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lunedì 30 maggio 2016

Berlusconi intervistato da Barbara D'Urso: "La gente mi ama..."

ROMA - “Purtroppo io sono incandidabile ancora per 3 anni, sono stato messo fuori dalla politica non con le armi della democrazia ma con un uso politico della giustizia”. Accuse pesanti quelle mosse dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che, a Domenica Live, ha ricostruito le sue vicende pubbliche e private degli ultimi anni. “La gente ha capito la persecuzione a cui sono stato sottoposto e mi vuole molto più bene di due anni fa. Quando ero al governo trovavo sempre qualcuno che mi faceva la faccia brutta, ora no. Sento attorno a me un afflato di vicinanza e simpatia, e ciò mi fa pensare di avere ancora un po’ di responsabilità rispetto a questo Paese”.


Non usa mezzi termini Berlusconi: per descrivere la sua uscita dalla scena politica usa la definizione “colpo di Stato” e muove accuse dirette a Gianfranco Fini e all’allora presidente della Repubblica, fino ad arrivare a commentare il governo Renzi.
  “Ho assistito a un colpo di stato organizzato dalla prima e terza istituzione del Paese - dice - La procura di Milano si è gettata contro di me. Sono stato assolto ma avevo avuto la mia immagine degradata e anche quella del mio governo”.Dalla scena nazionale alle ricadute internazionali.
“Mi trovai  convocato a una riunione con tutti i principali leader del mondo: Sappiamo che l’Italia è sull’orlo del baratro, non avete i soldi per pagare i pensionati, mi dissero, offrendomi aiuti. Non era vero. Il giorno dopo - io avevo respinto tutte le offerte perché significano la colonizzazione del Paese - mi offrirono fino a 100 miliardi, io con estrema decisione dissi che non ne avevamo bisogno. Obama commentò che avevo ragione. Tornai a casa, orgoglioso di come mi ero comportato, ma trovai una brutta sorpresa: otto miei deputati si erano spostati al gruppo misto. Mi chiamò il presidente della Repubblica e mi disse che in pochi giorni saremmo stati sfiduciati e consigliò di dare le dimissioni prima. Dimissioni forzate, colpo di Stato. Io mi allontanai dalla politica, il mio partito dal 38% del 2008 alle elezioni, senza la mia presenza è caduto all’11%. Ho resistito, poi mi hanno chiamato e ho recuperato punti”.Un “recupero” che, secondo Berlusconi, ha spaventato molti.
“Nel frattempo - prosegue  - Matteo Renzi, con le cosiddette primarie, che sono una farsa perché si può fare qualunque broglio, si era autocatapultato a Palazzo Chigi ma io facevo ancora paura perché avevo ripreso 10 punti in pochi giorni. Presero uno dei tanti processi aperti e mi condannarono a 4 anni. Il relatore ebbe a dichiarare che non era un collegio di magistrati ma un plotone d’esecuzione per fare fuori un avversario politico. Abbiamo subito queste cose che sono la negazione della democrazia. Anche adesso siamo retti da un governo che non è eletto dal popolo. È un governo abusivo e illegittimo.  Non solo governa e fa ordinaria amministrazione, ma pretende di cambiare costituzione e legge elettorale. Il combinato disposto della legge che elimina il Senato e il cambiamento della legge elettorale porta a una sola camera che fa legge importanti, un solo partito e un solo leader, Renzi. Una situazione del genere non so chiamarla in altro modo che regime”.
L’appello è agli italiani: “Le persone che si sono rassegnate perché pensano che il loro voto non cambi nulla sono il 55%. Dico soprattutto a quei 26 milioni di italiani che non sono andati a votare e che pensano di non andare domenica, questa volta, se non volete diventare sudditi, votate”.

lunedì 9 febbraio 2015

Berlusconi prepara l'opposizione a Renzi: "Ricompattare il centrodestra"

