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martedì 31 ottobre 2017

Federica Panicucci spegne 50 candeline, che party a Villa Gernetto!

Una superfesta quella organizzata per i 50 anni di Federica Panicucci a Villa Gernetto, di proprietà di Silvio Berlusconi, vicino ad Arcore. La presentatrice Mediaset ha spento 50 candeline in un abito da cerimonia griffato color glicine che la avvolgeva fino ai piedi ma esaltava il déc0lleté e le forme bellissime. Accanto a lei il fidanzato Marco Bacini e gli amici. Presenti anche Berlusconi e Francesca Pascale.


In un’atmosfera d’altri tempi tra sale eleganti e decori antichi, la Panicucci come una principessa si è concessa alle danze con il suo cavaliere, la musica di Umberto Smaila e gli amici più cari, tra cui Simona Ventura con Gerò Carraro. Ha spento le candeline tra gli applausi e i flash degli smartphone che riprendevano l’evento per poi pubblicarlo sui social. Unghie rosse e rossetto abbinato, capelli biondi e ondeggianti sulle spalle, Federica ha regalato sorrisi agli invitati e tante coccole al fidanzato che l’ha tenuta per mano per quasi tutta la sera. Pare che Marco le abbia regalato un mega anello e chissà che i due pensino alle nozze…

lunedì 9 febbraio 2015

Berlusconi prepara l'opposizione a Renzi: "Ricompattare il centrodestra"

Silvio Berlusconi conferma la linea dura nei rapporti col governo decisa dopo quello che ha considerato il «tradimento» del Quirinale. Così, con un nuovo affondo, il leader di Forza Italia garantisce che il suo partito si «riprenderà il ruolo di opposizione a 360 gradi». Una conferma sulla rottura, ormai irreparabile del patto del Nazareno? Difficile a dirsi, visto che comunque il Cavaliere dice che «Forza Italia dirà sì alle riforme, ma solo a quelle che risulteranno positive per l'Italia». 
I toni duri e l'appello a «lavorare per un centrodestra forte e compatto», allontanano le nere nubi che avevano affollato i cieli forzisti. Il capo dei frondisti Raffaele Fitto, plaude alla nuova linea e chiede di «passare dalle parole ai fatti» tornando di fatto a chiedere la “testa” dei capigruppo Brunetta e Romani. «Meglio tardi che mai», commenta invece Salvini, che non chiude ad alleanze con Fi in vista delle regionali ma annuncia di voler vedere al più presto Berlusconi «per comprendere se ha capito davvero che Renzi è un problema».  A fare le spese del nuovo corso annunciato da Berlusconi potrebbe essere la legge elettorale. Il Cav ha detto che FI non «accetterà tutto quello che ad oggi abbiamo accettato, come il doppio turno e il premio al 40%», si opporrà al ritorno delle “preferenze che contengono un mare di pericoli” e allo sbarramento al 3%. Domani si torna a discutere nell'aula della Camera la riforma del Senato e del bicameralismo e anche lì Forza Italia potrebbe decidere di fare opposizione dura e rallentare i lavori.  Sempre questa settimana poi sarà incardinato al Senato il ddl anticorruzione. Renzi però non sembra volere subire i diktat del Cavaliere e non si fa spaventare dagli annunci: «Andremo avanti – detta la linea ai suoi - vedremo se il Cav strappa davvero su riforme concordate insieme non per fare un favore a me ma al paese». Certo al Senato la maggioranza è sul filo e quindi il premier ha fra i suoi obiettivi quella di rafforzarla con nuovi innesti. Fermo restando che fra tutti i partiti presenti in Parlamento il Pd renziano è quello che meno teme un ritorno alle urne. Intanto Scelta civica, il soggetto fondato da Mario Monti rimasto ormai con soli 25 deputati per il passaggio di molti esponenti al Pd, ha eletto come segretario Enrico Zanetti: “Continueremo a votare con la maggioranza - dice Zanetti - ma serve un chiarimento con il Pd. Non siamo fessi e non siamo disponibili al sacrificio”.

