giovedì 5 marzo 2015

"Candy Candy", la prima eroina dell'animazione giapponese compie 40 anni

E' nata nel 1975 ma i suoi 40 anni li porta benissimo. "Candy Candy" ha attraversato le generazioni che le sue avventure piene di sentimento, buoni valori e una grande forza di volontà necessaria per affrontare tutte (ed erano tante) le difficili prove della vita. Nel 1975 infatti iniziarono le pubblicazioni del manga di Yumiko Igarashi, mentre la serie animata, che rese il personaggio celebre anche da noi, sarebbe arrivata nel 1980.


Tutta lentiggini e simpatia, amori e delusioni, antesignana della figura femminile moderna ma "ingenua", con il cuore sempre in subbuglio, Candy Candy è stata la prima eroina giapponese d'animazione. Candy è nata dai disegni di Yumiko Igarashi pubblicati nel 1975, e tratti dall'omonimo romanzo scritto da Kyoko Mizuki. Da qui è arrivata successivamente la serie tv d'animazione prodotta da Toei Animation e trasmessa dal 1980 anche in Italia. Quello di Candy fu un vero fenomeno dell'epoca, con ben cinque libri pubblicati (alcuni ispirati al romanzo originali altri realizzati da autori italiani) e due film per il cinema realizzati montando alcuni episodi. Ora per i suoi primi 40 anni, a Candy viene dedicato un libro firmato da Lidia Bechis.

Ambientata nei primi decenni del '900, tanto che nella storia a un certo punto entrerà anche la Grande Guerra, quella di Candy è la storia di un'orfanella che adottata da una ricca famiglia inglese per volere di un misterioso "zio William" deve scontrarsi con i pregiudizi della società "bene". Amori finiti tragicamente o interrotti per le circostanze della vita, dispetti e cattiverie subite, perdite dolorose non fermano la ragazzina in un percorso di crescita che dall'orfanotrofio la porta a un collegio esclusivo (e rigidissimo) alla scuola per infermiere. A sostenerla, oltra a una salutare ingenuità e una forza di volontà ferrea, le amicizie che non l'abbandonano mai, il supporto dello "zio William", che si svelerà solo nell'ultimo episodio, e la compagnia del suo amato animale da compagnia, il procione Klin (che nella prima sigla italiana divenne non si sa perché un gatto).

Una storia di vita completa, dove storia, feuilleton, soap in nuce e divertimento si mescolano affascinando i bambini dal 1980. La serie è stata replicata più volte nel corso degli anni e chissà mai che, in vista del quarantennale, oltre al libro, non siano previste altre celebrazioni.