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martedì 19 aprile 2016

Madonna di nuovo serena dopo la crisi: cena al ristorante con Rocco

Dopo tanta sofferenza (molto esposta), Madonna torna finalmente serena.
Il figlio Rocco, 15 anni, ha deciso di andare a vivere con papà Guy Ritchie a Londra e la cantante non ha preso per niente bene separazione e lontananza date dalla scelta del suo pargolo.


Madonna, col volto sereno, infatti è stata sorpresa mentre esce da un locale con Rocco, dopo aver cenato insieme.

venerdì 19 febbraio 2016

Migranti, l'Ue si affida alla Turchia Austria e Ungheria si chiudono, ira Berlino

Immigrazione e Brexit al centro del vertice Ue di Bruxelles. Pessimismo sulla questione di Londra, mentre per la crisi dei migranti l'Ue decide di affidarsi alla Turchia "per contenere i flussi", si legge nelle conclusioni. Scontro Renzi-Ungheria. Il premier: "Solidarietà o basta fondi". Intanto Budapest decide di chiudere 3 valichi con la Croazia. L'Austria annuncia restrizioni sugli ingressi. Berlino regisce: "No misure a discapito della Germania".

A marzo, come hanno svelato Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, e Angela Merkel, si terrà un nuovo vertice straordinario Ue-Turchia con la partecipazione di tutti i Ventotto e del premier turco, Ahmet Davutoglu. Respingimenti, passa la linea dura - Dalle conclusioni del vertice emerge come sia passata la linea dura dei "respingimenti alle frontiere esterne dei cittadini di Paesi terzi che non soddisfano le condizioni d'ingresso o che non hanno presentato domanda d'asilo sebbene ne abbiano avuto la possibilità". Il passaggio, nonostante le critiche di Berlino, che vi intravede un nulla osta all'Europa dei muri, è stato recepito nel documento finale. L'Ungheria chiude tre valichi con la Croazia - Per far fronte alla crisi migratoria l'Ungheria ha annunciato che da domenica chiuderà per trenta giorni i suoi tre passaggi di frontiera ferroviari con la Croazia. Nella disposizione firmata dal ministro dell'Interno Sandor Pinter, l'iniziativa è motivata con "l'interesse della sicurezza pubblica". I passaggi di frontiera interessati sono quelli di Murakeresztur-Kotoriba, Gyekenyes-Koprivnica e Magyarboly-Beli Manastir. L'Austria inaugura la stretta sugli ingressi - Via libera da Vienna alla stretta sugli ingressi dei migranti, oggetto di un duro scontro tra Austria-Ue al Consiglio europeo. Bruxelles ha infatti definito "illegali" le misure sui tetti giornalieri sull'accoglienza e sul transito dei richiedenti asilo. Il cancelliere austriaco Werner Faymann, malgrado le critiche, ha assicurato che il suo Paese sarebbe andato avanti nell'applicazione delle misure annunciate. Berlino minaccia "reazioni" alle misure nazionali - Immediata la reazione di Berlino: il ministro dell'Interno Thomas de Maizière ha ammonito i Paesi europei dall'adottare nell'emergenza profughi misure a scapito della Germania, minacciando "reazioni". "Nel caso in cui alcuni Paesi dovessero tentare di trasferire i problemi comuni unilateralmente e sulle spalle dei tedeschi lo troveremmo inaccettabile e sarebbe incassato da parte nostra alla lunga non senza conseguenze", ha dichiarato.
Renzi ai Paesi dell'Est: "Solidarietà o basta fondi" - "Cari amici - avrebbe detto Renzi nel corso della cena - basta con le prese in giro. Da un anno vi diciamo che questo problema riguarda tutti. Mettiamola così: la solidarietà non può essere solo nel prendere". E avrebbe lanciato una minaccia: "Inizia adesso la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere. Oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. E poi vediamo". Una sferzata sulla quale avrebbe raccolto il consenso di Francia e Germania. Ungheria: "Ricatto politico dall'Italia" - Dura la risposta ungherese a Renzi: la minaccia dell'Italia di tagliare i fondi Ue agli Stati membri dell'est è un "ricatto politico". A dirlo è stato il portavoce del governo dell'Ungheria, Zoltan Kovacs. Il quale ha ribadito la posizione che Budapest ha da tempo, cioè che a suo parere in Europa non c'è spazio per le quote di ricollocamenti per costringere gli Stati membri a farsi carico di un certo numero di rifugiati.