Silvio Berlusconi conferma la linea dura nei rapporti col governo decisa dopo quello che ha considerato il «tradimento» del Quirinale. Così, con un nuovo affondo, il leader di Forza Italia garantisce che il suo partito si «riprenderà il ruolo di opposizione a 360 gradi». Una conferma sulla rottura, ormai irreparabile del patto del Nazareno? Difficile a dirsi, visto che comunque il Cavaliere dice che «Forza Italia dirà sì alle riforme, ma solo a quelle che risulteranno positive per l'Italia». 
I toni duri e l'appello a «lavorare per un centrodestra forte e compatto», allontanano le nere nubi che avevano affollato i cieli forzisti. Il capo dei frondisti Raffaele Fitto, plaude alla nuova linea e chiede di «passare dalle parole ai fatti» tornando di fatto a chiedere la “testa” dei capigruppo Brunetta e Romani. «Meglio tardi che mai», commenta invece Salvini, che non chiude ad alleanze con Fi in vista delle regionali ma annuncia di voler vedere al più presto Berlusconi «per comprendere se ha capito davvero che Renzi è un problema».  A fare le spese del nuovo corso annunciato da Berlusconi potrebbe essere la legge elettorale. Il Cav ha detto che FI non «accetterà tutto quello che ad oggi abbiamo accettato, come il doppio turno e il premio al 40%», si opporrà al ritorno delle “preferenze che contengono un mare di pericoli” e allo sbarramento al 3%. Domani si torna a discutere nell'aula della Camera la riforma del Senato e del bicameralismo e anche lì Forza Italia potrebbe decidere di fare opposizione dura e rallentare i lavori.  Sempre questa settimana poi sarà incardinato al Senato il ddl anticorruzione. Renzi però non sembra volere subire i diktat del Cavaliere e non si fa spaventare dagli annunci: «Andremo avanti – detta la linea ai suoi - vedremo se il Cav strappa davvero su riforme concordate insieme non per fare un favore a me ma al paese». Certo al Senato la maggioranza è sul filo e quindi il premier ha fra i suoi obiettivi quella di rafforzarla con nuovi innesti. Fermo restando che fra tutti i partiti presenti in Parlamento il Pd renziano è quello che meno teme un ritorno alle urne. Intanto Scelta civica, il soggetto fondato da Mario Monti rimasto ormai con soli 25 deputati per il passaggio di molti esponenti al Pd, ha eletto come segretario Enrico Zanetti: “Continueremo a votare con la maggioranza - dice Zanetti - ma serve un chiarimento con il Pd. Non siamo fessi e non siamo disponibili al sacrificio”.

mercoledì 11 settembre 2013

DECADENZA BERLUSCONI, BRUNETTA: "IL COLLE HA FRENATO IL PD"

«Il Pd evidentemente si è accorto di aver sbagliato, l'accelerazione era sbagliata. Pensare la decadenza del senatore Berlusconi in 24 ore era follia pura. Evidentemente qualcuno se ne è accorto e qualcuno ha frenato il Partito democratico. Penso, molto probabilmente, anche se non lo so con esattezza, il Colle più alto». Lo ha detto il presidente dei deputati Pdl Renato Brunetta, a 'Radio Anch'io' su Radio Uno.
«Il Partito democratico -ha sottolineato- ha fatto marcia indietro e si è diffuso un pò di buon senso, solo un pò di buon senso. Loro insistono a dire, senza se e senza ma, che la decadenza debba essere decisa e al più presto e sul più presto sono anche d'accordo, perchè questa incertezza deve finire». «Noi siamo dell'avviso -ha aggiunto- che l'applicazione della legge Severino sia incostituzionale, che non si può applicare la legge Severino in forma retroattiva, e chiediamo che sia la Corte Costituzionale oppure la Corte del Lussemburgo a decidere. Metà Paese la pensa così, metà dei costituzionalisti la pensano così, i dubbi sono chiarissimi da questo punto di vista. Non capisco -ha concluso Brunetta- perchè il Partito democratico, alleato di maggioranza, insista in questa posizione se non per ragioni politiche».

domenica 18 agosto 2013

BERLUSCONI: "NON MOLLO, RESISTO E VADO AVANTI". MINACCIA AL PD: CON DECADENZA GOVERNO A RISCHIO

«Farò sino all'ultimo l'interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio, io resisto. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio».
Parola di Silvio Berlusconi, che ieri sera in vivavoce si è rivolto così agli attivisti Pdl di Bellaria ,riviera riminese.

