Toutatis è uno dei più grandi potenzialmente pericolosi. Presenta una fra le più strane rotazioni mai osservate nel sistema solare. Invece di ruotare intorno ad un unico asse ruzzola. In soldoni si muove in modo analogo a quello di un pallone da rugby quando ribalza.  GLI SCENARI Ma cosa potrebbe accadere in caso di impatto? Secondo la Nasa un corpo celeste con 5 chilometri di diametro potrebbe scatenare (se impattasse con l’Oceano) una gigantesca onda distruggendo insediamenti costieri e causando milioni di morti. Se impattasse sul suolo, invece, potrebbe cancellare l’intera Europa e sollevare una tale quantità di polvere che modificherebbe il clima, dando origine ad una mini era glaciale.
Il 30 giugno 1908 un oggetto di circa 50 metri di diametro cadde in Siberia. Devastò un’area di oltre 2.000 chilometri quadrati. Ogni paragone è superfluo.

 

venerdì 20 marzo 2015

Italia a testa in su, oggi sullo Stivale eclissi parziale del Sole

Eclissi di Sole parziale oggi in Italia, con l’oscuramento del disco solare del 69% al Nord e del 35% al Sud. Il picco è previsto intorno alle 10.30. Non diventerà quindi notte e non ci saranno pericoli di blackout elettrici. Gli unici che vivranno appieno l’emozione del Sole Nero sono i pochissimi abitanti delle Isole Far Oer e Svalbard dove il disco solare sarà completamente oscurato dalla Luna e sarà “notte” per qualche minuto.


Saranno i sardi i primi in Italia a vedere l’inizio del “bacio” tra Sole e Luna, alle 9.16 a Cagliari, e poi via via tutto il resto dello stivale. Alle 9.23 l’eclissi sarà visibile a Roma e pochi minuti dopo anche su tutta la costa Adriatica.
Le “tappe” dell’eclissi in Italia - L’intera eclissi durerà circa 2 ore ma il momento più emozionante sarà quando si raggiungerà il massimo “oscuramento”: il picco di copertura del disco solare sara’ intorno alle 10.22 a Cagliari, 10.31 a Roma, 10.38 a Trieste, dopo di che la Luna “scivolerà” via lentamente fino ad abbandonare completamente il Sole, a Trieste alle 11.50.

Eclissi di sole, a Roma oscuramento intorno al 53%: ecco come e dove vederla

Lo spettacolo del sole nero dovrebbe raggiungere lo zenith alle 10.31, ma sarà bene preparasi in tempo con il naso all'insù per l'eclissi del secolo. Roma è in fermento, l'argomento riecheggia in vari punti e nei bar della capitale, anima studiosi, appassionati e semplici curiosi. 


 
Basti sapere che la diretta streming assicurata dal canale web Ansa Scienze e Tecnica si avvarrà delle immagini del Virtual Telescope trasmesse dal Parco Regionale dell'Appia Antica (via Appia Antica 42), con tanto di visite guidate al parco e addirittura la merenda a base di pane e marmellata preparata al momento da aziende biologiche.  Gli alunni dei licei scientifici “Labriola” e “Kennedy” cureranno in sincronia una diretta streaming scientifica su Radio Kennedy e il post delle immagini dell'eclissi sulla pagina Facebook del Liceo Kennedy. Al dipartimento di Fisica di Tor Vergata, dalle 9.30 alle 12.30, docenti, studenti e ricercatori metteranno a disposizione ai curiosi gli strumenti del laboratorio di Fisica Solare.  Anche il dipartimento di Matematica e Fisica di Roma Tre aprirà le porte agli interessati dalle 9 alle 13. A San Lorenzo, la libreria scientifica Assaggi organizza (dalle ore 9) la "Colazione con l'eclissi". Fondamentale inforcare gli occhialini.

L'eclissi di Sole: ecco come vederla in modo sicuro senza danneggiare la vista

Domani sarà il grande giorno dell'eclissi totale di Sole. Ecco come assistere e godersi il fenomeno naturale in modo sicuro per la nostra salute. Ci sono alcuni metodi da sfruttare, senza dover per forza spendere dei soldi per acquistare i famosi 'occhialini'. Ma quali sono questi strumenti? Fanno parte della nostra vita quotidiana, ve ne proponiamo 5.  Creare un proiettore Potete farlo utilizzando due pezzi di carta bianca. Dando le spalle al sole, praticate un forellino su uno dei due fogli e alzatelo in direzione dell'eclissi. L'altro foglio usatelo come 'schermo', per proiettare la luce del sole.  



 Utilizzare un binocolo Si, anche con un binocolo potete osservare l'eclissi di sole, utilizzandolo con un metodo simile a quello appena citato: potete proiettare la luce su un pezzo di carta bianca, facendola passare all'interno di uno degli oculari e otturando l'altro. E' possibile mettere a fuoco l'immagine con le apposite rotelline collegate al binocolo.  Specchiare l'eclissi Anche con un semplicissimo specchio si può osservare l'eclissi di sole.Come? Usando sempre il solito foglietto di carta bianca, applicando un forellino non superiore di 5 millimetri e facendo passare la luce del sole attraverso esso per proiettare tutto sulla superficie dello specchio.  Usare uno scolapasta Si può utilizzare esattamente come abbiamo illustrato per il primo metodo, andando a sostituire il foglio di carta bianca proprio con lo scolapasta. I suoi forellini proietteranno la luce del sole sul secondo foglio, utilizzato come schermo.  Munitevi di secchio Ebbene si, anche con un semplicissimo secchio potrete assistere all'eclissi di sole. Come? Riempitelo d'acqua e guardate il riflesso di luce sulla sua superficie. Semplice davvero.

lunedì 10 novembre 2014

Palla di fuoco nei cieli, residenti spaventati. La Nasa: "Più luminosa della Luna"

Una palla di fuoco, di un bagliore unico, ha gettato nel panico moltissimi cittadini. Tutto è avvenuto in Texas (Stati Uniti), dove alcune persone sono riusciti a filmare lo stranissimo fenomeno. La palla di fuoco, secondo alcuni esperti della NASA, è stata ben 5 volte più luminosa della luna piena e dietro di sè ha lasciato una folta coda.
Bill Cooke, scienziato della NASA ha dichiarato: "Questo fenomeno è chiamato 'palla di fuoco e per definizione, rappresenta una meteora più luminosa del pianeta Venere. L'evento si è mostrato così brillante che è stato ripreso anche da una telecamera della NASA installata sulle montagne del New Mexico, a ben 500 chilometri di distanza: un bagliore del tutto insolito.  L'American Meteor Society, subito dopo l'avvistamento, ha ricevuto più di 200 segnalazioni, da varie parti dello Stato: tutti hanno riferito di aver visto una palla di fuoco nel cielo. 
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mercoledì 29 ottobre 2014

Giove, con l'ombra di Ganimede l'occhio ora ha anche la sua pupilla

Da secoli Giove presenta una macchia rossa, di forma ellittica, simile ad un occhio. E questa caratteristica, ormai è nota proprio con questo nome. 



 In questi giorni la Nasa ha diffuso le immagini riprese dal telescopio spaziale Hubble in cui sembra che l'occhio ora abbia anche una 'pupilla'. In realtà, si tratta dell'ombra di Ganimede, la luna più grande del pianeta gassoso e di tutto il sistema solare, proiettata sulla tempesta di Giove durante il suo passaggio, risalente allo scorso mese di aprile. 




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