venerdì 2 gennaio 2015

Pascale: "Nessuna crisi con Silvio. Capodanno ad Arcore, mai stata in Spagna"

Crisi o no? Francesca Pascale al Corriere della Sera smentisce le voci che vorrebbero ai titoli di coda la sua storia d'amore con Silvio Berlusconi. «Crisi? Ma quale crisi? Io e il presidente Berlusconi siamo sempre una coppia quasi normale. Una coppia in cui quel “quasi” c’è sempre stato, e riguarda la differenza d’età. E chi si scolla da lui? Tra l’altro, so che in giro c’è qualcuno che ha una scommessa in corso. 



Hanno scommesso che io e il mio compagno ci lasceremo entro sei mesi. Qualcuno li chiamerebbe gufi o semplicemente invidiosi. Comunque passeremo il Capodanno ad Arcore. Io in Spagna? Mai stata...».  Francesca a Madrid? Eppure, le voci di una rottura tra i due non accennano a diminuire. Per un periodo magari tacciono. Ma basta che la Pascale scompaia un po’ dalla circolazione ed eccole, puntualmente ritornano. Circolano indiscrezioni che danno per finito il rapporto di coppia, con la giovane ragazza campana trasferita in un lussuoso appartamento a Madrid, mille e passa chilometri lontana da Arcore.

lunedì 1 dicembre 2014

Renzi: "Astensionismo per Jobs act? Falso" Minoranza Pd: "Accelerare le riforme"

Il premier riunisce il Parlamentino dem per fare la conta: "Quella sul lavoro è la riforma più di sinistra che sia mai stata fatta", afferma. Ma la minoranza, pur tra mugugni, non vota contro evitando gesti di rottura.



"Respingo la tesi che l'astensionismo in Emilia Romagna derivi dalla disaffezione per il Jobs act. E' una lettura superficiale e discutibile". Così Matteo Renzi, in direzione Pd, facendo l'analisi del voto delle Regionali e respingendo le accuse della minoranza dem. "I filosofi hanno solo interpretato il mondo, si tratta ora di cambiarlo, diceva Marx", ha aggiunto il premier citando l'intellettuale tedesco. "E ora di cambiare", ha ribadito.
Renzi riunendo il Parlamentino Pd aveva chiesto di esprimere un voto affinché possa capire se la direzione del partito democratico "è convinta che le riforme vadano accelerate o rallentate". "Io chiedo un voto sulla convinzione di proseguire il disegno delle riforme", ha spiegato. "Il Pd deve rivoltare l'Italia come un calzino senza preoccuparsi se possono cambiare i sondaggi. I sondaggi del Pd vanno benissimo, casomai quelli su di me meno, ma io sono qui per cambiare l'Italia non i sondaggi. Io continuerò ad andare in giro per l'Italia senza fermarmi", ha continuato Renzi, che teme che la minoranza del Pd, con i bersaniani guidati da Speranza, non voti.
Dalla minoranza nessun gesto di rottura -  La minoranza ha evitato due gesti di rottura. Aveva minacciato di presentare un ordine del giorno per chiedere un referendum tra la base del Pd sulle politiche del governo, mentre il documento effettivamente presentato da Zoggia chiede una "ampia consultazione della base"; e infatti il documento è stato "assunto" dalla presidenza e approvato senza nemmeno votarlo. Inoltre la minoranza èuscita dalla sala al momento del voto dell'ordine del giorno con cui si approvava la relazione di Renzi e si impegnava il partito a portare avanti le riforme "senza indugio". Non ha quindi votato contro.
Il presidente del Consiglio ha poi ribadito: "Il Jobs act ritengo sia la riforma più di sinistra mai fatta nel mercato del lavoro. Non posso escludere che qualcuno non sia andato a votare per il Jobs act, ma dire che per questo c'è stato il crollo in Emilia-Romagna è un esercizio ambiguo".

