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martedì 12 aprile 2016

Morto Gianroberto Casaleggio. Il "guru" dei Cinque Stelle malato da tempo

È morto a 61 anni Gianroberto Casaleggio, il "guru" e fondatore del Movimento 5 Stelle insieme a Beppe Grillo.
Nel 2014 fu operato per un edema al cervello e da tempo era nota la sua malattia. Secondo quanto si è appreso, Casaleggio era ricoverato in una struttura dell'istituto Scientifico Auxologico.


 Questa mattina è mancato Gianroberto Casaleggio, il cofondatore del MoVimento 5 Stelle. Ci stringiamo tutti attorno alla famiglia.
Gianroberto ha lottato fino all'ultimo.  "Sono un comune cittadino che con il suo lavoro e i suoi (pochi) mezzi cerca, senza alcun contributo pubblico o privato, forse illudendosi, talvolta anche sbagliando, di migliorare la società in cui vive." Gianroberto Casaleggio (dallalettera al Corriere della Sera del 30 maggio 2012)

lunedì 27 ottobre 2014

Grillo a Palermo sfiducia e insulta Crocetta: non si sa cosa sia. Sulla mafia: "Quotiamola in Borsa"

Beppe Grillo scende a Palermo per sfiduciare il presidente della Sicilia Rosario Crocetta ed è subito show con strascico di polemiche assicurato. «Firmate nei banchetti per la sfiducia a questo qui e lo mandiamo via. Questo qui che non si capisce cosa sia, sotto ogni punto di vista», dice dopo aver gettato in pasto al pubblico qualche frase choc sulla mafia come "La mafia è stata corrotta dalla finanza", o "bisognerebbe quotarla in borsa".  Crocetta nel mirino L'attacco a Crocetta è solo uno dei passaggi del comizio di Grillo che davanti al Parlamento regionale ha parlato anche di mafia: «Bisognerebbe quotare la mafia in Borsa e se si investe si guadagnerebbe. 



Non dovrei dire queste cose, vedete domani i giornali titoleranno che Grillo inneggia alla mafia», aggiunge. E ancora: «La mafia è emigrata dalla Sicilia, è rimasta qualche sparatoria, qualche pizzo e qualche picciotto». «La Sicilia è un far west oscuro, riprendetevi la vostra identità».  Frasi choc «La mafia è stata corrotta dalla finanza, prima aveva una sua condotta morale e non scioglieva i bambini nell'acido. Non c'è differenza tra un uomo d'affari e un mafioso, fanno entrambi affari: ma il mafioso si condanna e un uomo d'affari no», continua Grillo. «Nelle associazioni a delinquere non ci sono ormai più delinquenti, ma imprenditori, affaristi e magistrati»  Jobs act Ma c'è tempo per parlare della riforma del lavoro del governo Renzi: «Il Jobs act è una idea tedesca fantastica, prendere una persone e dividerla per tre: l'occupazione aumenta e le ore lavorative sono sempre le stesse. In Germania il Jobs act ha fallito e lo hanno rifilato all'Italia», dice l'ex comico.

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martedì 4 febbraio 2014

Rocco Casalino e l'attacco alla Bignardi: "Così ho messo fine alla mia esperienza Gf"

Dopo la lettera aperta alla ex amica Daria Bignardi, Rocco Casalino torna a parlare e lo fa in due interviste a La Stampa e a Repubblica. «È come se si fosse chiuso un ciclo. Come se, 15 anni dopo, mi fossi messo definitivamente alle spalle l'esperienza del Grande Fratello», dice Rocco. Daria Bignardi «la consideravo un'amica. Fu la prima a intervistarmi quando uscii dalla casa. E adesso ci confrontiamo su un piano diverso. Di lei mi fidavo. Invece ci ha teso una trappola».  «Sono stato becero. È vero - spiega al quotidiano torinese commentando il suo post sulla conduttrice delle Invasioni Barbariche -. Come è stata becera lei. Noi siamo stati vittime di un trattamento violento. E io ho cercato di farle capire come ci si sente in certi momenti». «Ho usato lo stesso metro che ha avuto lei in trasmissione quando ha chiesto a Di Battista se da bambino non lo facesse stare male avere un padre fascista».  «Anch'io ho fatto una domanda. Ho provato in privato. Via sms. Non mi ha risposto. Allora ho scelto il blog». «Prima Daria ha messo in relazione Di Battista e il fascismo. Poi ha fatto entrare Augias e gli ha fatto dire che i nostri militanti hanno atteggiamenti squadristi. Uno schema chiaro. Al quale suo marito, Luca Sofri, non è estraneo. Nella pausa pubblicitaria le suggeriva all'orecchio le cose da dire».  «Sono un attivista e un professionista - dice al quotidiano diretto da Ezio Mauro -, ma prima di tutto attivista. Se c'è da lottare, lotto». «Siamo in pieno bipolarismo: noi contro la casta - dice a proposito delle parole del premier a difesa di Daria Bignardi -. E la casta si difende. Letta si occupi dei problemi del Paese».