Juncker: "Immigrazione sia problema europeo e non nazionale" - "Abbiamo detto unanimamente - ha spiegato il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker - che un approccio europeo alla crisi migratoria è necessario e che un approccio nazionale non è raccomandato. Ora ho speranza, dopo aver visto che tutti i Paesi membri hanno adottato questo approccio, che faremo progressi sulle decisioni già prese mesi fa. Tutti gli Stati membri hanno riconfermato il proprio impegno sui ricollocamenti".
Brexit, "passi indietro" - Tutt'altro che chiuso il capitolo Brexit, ossia l'ipotesi di un'uscita del Regno Unito dall'Ue. Il negoziato con il primo ministro David Cameron è "più difficile del previsto", e "tutti i punti del testo del possibile accordo restano ancora aperti". E' quanto fanno sapere fonti europee.

domenica 25 gennaio 2015

George Clooney e Amal Alamuddin già in crisi? I tabloid Usa: divorziano. L'attore: "Tutto falso"

I tabloid statunitensi si stanno scatenando e il gossip decolla. George Clooney e Amal Alamuddin sarebbero già in crisi, dopo 4 mesi di matrimonio.
"InTouch" regala una cover alla coppia quantificando persino un ipotetico divorzio in 200 milioni di dollari e "Ok Magazine" afferma che l'avvocatessa non voglia accompagnare il marito alla cerimonia di premiazione degli Oscar. 



Ma il rappresentante della star Stan Rosenfield smentisce.  "Rumors creati ad hoc per vendere più copie...!" dice Rosenfield e fonti vicine alla coppia definiscono "trash" le notizie diffuse dai due magazine. Ma quali sarebbero concretamente le ragioni per cui George ed Amal avrebbero già rotto il bellissimo incanto? Stando a "Ok Magazine" le prime discrepanze tra i due nascerebbero dal desiderio di lei, non corrisposto da lui, di avere un figlio.
A questo si aggiungerebbe la gelosia della bruna avvocatessa libanese, alla quale non piacerebbero le frequentazioni femminili, anche se conclamate amiche, di George in sua assenza.

venerdì 31 ottobre 2014

Italia, allarme povertà ma si torna a sperare nel futuro: boom di bot e buoni postali

Titoli di stato, bond e buoni postali registrano il massimo storico nelle preferenze degli italiani. Il Paese torna a risparmiare. A segnalare il trend positivo è l'indagine sul risparmio degli italiani condotta dall'Ipsos per l'Acri. 
Sale dal 19% del 2013 al 24% di oggi il numero di coloro che dichiarano di aver sottoscritto assicurazioni sulla vita o fondi pensioni. E aumentano i possessori di fondi comuni di investimento dal 12 al 14%, nonché di azioni e titoli di stato dal 7 all'8%. Ancora più significativa è la crescita di fiducia nel futuro. L'87% pensa che la crisi sarà ancora lunga e dura e sposta dai quattro anni, registrati nel 2013, a cinque anni l'uscita dal tunnel, ma aumenta l'ottimismo, soprattutto, tra i giovani tra 18 e 30 anni, dal 25 al 28%. Calano al 24% gli investimenti immobiliari. I consumi rimangono fermi.  Una famiglia su quattro avrebbe difficoltà ad affrontare un imprevisto di mille euro. E se la spesa salisse sopra i diecimila, ad essere a disagio sarebbero due famiglie su tre. Calano le borse. Se più roseo appare l'orizzonte personale, grigio è quello del Paese. La bilancia pende a favore degli ottimisti, che rappresentano il 24% contro il 21% dei pessimisti, “un drastico cambiamento rispetto al 2013” quando gli sfiduciati erano il 28%, ma non basta. Appena un italiano su quattro si dice fiducioso sul futuro del Paese.  Nel dubbio, dunque, si risparmia, puntando su facile liquidità e risparmio sicuro. Fiducia nel “liquido” non significa fiducia nell'euro: due italiani su tre sono insoddisfatti della moneta.
In generale, però, il Paese ritiene utile essere nell'Ue. Per il 51%, l'Ue è positiva, per il 56% le difficoltà dell'Italia non dipendono dalla politica europea ma dal malgoverno nazionale. E la fiducia è tale che gli italiani dichiarano di aspettarsi benefici dall'unione bancaria che partirà il prossimo 4 novembre. Ed è davvero questione di intuito, perché solo l% dichiara di conoscerla bene. 