LA MINACCIA Silvio Berlusconi non intravede alcuna exit strategy giudiziaria dopo la condanna nel processo Mediaset e cresce a dismisura il nervosismo ad Arcore, ma anche tra le fila del Pdl che, come per un ordine di scuderia, ha alzato il tiro sul governo e avvertito il Pd: se in Giunta voterà per la decadenza del Cavaliere sappia che farà saltare Letta.
Non deve avere portato consiglio in quel di Arcore la nota del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Con il trascorrere dei giorni la matassa si ingarbuglia sempre di più e il Cavaliere, di umor nero, si sente sempre più stretto nell'angolo. Resta in trincea ad Arcore e con i suoi legali tenta di individuare ancora una possibile via di uscita che gli assicuri quella agibilità politica che gli consenta di rimanere in sella affrontando a testa alta anche le traversie giudiziarie. Ma, secondo quanto si apprende, ancora tutto resta in alto mare. Berlusconi sembra sempre meno convinto di ricorrere alla grazia e ripete: «Sarebbe come ammettere di essere colpevole»; e si guarda con trepidazione alle prossime mosse della Giunta delle immunità del Senato che il Pdl vorrebbe in qualche modo disinnescare.

Come? Semplice - dicono in coro nel centrodestra - basta che il Pd voti insieme al Pdl, e il Cavaliere sarebbe salvo e con lui tutto il governo. Oggi dal Pdl hanno martellato proprio su questo aspetto passando il cerino acceso nelle mani dei Democrat. Basta ascoltare le parole di esponenti come Antonio Leone il quale ha detto chiaro e tondo che se il Pd vota per la decadenza di Berlusconi da senatore, il governo Letta rischia grosso. Il messaggio è chiaro: per tenere in piedi Letta non si deve far cadere Berlusconi. E anche Fabrizio Cicchitto ha confermato la linea: senza la mediazione del Pd l'esecutivo va in panne. E certo - ha aggiunto - gli affondi di Zanda e Bindi non aiutano ma anzi avvelenano il clima.

Ma i Democrat continuano a volteggiare sul Cav e non fanno sconti anche a costo di mettere a repentaglio lo stesso governo. Rosy Bindi ha detto che non si piegherà mai al "baratto-ricatto" con la tenuta del governo, anche perché - ha argomentato - «se il Pd non voterà per la decadenza decreterà la propria
fine». Distanze siderali, dunque, che non promettono niente di buono per il Cavaliere, dato per spacciato anche da qualcuno che gli è vicino. E questo perché (come è noto), dopo Mediaset dietro l'angolo ci sono altre sentenze pesanti in arrivo: su Ruby e sulla compravendita di parlamentari.

Questa presa d'atto e di coscienza nel Pdl avrebbe generato una guerra intestina tra i falchi e le colombe, per spartisti i posti che contano, anche in vista della ristrutturazione del Pdl e quindi di nuovi organigrammi. Le colombe governative stanno fronteggiando uno degli assalti più feroci da parte dei rapaci doc. Amareggiati e preoccupati nel vedere Berlusconi proteso verso la "pitonessa" Daniela Santanchè perché - avrebbe spiegato - «Daniela è l'unica che mi difende».

martedì 6 agosto 2013

PALI DIVELTI PER FAR SPAZIO AL PALCO, APERTA INCHIESTA PER DANNEGGIAMENTO

La procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti, ipotizzando il reato di danneggiamento, in relazione al sit-in pro Berlusconi andato in scena domenica scorsa in via del Plebiscito. L'azione penale ha preso spunto da una relazione dei vigili urbani.
Nella relazione della Municipale della Capitale si sottolinea che due pali della segnaletica stradale sono stati segati al fine di consentire il montaggio del palco sul quale ha preso la parola l'ex presidente del Consiglio. La procura ha chiesto ai vigili urbani di svolgere ulteriori accertamenti per risalire ai responsabili del gesto che, in ogni caso, potrebbero chiedere di essere ammessi all'oblazione, l'istituto del codice che consente l'estinzione del reato.