venerdì 22 febbraio 2013

L'ENDORSEMENT DI CELENTANO: "VOTIAMO GRILLO E AMBROSOLI". BATTIATO PER INGROIA

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«Comincio a pensare che c'è del giusto nella sana minaccia di quel proverbio che dice: 'Un popolo ha il governo che si merità». Inizia così l'articolo di Adriano Celentano che apre la prima pagina del Fatto Quotidiano di oggi e nel quale il 'Molleggiato' annuncia a chiare lettere che voterà Beppe Grillo alle politiche e Umberto Ambrosoli alle regionali in Lombardia.
Dopo aver ricordato lo scempio paesaggistico del Bel Paese, fatto di abusivismo, di luoghi brutti che rendono tristi e sfiduciati e delle affermazioni dei politici 'espertì («Dobbiamo incrementare la crescita» - ma non ci dicono come - «dobbiamo creare posti di lavoro» - ma non ci dicono come), Celentano si chiede dunque quale sarà il «prossimo» che ci meritiamo?
«Stavolta -si risponde- la risposta non si farà attendere molto. Mancano solo tre giorni al responso e la sorpresa credo che sarà grande: nonostante la partitocrazia si affanni a divulgare che, quand'anche Grillo vincesse, non sarebbe comunque in grado di governare perchè non ha esperienza. Certo, questo è vero. Ma quelli che hanno esperienza fin ad ora dove ci hanno portato? Se è vero che invochiamo il cosiddetto cambiamento, non abbiamo altra scelta. Dobbiamo votare per lui, pur sapendo che qualche disagio non mancherà proprio a causa della sua inesperienza. Nessuno nasce imparato e il suo movimento imparerà presto. Del resto non c'è cambiamento, qualunque esso sia, che possa sfuggire a un periodo di scombussolamento e quindi di assestamento. Se davvero vogliamo il cambiamento, dobbiamo affrontarlo con tutte le sue conseguenze», sottolinea.
Poi passa la candidato presidente della Lombardia: «Anche Ambrosoli, che è un bravo avvocato, non ha esperienza di governo, ma dobbiamo votare per lui se vogliamo che le cose cambino, perchè lui è il nuovo. La Lombardia è il grande punto di riferimento per tutta l'Italia. E Ambrosoli è l'uomo giusto. Per come parla, per come ride e per come guarda. Io mi fido di lui e con lui mi piacerebbe intrattenermi in una conversazione interessante su quella che sarà 'la grande Prateria Lombardà», conclude.

BATTIATO PER INGROIA Endorsement a sorpresa del cantautore Franco Battiato, assessore regionale al Turismo in Sicilia del Governo di Rosario Crocetta, per il leader di Rivoluzione civile Antonio Ingroia. Nella tarda serata di ieri, durante il comizio di chiusura dell'ex magistrato a Roma, è stato mostrato un videomessaggio di Battiato in cui il cantante, rivolgendosi al candidato premier, lo incoraggia e dice: «Un uomo libero è un uomo libero. Forza, Antò».
Un appoggio arrivato a sorpresa, ad appena due giorni dalla partecipazione di Franco Battiato a Gela (Caltanissetta) a un comizio elettorale di Rosario Crocetta per il Megafono, il Movimento dello stesso Governatore nato pochi mesi fa e che è candidato al Senato in Sicilia.