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Scontri Ast, Alfano: "Evitare scintille Nessuno vuole manganellare operai"

"Vogliamo istituire un tavolo permanente di confronto al Viminale con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, riferendo al Senato sugli scontri a Roma al corteo dei lavoratori Ast. "E' lontana anni luce da noi l'idea di manganellare gli operai, così come penso sia lontana dagli operai la volontà di scaricare tensioni occupazionali sulla polizia", ha poi aggiunto.

con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni"

- "Vogliamo istituire un tavolo permanente di confronto al Viminale con i sindacati per gestire al meglio le manifestazioni". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, riferendo al Senato sugli scontri a Roma al corteo dei lavoratori Ast. "E' lontana anni luce da noi l'idea di manganellare gli operai, così come penso sia lontana dagli operai la volontà di scaricare tensioni occupazionali sulla polizia", ha poi aggiunto.
"Solidarietà agli operai e agli agenti feriti" - Alfano ha espresso la sua personale solidarietà ai lavoratori dell'Ast e della polizia feriti negli scontri di Roma. "Serve un senso di responsabilità di tutti per evitare una scintilla che rischierebbe di innescare pericolose derive", ha aggiunto il ministro sottolineando di provare "amarezza" per il fatto che "una questione centrale come il lavoro stia diventando scenario di contrapposizione tra lavoratori".

"Mai dati ordini di severità contro i manifestanti" - "Dall'insediamento di questo governo - ha sottolineato Alfano - si sono svolte 5.934 manifestazioni di rilievo e la stragrande maggioranza ha avuto un corso assolutamente tranquillo. Circa la metà (2.350) hanno avuto alla base problematiche sindacali e occupazionali. Se il governo avesse voluto dare alla polizia linee di estrema durezza sui manifestanti avrebbe avuto migliaia di occasioni per farlo. Non l'ha mai fatto. Anzi, l'input dato è l'esatto opposto".

"Il diritto a manifestare è sacro" - "I fatti di Roma sono stati oggetto di referto all'autorità giudiziaria, nel quale nessun manifestante è stato denunciato", ha chiarito il ministro dell'Interno. "Il diritto a manifestare - ha quindi ribadito - è sacro, ma la libertà di chi manifesta non deve comprime e ledere la libertà degli altri cittadini e l'incolumità fisica degli uomini e delle donne delle forze dell'ordine che ogni giorno corrono dei rischi".

La ricostruzione dei fatti - Nella sua ricostruzione, Alfano ha riferito che "nella mattinata di mercoledì dalle 9 in poi si sono concentrati circa 500 manifestanti dell'Ast davanti all'ambasciata di Germania, nei pressi di piazza Indipendenza. Una parte di loro è stata ricevuta ed al termine dell'incontro l'ambasciata ha emesso uno scarno comunicato, che non ha soddisfatto i lavoratori".

"Corteo verso il Mise non era stato autorizzato" - A questo punto, ha proseguito il ministro, "c'è stata la richiesta della Fiom di autorizzare un corteo verso il ministero dello Sviluppo economico, che non è stata immediatamente accolta perché presso il ministero erano in corso analoghe iniziative sindacali e quindi c'erano difficoltà logistiche e di gestione dell'ordine pubblico".


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lunedì 27 ottobre 2014

Crisi e tecnologia: la paghetta dei genitori su carta prepagata, ma più bassa degli scorsi anni

«Me lo compri papà?» Forse una volta funzionava così. Ma i tempi cambiano e oggi i ragazzi hanno in tasca la paghetta 2.0, vale a dire la carta di credito ricaricabile con cui mamma e papà finanziano la ”settimana” di piccole spese. 
Tutto al passo con i tempi, compresi purtroppo anche i versamenti: con la crisi, infatti, la paghetta virtuale scende anche fino a 5 euro settimanali. A rivelarlo è uno sondaggio, effettuato su 500 clienti di City Poste Payment, da cui emerge che 3 genitori su 5 scelgono la prepagata per i figli.  Si tratta di ragazzi tra 12 e 16 anni che decidono di spendere i loro soldi per acquisti di tutti i giorni ma non solo.