BERLUSCONI, NAPOLITANO: "STOP INTRUSIONI". GHEDINI: "SI RIFLETTA SU VALUTAZIONI SENTENZA

Dopo le numerose polemiche sono arrivati i primi interventi che sollecitano alla riflessione. Giorgio Napolitano «si augura che non si eserciti su di lui, attraverso interpretazioni infondate e commenti intempestivi, una intrusione in una fase di esame e riflessione che richiede il massimo di ponderazione e serenità». Lo si apprende da ambienti del Quirinale che smentiscono quanto riportato oggi dal Corriere della Sera.
LE PAROLE DI GHEDINI «Il fatto in sè è ovviamente gravissimo e senza precedentì». «Gli organi competenti dovranno urgentemente verificare l'accaduto che non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa». Lo dichiara l'avvocato di Berlusconi, Niccolò Ghedini, in merito all'intervista del giudice Antonio Esposito.
«Solo nei processi nei confronti del presidente Berlusconi possono verificarsi fatti simili», afferma Ghedini in una nota. «Prima del deposito della motivazione nel processo cosiddetto 'Diritti ' - spiega il legale dell'ex premier - il presidente del collegio della sezione feriale della Corte di Cassazione dott. Esposito avrebbe anticipato le motivazioni della sentenza ad un giornalista del Mattino di Napoli che lo ha riportato con grandissimo risalto. Il fatto in sè è ovviamente gravissimo e senza precedenti». «Fra l'altro il dott. Esposito avrebbe affermato che il presidente Berlusconi sarebbe stato avvertito delle asserite illecite fatturazioni da 'Tizio, Caio e Sempronio ' e per ciò meritava la condanna - prosegue Ghedini -. La tesi in punto di diritto è del tutto errata, ma come qualsiasi controllo degli atti può dimostrare, così non è. Mai nessun testimone ha dichiarato che Silvio Berlusconi conoscesse o si occupasse dell'acquisto dei diritti cinematografici nè in particolare che si occupasse degli ammortamenti o delle dichiarazioni fiscali». «Dunque - prosegue Ghedini - il presidente Berlusconi doveva essere assolto. Ma sempre il dott. Esposito quest'oggi ha smentito l'intervista affermando di aver parlato in generale. La tesi già di per sè sarebbe assai peculiare poichè è facile cogliere l'inopportunità di tale intervento senonchè il direttore del giornale in questione ha dichiarato che l'intervista al dott. Esposito è stata trascritta letteralmente e vi è la registrazione. Se così fosse tale accadimento è, come è facile comprendere, ancor più grave e dimostrerebbe un atteggiamento a dir poco straordinario. È evidente che gli organi competenti dovranno urgentemente verificare l'accaduto che non potrà non avere dei concreti riflessi sulla valutazione della sentenza emessa».

LA CASSAZIONE L'intervista rilasciata dal presidente della sezione feriale della Cassazione, Antonio Esposito «non inficia, nè cambia la decisione sul processo Mediaset». Lo affermano fonti della Suprema Corte che rilevano come il verdetto «è già stato emesso e sancito con la pubblica lettura del dispositivo in aula al termine dell'udienza».
Le stesse fonti della Cassazione sottolineano che la decisione sul processo Mediaset è stata emessa «da un intero collegio, e non da un singolo, ed è stata pronunciata sulla base di principi di legalità». Inoltre si rileva come nei processi penali in Cassazione, diversamente da quanto accade nel civile, «la decisione viene resa nota subito e non solo nel momento in cui vengono depositate le motivazioni». Dunque «in nessun modo l'intervista in questione può essere considerata come una anticipazione delle motivazioni».

venerdì 22 febbraio 2013

CASO RUBY, LISA BARIZONTE HOT IN AULA: "HO BACIATO BERLUSCONI ALLA FRANCESE"

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«Ho baciato in bocca Berlusconi ed è stato un bacio 'alla francese'». Lo ha raccontato Lisa Barizonte, una delle ragazze presenti alle feste ad Arcore, testimoniando nel processo sul caso Ruby a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti.
«Con il presidente - ha aggiunto la ragazza cubana - facevo anche discorsi su cose sessuali perchè lui è un amico, ma non ho mai ricevuto da lui avances sessuali». La giovane ha spiegato di aver ricevuto da Berlusconi «gesti d'affetto, coccole e poi sono stata io che l'ho voluto baciare».
Al procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno (in aula assieme al pm Antonio Sangermano) che le chiedeva se avesse mai avuto rapporti sessuali con l'ex premier, la ragazza ha risposto: «No, con il presidente facevo magari discorsi anche su cose sessuali come con un amico, e con lui mi sono scambiata solo un bacio di affetto, ma non ho mai ricevuto avances sessuali».
Poi il presidente del collegio della quinta sezione penale, Annamaria Gatto, ha chiesto a Barizonte 'precisazioni' su quel «bacio» con l'ex presidente del Consiglio. La ragazza, a quel punto, ha chiarito che si è trattato di un «bacio in bocca 'alla francese' e sono stata io che l'ho voluto baciare».
Berlusconi, ha raccontato ancora la testimone, «aveva raccontato una barzelletta ed io prima gli ho detto 'sei un grande' e poi l'ho voluto baciare». Con lui, ha aggiunto, «parlavo anche di cose personali, anche sessuali e lui mi coccolava e dimostrava affetto».
La Barizonte, una delle ragazze che avrebbero partecipato, secondo l'accusa, ai presunti festini a luci rosse ad Arcore, riceve ancora il versamento mensile di 2.500 euro da parte di Silvio Berlusconi. «Ho ricevuto l'ultimo bonifico - ha chiarito - lo scorso gennaio». I versamenti, come ha spiegato la teste, vanno avanti dal marzo dello scorso anno. Diverse ragazze hanno già parlato di questi bonifici mensili.