Sulla proposta di Silvio Berlusconi di pensare prima al Colle che all'Italicum, ha chiarito: "E' da respingere al mittente, ora dobbiamo tradurre l'Italicum in atto di legge, non perché vogliamo andare a votare".

A M5S, o ad una parte di essi, invece, "non stiamo chiedendo un'alleanza politica, nessuna strana coalizione ma dobbiamo vedere se su alcune cose di buon senso riusciamo a farli discutere", ha proseguito parlando della crisi del grillismo che "per le prossime scadenze può portare i loro elettori con la destra più radicale ma apre anche una questione istituzionale di particolare interesse e rilievo e vorrei che non la buttassimo via".

Renzi parla anche di "una nuova destra che avanza e che gioca la carta dell'immigrazione in modo spregiudicato forse perché nelle periferie possiamo e dobbiamo fare di più". Il Pd "non deve sottovalutare la nuova destra e guardarla negli occhi su terreno da sempre scivoloso per la sinistra, come l'immigrazione, su cui noi abbiamo visione opposta".


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domenica 2 novembre 2014

Lavori fasulli per aiutare l'ex ministro Lunardi con una "colletta" da 2 milioni

Non fu semplice per Giovanni Mazzacurati riuscire ad aiutare l’ex ministro Pietro Lunardi a pagare l’ingente somma - pari ad oltre 2 milioni di euro - che nel 2007 la Corte dei conti gli aveva imposto di risarcire per l’illecita buonuscita accordata ad un alto dirigente Anas.  A fornire nuovi dettagli su uno dei più incredibili episodi relativi al "sistema Mose", è stato lo scorso giugno l’ex responsabile della società di costruzioni Condotte, Stefano Tomarelli. L’ingegnere romano, in un lungo interrogatorio, ha ricostruito le modalità con le quali l’uomo di fiducia di Mazzacurati, Luciano Neri, si "inventò" una sorta di "colletta" a favore di Lunardi, da realizzare, però, non con il denaro delle aziende, ma con i soldi del contribuente.  A sollecitare un intervento a favore dell’ex ministro, era stato Gianni Letta, a lungo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Silvio Berlusconi. E a Venezia non si perse tempo: «Mazzacurati mi disse che avrebbero potuto fare due riserve: una di Fincosit e una di Condotte, fittizie, che, sommate 2 milioni l’una, 2 milioni l’altra, avrebbero fatto 4 milioni». In sostanza Mazzacurati suggeriva di far lievitare falsamente i costi di alcuni lavori del Mose: il ricavato (proveniente dagli stanziamenti statali per l’opera) sarebbe stato poi girato all’ex ministro. E voilà. Con i soldi spillati allo Stato, Lunardi avrebbe potuto risarcire il danno all’Erario. 

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domenica 18 agosto 2013

BERLUSCONI: "NON MOLLO, RESISTO E VADO AVANTI". MINACCIA AL PD: CON DECADENZA GOVERNO A RISCHIO

«Farò sino all'ultimo l'interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio, io resisto. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio».
Parola di Silvio Berlusconi, che ieri sera in vivavoce si è rivolto così agli attivisti Pdl di Bellaria ,riviera riminese.

LA MINACCIA Silvio Berlusconi non intravede alcuna exit strategy giudiziaria dopo la condanna nel processo Mediaset e cresce a dismisura il nervosismo ad Arcore, ma anche tra le fila del Pdl che, come per un ordine di scuderia, ha alzato il tiro sul governo e avvertito il Pd: se in Giunta voterà per la decadenza del Cavaliere sappia che farà saltare Letta.
Non deve avere portato consiglio in quel di Arcore la nota del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Con il trascorrere dei giorni la matassa si ingarbuglia sempre di più e il Cavaliere, di umor nero, si sente sempre più stretto nell'angolo. Resta in trincea ad Arcore e con i suoi legali tenta di individuare ancora una possibile via di uscita che gli assicuri quella agibilità politica che gli consenta di rimanere in sella affrontando a testa alta anche le traversie giudiziarie. Ma, secondo quanto si apprende, ancora tutto resta in alto mare. Berlusconi sembra sempre meno convinto di ricorrere alla grazia e ripete: «Sarebbe come ammettere di essere colpevole»; e si guarda con trepidazione alle prossime mosse della Giunta delle immunità del Senato che il Pdl vorrebbe in qualche modo disinnescare.

