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martedì 8 marzo 2016

Arriva TX68, l’asteroide della Festa della Donna sta per passare vicino alla Terra

Fine del mondo, ci siamo? Ciclicamente, ogni volta che un asteroide si avvicina alla Terra, spuntano le voci piene di allarmismo di chi urla alla strage nel caso lo stesso si schianti sul nostro pianeta. Stavolta è il turno dell’asteroide 2013 TX68, che dovrebbe “sfiorare” la Terra senza colpirla domani, martedì 8 marzo.  

Gli scienziati del Center for Near-Earth Object Studies (CNEOS) al JPL NASA hanno tracciato il tragitto del sasso cosmico e hanno spostato la data del flyby dal 5 all’8 marzo, riconfermando che non sussiste alcun rischio per la Terra. “Sapevamo già che questo asteroide, 2013 TX68, sarebbe passato in sicurezza vicino alla Terra nei primi giorni di marzo, ma i nuovi dati ci hanno consentito di definire meglio il suo percorso orbitale,” dichiara Paul Chodas, manager del CNEOS. “I dati indicano che questo piccolo asteroide probabilmente passerà a una distanza maggiore rispetto a quella prevista in precedenza.“  Secondo il CNEOS, 2013 TX68 dovrebbe “sfiorarci” a una distanza di circa 5 milioni di km. Esiste una piccola possibilità che si avvicini di più, ma non dovrebbe comunque andare oltre i 24.000 km dalla superficie della Terra.

venerdì 25 dicembre 2015

L'asteroide di Natale, la prima foto: con la luna piena sarà un evento raro

Prima foto dell'asteroide di Natale. Si chiama 2003 SD220 e il 24 dicembre passerà a 11 milioni di chilometri dalla Terra. 
 L'hanno immortalato i tecnici del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa ed è una vecchia conoscenza della Terra: tre anni fa aveva salutato il nostro pianeta dalla distanza di 28 milioni di chilometri e nel 2018 si avvicinerà ancora di più, a 2,7 milioni di chilometri.

Oltre all'asteroide ci sarà anche la luna piena a rendere astronomicamente unico questo Natale. Non accadeva dal 1977 di avere la luna piena nel cielo di Natale: un evento raro che accadrà di nuovo solo nel 2034. È una lunga attesa, quindi, sottolinea la Nasa, non perdete l'occasione di guardare il cielo la notte di Natale. Il passaggio avverrà in tutta sicurezza, sottolinea Paul Chodas, direttore del Centro per lo studio degli oggetti vicini alla Terra (Neo) della Nasa.  «È vero che sarà l'oggetto che più si avvicinerà alla Terra, oltre a Babbo Natale e alle sue renne» dice scherzando. Ma il passaggio, rassicura Chodas, «avverrà in tutta sicurezza a circa 28 volte la distanza tra la Terra e la Luna». L'asteroide è stato fotografato con l'antenna del Deep Space Network di Goldstone, in California, tra il 17 dicembre e il 22 dicembre, quando era a circa 12 milioni di chilometri dalla Terra.  «Le immagini radar mostrano che l'asteroide ha una forma allungata e la sua lunghezza è di circa 1.100 metri», spiega Lance Benner di Jpl. «I dati acquisiti durante il passaggio - aggiunge - ci aiuteranno a programmare altre osservazioni radar durante il suo prossimo avvicinamento nel 2018». Poi bisognerà aspettare il 2070, quando l'asteroide passerà a circa 2,7 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Per chi guarderà il cielo questa notte, sottolinea John Keller, del Goddard Space Flight Center della Nasa, osservando la luna «vale la pena ricordare che è molto più di un vicino di casa celeste». La storia geologica della Luna e della Terra, aggiunge «sono intimamente legate, al punto tale che la Terra sarebbe un pianeta completamente diverso senza la Luna».

mercoledì 16 settembre 2015

"Tra il 22 e il 28 settembre la Terra verrà distrutta da un meteorite". La tesi choc di un esperto inglese

La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana". La tesi choc proviene da un gruppo di scienziati coordinati dal professor Robert Walsh, direttore esecutivo della ricerca alla University of Central Lancashire, nel Regno Unito.  

Come riporta il Mirror, lo studioso sostiene che ci potrebbe essere un pericolo imminente per il nostro pianeta e dunque per le nostre vite.La ricerca non fissa esattamente la data della presunta apocalisse, che però secondo i ricercatori potrebbe avvenire tra il 22 e il 28 settembre. In quei giorni la Terra infatti potrebbe essere soggetta a una pioggia di meteoriti, terremoti e tnunami.  Secondo il professor Walsh il pericolo sarebbe reale, dal momento che nel corso dei millenni il nostro pianeta sarebbe stato colpito più volte da meteoriti giganti. Come quello che avrebbe causato l'estinzione dei dinosauri.  Non è tutto. Il docente inglese ricorda anche l'asteroide che cadde in Siberia nel 2013, dando vita a uno spettacolo senza precedenti.  Tuttavia alla Nasa non sono affatto d'accordo con la teoria del professor Walsh. Anzi. Smentiscono le previsioni di apocalisse, affermando che se nelle vicinanze ci fosse davvero un asteroide talmente grande da distruggere la Terra, gli strumenti lo avrebbero già rilevato. Come dire, pericolo scampato. Si spera.

martedì 9 giugno 2015

"Tra il 22 e il 28 settembre un asteroide distruggerà la Terra". La Nasa risponde così

La terra sarà distrutta da un asteroide nel mese di settembre. L'impatto causerà fortissime piogge torrenziali e l'umanità sarà destinata a scomparire. 