 Va da sé infatti che, al contrario dei contanti, con una carta prepagata i genitori hanno maggiori possibilità di vedere dove e come vengono spesi i soldi. Ed ecco allora la lista delle priorità: 1 su 4 spende per le ricariche del cellulare e meno di 1 su 5 per piccoli gadget di elettronica, il 13% va in pizzeria e al fast food. Il 10% acquista cosmetici, il 9% va dal parrucchiere o nei centri estetici e il 7% in palestra e corsi vari. C'è anche un 6% che spende per cinema e teatro. Meno del 5% acquista piccoli accessori d'abbigliamento. C'è di tutto, quindi.  Ma nella carta quanti soldi ci vanno a finire?
Nel 20% dei casi si tratta di circa 30 euro a settimana, mentre un ragazzo su 10 riceve ben 50 euro e solo il 3% li supera. Ma la maggior parte, il 37%, riceve bonifici sulla carta prepagata di appena 5 euro a settimana. «Anche la paghetta – spiega Antonio Palma, della Federazione italiana medici pediatri – si adegua ai tempi. E' giusto che i ragazzi imparino che, se la famiglia è in difficoltà, per loro c'è il contenimento della paghetta che resta comunque il metodo migliore per insegnare ai figli a gestire le risorse. Rispetto al versare soldi a richiesta, in quel modo si va fuori controllo. Temo però che, nel caso delle 5 euro, si tratti di una ”falsa paghetta”, che viene integrata con altri soldi a consumo». 


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mercoledì 11 settembre 2013

LA CRISI COLPISCE LE FAMIGLIE, ASTUCCI E ZAINI SEMPRE PIÙ 'RICICLATI'

Nella scuola ai tempi della crisi non si butta via niente. Ed ecco allora che, mai come quest'anno, sui banchi torneranno i corredi scolastici degli anni passati. Una tendenza che porta con sé il segno dei tempi e che viene adottata dall'85% delle famiglie. Un'impennata rispetto al 2012 quando il riciclo riguardava il 74% delle famiglie. A rivelarlo è un'indagine di Contribuenti.it che ha preso in considerazione 10 oggetti tra zaini, astucci, penne, colori, quaderni, dizionari, divisa, cestini per la merenda, stivali e giubbini da pioggia. A bloccare i nuovi acquisti, secondo i dati forniti da KRLS Network of Business Ethics, il 62% del campione ricicla per ristrettezze economiche, il 25% perché teme il nuovo redditometro dell’Agenzia delle Entrate ed il 13% perché lo fa abitualmente. E allora non resta che ingegnarsi per modificare il vecchio zaino e renderlo trendy o rispolverare l'astuccio del fratello più grande, dal sapore vintage: “Di fronte alla crisi - spiega Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it - gli studenti reagiscono sfoderando tutta la creatività italiana. A volte basta una piccola modifica per riciclare un prodotto”. Ma il riciclo del corredo non è l'unica strada adottata dagli studenti per risparmiare sul caro-scuola. La spesa più pesante, infatti, riguarda i libri scolastici che, secondo i dati forniti dal Codacons, hanno avuto un'impennata sui prezzi pari al 5% sul 2012. E l'unica strada percorribile sembra essere quella dell'usato, per la quale è in corso una vera e propria caccia: un ragazzo su due acquista libri usati, il 52% contro il 36% dello scorso anno, con un risparmio pari al 50% soprattutto in città come Roma e Napoli. Ma anche Aosta, Pescara, Brindisi, Udine, Venezia, Verona, Prato, Caserta, Bari, Salerno e Campobasso. E se non è possibile raggiungere i mercatini dell'usato o si preferisce affidarsi alla comodità del web, c'è sempre la carta della compravendita online con risparmi fino al 70-80%. E così la scuola, suo malgrado, insegna anche a risparmiare.

domenica 18 agosto 2013

CRISI, LETTA: "ABBIAMO FATTO TANTI SACRIFICI. BASTA SEGUIRE L'EUROPA, L'ITALIA PUÒ FARCELA"

«Dobbiamo avere maggiore fiducia in noi stessi. Uscire da quella cappa di sottovalutazione, autolesionismo, benaltrismo che troppo spesso ci toglie ossigeno. Dimostrare all'Europa e al mondo che non c'è più bisogno che ci si dica di fare i "compiti a casa"»: lo ha detto il premier Enrico Letta in un'intervista a "Il Sussidiario.Net" anticipando alcuni dei temi con cui aprirà domani il Meeting di Cl.
«I sacrifici li abbiamo fatti, l'Italia può farcela». «I sacrifici li abbiamo fatti e li stiamo facendo non perché ci sia qualcuno a imporceli, ma perché siamo un Paese adulto che vuole ricominciare a costruire il futuro dei propri figli. Un Paese che vuole parlare quel linguaggio della verità e della responsabilità al quale Napolitano ci ha richiamato. L'Italia può farcela: questo è il messaggio».