Come? Semplice - dicono in coro nel centrodestra - basta che il Pd voti insieme al Pdl, e il Cavaliere sarebbe salvo e con lui tutto il governo. Oggi dal Pdl hanno martellato proprio su questo aspetto passando il cerino acceso nelle mani dei Democrat. Basta ascoltare le parole di esponenti come Antonio Leone il quale ha detto chiaro e tondo che se il Pd vota per la decadenza di Berlusconi da senatore, il governo Letta rischia grosso. Il messaggio è chiaro: per tenere in piedi Letta non si deve far cadere Berlusconi. E anche Fabrizio Cicchitto ha confermato la linea: senza la mediazione del Pd l'esecutivo va in panne. E certo - ha aggiunto - gli affondi di Zanda e Bindi non aiutano ma anzi avvelenano il clima.

Ma i Democrat continuano a volteggiare sul Cav e non fanno sconti anche a costo di mettere a repentaglio lo stesso governo. Rosy Bindi ha detto che non si piegherà mai al "baratto-ricatto" con la tenuta del governo, anche perché - ha argomentato - «se il Pd non voterà per la decadenza decreterà la propria
fine». Distanze siderali, dunque, che non promettono niente di buono per il Cavaliere, dato per spacciato anche da qualcuno che gli è vicino. E questo perché (come è noto), dopo Mediaset dietro l'angolo ci sono altre sentenze pesanti in arrivo: su Ruby e sulla compravendita di parlamentari.

Questa presa d'atto e di coscienza nel Pdl avrebbe generato una guerra intestina tra i falchi e le colombe, per spartisti i posti che contano, anche in vista della ristrutturazione del Pdl e quindi di nuovi organigrammi. Le colombe governative stanno fronteggiando uno degli assalti più feroci da parte dei rapaci doc. Amareggiati e preoccupati nel vedere Berlusconi proteso verso la "pitonessa" Daniela Santanchè perché - avrebbe spiegato - «Daniela è l'unica che mi difende».

martedì 6 agosto 2013

BERLUSCONI, NAPOLITANO: "STOP INTRUSIONI". GHEDINI: "SI RIFLETTA SU VALUTAZIONI SENTENZA

Dopo le numerose polemiche sono arrivati i primi interventi che sollecitano alla riflessione. Giorgio Napolitano «si augura che non si eserciti su di lui, attraverso interpretazioni infondate e commenti intempestivi, una intrusione in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità». Lo si apprende da ambienti del Quirinale che smentiscono quanto riportato oggi dal Corriere della Sera.
LE PAROLE DI GHEDINI «Il fatto in sè è ovviamente gravissimo e senza precedentì». «Gli organi competenti dovranno urgentemente verificare l'accaduto che non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa». Lo dichiara l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, in merito all'intervista del giudice Antonio Esposito.
«Solo nei processi nei confronti del presidente Berlusconi possono verificarsi fatti simili», afferma Ghedini in una nota. «Prima del deposito della motivazione nel processo cosiddetto 'Diritti ' - spiega il legale dell'ex premier - il presidente del collegio della sezione feriale della Corte di Cassazione dott. Esposito avrebbe anticipato le motivazioni della sentenza ad un giornalista del Mattino di Napoli che lo ha riportato con grandissimo risalto. Il fatto in sè è ovviamente gravissimo e senza precedenti». «Fra l'altro il dott. Esposito avrebbe affermato che il presidente Berlusconi sarebbe stato avvertito delle asserite illecite fatturazioni da 'Tizio, Caio e Sempronio ' e per ciò meritava la condanna - prosegue Ghedini -. La tesi in punto di diritto è del tutto errata, ma come qualsiasi controllo degli atti può dimostrare, così non è. Mai nessun testimone ha dichiarato che Silvio Berlusconi conoscesse o si occupasse dell'acquisto dei diritti cinematografici nè in particolare che si occupasse degli ammortamenti o delle dichiarazioni fiscali». «Dunque - prosegue Ghedini - il presidente Berlusconi doveva essere assolto. Ma sempre il dott. Esposito quest'oggi ha smentito l'intervista affermando di aver parlato in generale. La tesi già di per sè sarebbe assai peculiare poichè è facile cogliere l'inopportunità di tale intervento senonchè il direttore del giornale in questione ha dichiarato che l'intervista al dott. Esposito è stata trascritta letteralmente e vi è la registrazione. Se così fosse tale accadimento è, come è facile comprendere, ancor più grave e dimostrerebbe un atteggiamento a dir poco straordinario. È evidente che gli organi competenti dovranno urgentemente verificare l'accaduto che non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa».