giovedì 20 dicembre 2012

BERLUSCONI ATTACCA LA7: "OGNI GIORNO FANNO TRASMISSIONI CONTRO DI NOI"

ROMA - Prima Domenica Cinque, poi Quinta Colonna, poi ancora Porta a Porta, infine Pomeriggio Cinque. Finita la maratona televisiva, Silvio Berlusconi ha iniziato quella radiofonica, con un'intervista, questa mattina, a Radio anch'io, su Radiouno. E ha attaccato la televisione della concorrenza, La7. «C'è una rete, La7, che dalla mattina presto alla notte tardi fa trasmissioni di approfondimento politico contro di noi», ha detto l'ex premier. lamentando di essere stato assente in tv nell'ultimo anno.
«Sono stato a lungo assente dalla comunicazione e questo purtroppo ha causato la nostra discesa nei sondaggi. Ne ha approfittato la sinistra che con la scusa delle primarie ha occupato tutte le reti televisive, una vera e propria alluvione di tre ore al giorno», ha detto Berlusconi. «Una serie di trasmissioni con 5 candidati che spuntavano dappertutto - aggiunge - Dopo questa scorpacciata tutti gli uomini della sinistra hanno strepitato perchè anche io apparivo in tv».

Ascolta l'audio della puntata


MONTI E LE TASSE «Non si deve procedere sulla strada dell'aumento della pressione fiscale: quest'anno con questo governo è salita di due punti percentuali. Bisogna andare sulla strada opposta con l'aiuto alle imprese che bisogna tassare di meno e imporre meno vincoli sulla burocrazia. è la strada opposto all'austerity», ha aggiunto, parlando del governo Monti.
E ancora su Monti: «Credo non sia nell'interesse di Monti diventare da 'deus ex machinà un piccolo protagonista della politica, insieme ad altri piccoli protagonisti». «Se Monti fosse stato in grado di tenere insieme tutti i moderati non avrei avuto difficoltà a tirarmi indietro. Io l'avrei sostenuto. In caso contrario se Monti diventerà protagonista della politica e non vorrà congiungere questi voti dei partitini di centro dovremo distinguerci da loro».

CONFRONTO TV CON MONTI E BERSANI Berlusconi ha poi affermato di essere disponibile ad un confronto tv con Monti e Bersani. «Il 'faccia a faccia' in tv con Bersani o con Monti sono il primo a chiederlo. Se fatto con le regole giuste, credo sia una cosa molto positiva per far capire cosa vuole ciascuno di questi contendenti. Spero di poterne fare più di uno. Non ho nessuna difficoltà. Sono assolutamente a disposizione».
Poi sullo spostamento delle elezioni: «Non mi pare un spostamento che possa essere considerato qualcosa di notevole. Va nella direzione di una migliore organizzazione delle elezioni. Inutile discutere perchè è il capo dello Stato che deve decidere». E sullo spostamento della conferenza stampa di Monti. «Mi sembra» che non sia nulla di grave «ma, se l'avessi fatto io, si sarebbe aperto il cielo, ne avrebbero scritto di tutti i colori. Ma non credo che sia una cosa importante».

CONFLITTO D'INTERESSI E ancora su Bersani che ha detto di voler fare una legge sul conflitto d'interessi. «Le uscite di Bersani dimostrano che è un disco rotto, perchè sono 20 anni che parlano di conflitti di interessi. Ho ricordato che non c'è una sola trasmissione delle mie reti in 25 anni che sia andata contro la sinistra mentre nella tv pubblica» è il contrario.
«Io non mi sono dichiarato mai 'unto del Signorè, me l'hanno buttata addosso», ha poi detto il Cavaliere. «Preferisco non esser molto unto e avere un bella pelle non della età mia ma più giovane di 20 anni, come mi sembra di avere», aggiunge.