Questo è quanto annunciato da un gruppo di teorici del complotto che hanno dato anche una data all'evento che dovrebbe verificarsi tra il 22 e il 28 del mese. La teoria emerge a seguito di alcuni studi sulla Bibbia in cui si parla della giunta di un inferno sulla Terra.  




La NASA ha però rassicurato tutti, come riporta Metro: «Non ci sono asteroidi o comete attualmente in rotta con la Terra, la probabilità di un grande scontro è molto bassa». Poi gli scienziati specificano che piccoli oggetti entrano in collisione con il pianeta in continuazione ma l'impatto e l'atmosfera li distruggono durante il loro percorso.

martedì 21 aprile 2015

Un altro asteroide sfiorerà la Terra: scoperto solo due giorni fa

E' invisibile ad occhio nudo, ha un diametro di appena 15 metri, ma il nuovo asteroide che stanotte ci sfiorerà (ad una distanza di circa 75 mila chilometri), mette lo stesso paura.   2015 HD1, questo il nome dato al corpo celeste, e’ stato scoperto appena 48 ore fa. Da una prima valutazione sembra sia molto simile a quello esploso nel febbraio di due anni fa in Russia, nei cieli di Chelyabinsk.  



L'ESPERTO «Non ci sono margini di rischio collisione – ha subtito rassicurato Gianluca Masi, astrofisico e responsabile del Virtual Telelescope – e va detto che noi astronomi siamo contenti di questo passaggio ravvicinato perché si tratta di un’occasione unica per poter studiare questi preziosi oggetti celesti. Se passasse più lontano non avremmo modo di poterlo osservare».  
APRILE MESE RECORD Il mese di aprile è stato un mese record. Fino ad oggi, infatti, sono stati scoperti ben 20 Nea ((Near hearth asteroid). Quello che ci è arrivato più vicino è stato il cosiddetto 2015 GU delle dimensioni di 9 m che è passato a 0,2 Ld (Ld è la distanza tra la Terra e la Luna circa 384 mila km, ndr) lo scorso 12 aprile. Quello di stasera, invece, è un po' più grande e ci passerà alla distanza di 0.3 Ld. Il momento di minore distanza sarà domani mattina alle 10,15.  
 LA RETE DI AVVISTAMENTO Ma la rete di avvistamento Nea è sempre in allerta e già possiamo prevedere, per i prossimi mesi, altri passaggi. 
  I PROSSIMI ASTEROIDI Martedì 28 è previsto l'avvicinamento di 2015 GB14 delle dimensioni di 38 m, che passerà
alla distanza di 8.9 Ld dalla Terra. Poi il 17 maggio sarà la volta di 5381 Sekhmet delle dimensioni di 2.1 km, ma passerà molto lontano (62.8 Ld).
Due gli appuntamenti a giugno giovedì 4 e giovedì 11 quando, rispettivamenbte, solcheranno i cieli delle nostre parti 2005 XL80 (dimensioni di 1.0 km che passerà alla distanza di 38.1 Ld) e 2012 XB112 (2 metri di diametro con un passaggio dalla Terra di 10.1 Ld.  