LA CASSAZIONE L'intervista rilasciata dal presidente della sezione feriale della Cassazione, Antonio Esposito «non inficia, nè cambia la decisione sul processo Mediaset». Lo affermano fonti della Suprema Corte che rilevano come il verdetto «è già stato emesso e sancito con la pubblica lettura del dispositivo in aula al termine dell'udienza».
Le stesse fonti della Cassazione sottolineano che la decisione sul processo Mediaset è stata emessa «da un intero collegio, e non da un singolo, ed è stata pronunciata sulla base di principi di legalità». Inoltre si rileva come nei processi penali in Cassazione, diversamente da quanto accade nel civile, «la decisione viene resa nota subito e non solo nel momento in cui vengono depositate le motivazioni». Dunque «in nessun modo l'intervista in questione può essere considerata come una anticipazione delle motivazioni».

venerdì 22 febbraio 2013

CASO RUBY, LISA BARIZONTE HOT IN AULA: "HO BACIATO BERLUSCONI ALLA FRANCESE"

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«Ho baciato in bocca Berlusconi ed è stato un bacio 'alla francese'». Lo ha raccontato Lisa Barizonte, una delle ragazze presenti alle feste ad Arcore, testimoniando nel processo sul caso Ruby a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.
«Con il presidente - ha aggiunto la ragazza cubana - facevo anche discorsi su cose sessuali perchè lui è un amico, ma non ho mai ricevuto da lui avances sessuali». La giovane ha spiegato di aver ricevuto da Berlusconi «gesti d'affetto, coccole e poi sono stata io che l'ho voluto baciare».
Al procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno (in aula assieme al pm Antonio Sangermano) che le chiedeva se avesse mai avuto rapporti sessuali con l'ex premier, la ragazza ha risposto: «No, con il presidente facevo magari discorsi anche su cose sessuali come con un amico, e con lui mi sono scambiata solo un bacio di affetto, ma non ho mai ricevuto avances sessuali».
Poi il presidente del collegio della quinta sezione penale, Annamaria Gatto, ha chiesto a Barizonte 'precisazioni' su quel «bacio» con l'ex presidente del Consiglio. La ragazza, a quel punto, ha chiarito che si è trattato di un «bacio in bocca 'alla francese' e sono stata io che l'ho voluto baciare».
Berlusconi, ha raccontato ancora la testimone, «aveva raccontato una barzelletta ed io prima gli ho detto 'sei un grande' e poi l'ho voluto baciare». Con lui, ha aggiunto, «parlavo anche di cose personali, anche sessuali e lui mi coccolava e dimostrava affetto».
La Barizonte, una delle ragazze che avrebbero partecipato, secondo l'accusa, ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, riceve ancora il versamento mensile di 2.500 euro da parte di Silvio Berlusconi. «Ho ricevuto l'ultimo bonifico - ha chiarito - lo scorso gennaio». I versamenti, come ha spiegato la teste, vanno avanti dal marzo dello scorso anno. Diverse ragazze hanno già parlato di questi bonifici mensili.