«Italia competitiva solo con Ue più solida e unita». «Il mondo cambia, il mondo corre - dice l'Italia - L'Italia, da sola, non può semplicemente reggere questa rivoluzione. Può, invece, farcela e tornare a competere solo dentro un'Europa più solida e unita, anche e soprattutto sul piano politico. Parlo però di un'Europa diversa da quella che abbiamo osservato in questi anni di crisi».

«Basta con l'Europa del rigore, ora serve l'europa dei popoli». «Quella che auspico - sottolinea Letta - non è l'Europa del rigore e basta, ma l'Europa dei popoli, quella che costruisce risposte concrete ai bisogni e ai problemi veri delle persone. E le conclusioni del Consiglio europeo di giugno contro la disoccupazione, «segnano un cambio di passo. E' in tale direzione che vogliamo e possiamo continuare a insistere».

"ASSUMO SOLO STRANIERI, ITALIANI SENZA FAME". L'IMPRENDITORE DENUNCIA E IL WEB: "CHIAMACI"

Gli italiani non hanno voglia di lavorare, non hanno fame, al contrario degli stranieri, disponibili a turni tripli senza giorni di riposo. La denuncia arriva da Giovanni Pagotto, presidente dell'Arredo Plast Spa, che in un'intervista ha confessato di «trovare soltanto stranieri disposti a lavorare, perchè gli italiani non hanno fame». Le sue parole hanno scosso molto i sindacati di categoria, oltre ad aver scatenato la reazione del popolo del web. Si va dall'utente indignato a quello incredulo, fino a quello che che grida: «Non è vero, assumici».
VALUTEREMO I CV «So che con le mie parole mi sono fatto qualche nemico - ha commentato Pagotto - ma ho soltanto illustrato una situazione che avviene nella mia azienda. Adesso siamo sommersi da mail e fax con i curriculum delle persone». Il presidente di Arredo Atlas ha anche annunciato un ampliamento del personale per il nuovo anno ed ha invitato le persone a fare richiesta: «Valuteremo chi avrà voglia di lavorare, ma non dimentico che è soltanto grazie agli stranieri che la mia azienda ha avuto modo di emrgere e crescere nel mercato». A chi insunuava che gli stranieri assunti alla Atlas fossero sfruttati e sottopagati, Pagotto ha risposto prontamente: «Ma quale sottopagati, un capo servizio prende 1.600 - 1.700 euro al mese senza straordinari». Adesso la palla passa ai lavoratori.

mercoledì 30 gennaio 2013

CARLA BRUNI E SARKOZY IN CRISI. NOVELLA: "WEEK-END ROMANTICO CON UN ITALIANO"

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Sembra sia in difficoltà l'amore fra Carla Bruni e Sarkozy. Secondo "Novella2000" Carla si sarebbe presa un week-end di libertà: "Da un Anonimo Veneziano - si legge sulla rubrica di Carlo Mondonico - sembra che Carla Bruni sia volata recentemente a Venezia senza il marito Nicolas Sarkozy. Sembra che l'ex premier dame si sia concessa una brevissima vacanza romantica in compagnia di un noto imprenditore italiano sposato. Sembra che ora adori cantare questi versi di Paolo Conte, da Bartali: "Tra i francesi che s'incazzano, e i giornali che svolazzano...".

giovedì 20 dicembre 2012

MICHELLE HUNZIKER NON CONOSCE CRISI: A LAVORO IN PORSCHE FIAMMANTE

MILANO - Certo con i numerosi impegni televisivi per Michelle Hunziker la crisi è stata meno pesante che per gli altri: la presentatrice infatti è stata fotografata mentre si fa accompagnare alle registrazioni presso gli studi Mediaset a bordo di una fuoriserie. Michelle infatti per andare al lavoro ha deciso di prendere una Porsche nera nuova di zecca: forse un vizio di famiglia, dato che anche il fidanzato Tomaso Trussardi ama girare con una fuoriserie tedesca, però di colore bianco...