TOUTATIS FECE PAURA Tra i tanti asteroidi che si avvicinano al nostro pianeta, uno che ci fece paura fu Toutatis, nome preso da una divinità dell’olimpo gallico. In astronomia è più semplicemente un oblungo e informe asteroide di 5 chilometri di diametro la cui sigla è 4179 (1989 Ac).  Quando fu scoperto destò non poche preoccupazioni, ma ora gli scienziati sono più tranquilli. Nessun probabile impatto, nessun “Armageddon”, nessun giudizio finale, insomma, a sentire gli astronomi, dovremo dormire sonni tranquilli e l’Apocalisse dovrà aspettare ancora un po’. Nel suo vagare nel Sistema solare, Toutatis, incontra l’orbita terrestre una volta ogni 4 anni. Nel dicembre 1992 scatenò le paure più recondite passando a “soli” 3.620.000 chilometri dal nostro pianeta. Fu scoperto il 5 gennaio 1989 da Alain Maurye Deran Mulholland ma precedenti verifiche stabilirono che il corpo celeste era stato già osservato negli anni ’30 da un “cacciatore” di pianetini belga, tale Eugene Delporte. 
  C'E' CHI VEGLIA SU DI NOI A vegliare su di noi è una rete internazionale che vede la partecipazione attiva degli scienziati dell’Inaf. Dal telescopio Schmidt di Campo Imperatore, ad esempio, vengono effettuate scansioni sistematiche del cielo. Ogni volta che si individua un oggetto minore viene segnalato al Minor Planet Center di Cambridge in Usa, il centro mondiale dove vengono elaborate le orbite e i potenziali allarmi. In Europa siamo leader. La stazione osservativa dell’Osservatorio di Roma, infatti, è quella più prolifica. In pochi anni di attività ha scoperto 1.600 nuovi asteroidi di cui 6 Neo (Near earth objects).   
UN PEZZO DI ROCCIA CHE RUZZOLA Gli asteroidi hanno caratteristiche tutte particolari. Toutatis è uno dei più grandi potenzialmente pericolosi. Presenta una fra le più strane rotazioni mai osservate nel sistema solare. Invece di ruotare intorno ad un unico asse ruzzola. In soldoni si muove in modo analogo a quello di un pallone da rugby quando ribalza.  GLI SCENARI Ma cosa potrebbe accadere in caso di impatto? Secondo la Nasa un corpo celeste con 5 chilometri di diametro potrebbe scatenare (se impattasse con l’Oceano) una gigantesca onda distruggendo insediamenti costieri e causando milioni di morti. Se impattasse sul suolo, invece, potrebbe cancellare l’intera Europa e sollevare una tale quantità di polvere che modificherebbe il clima, dando origine ad una mini era glaciale.
Il 30 giugno 1908 un oggetto di circa 50 metri di diametro cadde in Siberia. Devastò un’area di oltre 2.000 chilometri quadrati. Ogni paragone è superfluo.

 

mercoledì 25 marzo 2015

Australia, scoperta la più grande zona di impatto con un asteroide: è larga 400 chilometri

Scienziati australiani hanno scoperto con una tecnologia geotermica nel centro del continente quella che ritengono sia la più grande zona di impatto di un asteroide mai trovata sulla terra.
I geologi guidati da Andrew Glikson dell'Australian National University ipotizzano che due antichissimi crateri, ciascuno di 200 km di diametro, siano stati causati da un meteorite spaccatosi in due.  Il materiale in entrambi i luoghi di impatto è identico, il che induce i ricercatori a ritenere che siano l'effetto dello stesso meteorite.





 «Insieme formerebbero una struttura di 400 km, la più grande conosciuta in qualsiasi parte del mondo», scrive Glikson sulla rivista di geologia Tectonophysics.
«Le conseguenze sono che possa aver causato un evento di grande estinzione di massa, ma ancora non sappiamo l'età di questo impatto di asteroide, e ci stiamo ancora lavorando», aggiunge. Nel corso di milioni di anni i crateri visibili sono scomparsi, ma le trivellazioni di ricerca geotermica hanno rivelato la storia segreta, nascosta sotto un'area estesa in gran parte dell'Australia centrale.  «Il prossimo passo consisterà di ulteriori ricerche attraverso una serie di sondaggi sismici», aggiunge il geologo. «Quando ne sapremo di più sull'età dell'impatto, sapremo se è correlato a una delle grandi estinzioni di massa. Per ora non abbiamo tutte le risposte, ma vi è molto interesse verso l'impatto sui dinosauri e altre specie preistoriche».

venerdì 12 dicembre 2014

Stelle cadenti, tra sabato e domenica arriva la San Lorenzo invernale

Sarà la pioggia di stelle cadenti più intensa del 2014 quella che inonderà il cielo nella notte tra sabato e domenica: è infatti in arrivo il picco delle Geminidi, le meteore di dicembre che illuminano le notti più corte dell'anno.   A partire dalle ore 3:00 di domenica, nel cuore della notte, si conterà il numero maggiore di stelle cadenti, fino ad un centinaio ogni ora. «La Luna interferirà parzialmente, perché sorgerà nella seconda parte della notte, quella più favorevole alla visione delle famose scie», spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope e curatore scientifico del Planetario di Roma.  



 Lo spettacolo sarà comunque salvo, perché «le Geminidi sono spesso luminose e relativamente lente, dunque - precisa l'esperto - dovrebbero mostrarsi in discreto numero. Considerato che quest'anno lo show delle Perseidi di agosto è stato di fatto cancellato dalla Luna, le Geminidi hanno le carte in regola per essere la pioggia di meteore più abbondante del 2014». Non serviranno binocoli o telescopi, perchè il miglior strumento per osservare le meteore sono gli occhi: basterà puntare lo sguardo verso la costellazione dei Gemelli, che sorgerà ad est la sera del 13 dicembre per poi alzarsi nel cielo nel corso della notte.  Il nome Geminidi, infatti, deriva proprio dalla costellazione dei Gemelli in cui si trova il radiante, ovvero il punto da cui sembrano provenire le meteore. Le Geminidi, in particolare, sono meteore abbastanza insolite, perchè non sono generate dalle polveri di una cometa, bensì dall'asteroide Phaeton 3200, che arriva molto vicino al Sole. «Il conseguente notevole riscaldamento - aggiunge Masi - potrebbe suscitare il rilascio di queste particelle polverose che incrociano il cammino della Terra».

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