giovedì 20 dicembre 2012

BERLUSCONI ATTACCA LA7: "OGNI GIORNO FANNO TRASMISSIONI CONTRO DI NOI"

ROMA - Prima Domenica Cinque, poi Quinta Colonna, poi ancora Porta a Porta, infine Pomeriggio Cinque. Finita la maratona televisiva, Silvio Berlusconi ha iniziato quella radiofonica, con un'intervista, questa mattina, a Radio anch'io, su Radiouno. E ha attaccato la televisione della concorrenza, La7. «C'è una rete, La7, che dalla mattina presto alla notte tardi fa trasmissioni di approfondimento politico contro di noi», ha detto l'ex premier. lamentando di essere stato assente in tv nell'ultimo anno.
«Sono stato a lungo assente dalla comunicazione e questo purtroppo ha causato la nostra discesa nei sondaggi. Ne ha approfittato la sinistra che con la scusa delle primarie ha occupato tutte le reti televisive, una vera e propria alluvione di tre ore al giorno», ha detto Berlusconi. «Una serie di trasmissioni con 5 candidati che spuntavano dappertutto - aggiunge - Dopo questa scorpacciata tutti gli uomini della sinistra hanno strepitato perchè anche io apparivo in tv».

Ascolta l'audio della puntata


MONTI E LE TASSE «Non si deve procedere sulla strada dell'aumento della pressione fiscale: quest'anno con questo governo è salita di due punti percentuali. Bisogna andare sulla strada opposta con l'aiuto alle imprese che bisogna tassare di meno e imporre meno vincoli sulla burocrazia. è la strada opposto all'austerity», ha aggiunto, parlando del governo Monti.
E ancora su Monti: «Credo non sia nell'interesse di Monti diventare da 'deus ex machinà un piccolo protagonista della politica, insieme ad altri piccoli protagonisti». «Se Monti fosse stato in grado di tenere insieme tutti i moderati non avrei avuto difficoltà a tirarmi indietro. Io l'avrei sostenuto. In caso contrario se Monti diventerà protagonista della politica e non vorrà congiungere questi voti dei partitini di centro dovremo distinguerci da loro».

CONFRONTO TV CON MONTI E BERSANI Berlusconi ha poi affermato di essere disponibile ad un confronto tv con Monti e Bersani. «Il 'faccia a faccia' in tv con Bersani o con Monti sono il primo a chiederlo. Se fatto con le regole giuste, credo sia una cosa molto positiva per far capire cosa vuole ciascuno di questi contendenti. Spero di poterne fare più di uno. Non ho nessuna difficoltà. Sono assolutamente a disposizione».
Poi sullo spostamento delle elezioni: «Non mi pare un spostamento che possa essere considerato qualcosa di notevole. Va nella direzione di una migliore organizzazione delle elezioni. Inutile discutere perchè è il capo dello Stato che deve decidere». E sullo spostamento della conferenza stampa di Monti. «Mi sembra» che non sia nulla di grave «ma, se l'avessi fatto io, si sarebbe aperto il cielo, ne avrebbero scritto di tutti i colori. Ma non credo che sia una cosa importante».

CONFLITTO D'INTERESSI E ancora su Bersani che ha detto di voler fare una legge sul conflitto d'interessi. «Le uscite di Bersani dimostrano che è un disco rotto, perchè sono 20 anni che parlano di conflitti di interessi. Ho ricordato che non c'è una sola trasmissione delle mie reti in 25 anni che sia andata contro la sinistra mentre nella tv pubblica» è il contrario.
«Io non mi sono dichiarato mai 'unto del Signorè, me l'hanno buttata addosso», ha poi detto il Cavaliere. «Preferisco non esser molto unto e avere un bella pelle non della età mia ma più giovane di 20 anni, come mi sembra di avere», aggiunge.