giovedì 17 settembre 2015

Eros Ramazzotti conquista l'Arena: per lui musica è... ancora emozioni

E' partito dall'Arena di Verona il "pERfetto Tour" di Eros Ramazzotti. Oltre due di show con una scaletta di 27 brani incentrata sull'ultimo album e molti classici. La parte scenografica è affidata a visual che caratterizzano alcuni momenti del concerto ma nel complesso resta protagonista la musica, senza effetti speciali mirabolanti che distolgano troppo l'attenzione. La tournée andrà avanti fino al 7 novembre e per poi ripartire in primavera.
Dopo la data zero di Rimini il tour mondiale di Eros, il primo dopo cinque anni, riparte da un'Arena quasi completamente esaurita. Da qui al 7 novembre, 27 date in arene e palasport di mezza Europa, mentre in primavera sarà la volta della seconda tranche, sempre all'estero, con un ampio e inedito giro della Russia toccando città in cui non si è mai esibito nessun artista internazionale. Una produzione importante che evita però effetti speciali "monstre" come qualcuno ci ha abituati negli ultimi tempi e lascia ad alcuni visual ideati da Luca Tommassini, regista dello spettacolo, l'incombenza di aggiungere un impatto scenografico in alcuni momenti dello show. Per il resto un palco essenziale e luci puntate sulle canzoni e la band.

Si parte a tutto ritmo con "L'ombra del gigante" eseguita interamente dietro i teli che celano il palco, con il viso di Eros che, ridisegnato al computer, viene sparato a tutta grandezza così come la sua silhouette danzante, che si moltiplica sul maxi schermo. I teli si alzano al secondo brano, "Il tempo non sente ragione", con le prime file della platea che brandiscono come un sol uomo manifestini con la foto del loro idolo. Si prosegue nei solchi di "Perfetto", infilando la title track e il primo singolo, "Alla fine del mondo". "Stella gemella" offre spazio sia a Phil Palmer che a Eros di mettere in mostra le proprie doti di chitarristi, riconosciute quelle del primo, spesso sottovalutate quelle del secondo. Si torna al nuovo album con "Sbandando", uno dei pezzi più riusciti, e il suo andamento morbido. Alle spalle di Eros, noto tifoso juventino, un video in cui si destreggia con un pallone su uno sfondo diviso a metà, bianco e nero.



"Se bastasse" è il primo momento accendino (o per meglio dire "cellulare") della serata. La discesa di Eros tra le prime file dà la sveglia a una platea fino a questo momento partecipe ma fin troppo composta. La parentesi romantica prosegue con "Rosa nata ieri", dal disco nuovo, accompagnata da un visual dove figure simboliche e segni zodiacali si affastellano. Per "Più che puoi" il palco viene nuovamente celato e la canzone diventa la colonna sonora di una serie di immagini da fiaba in bianco e nero. La parte che fu di Cher tocca a Monica Hill (ex prima edizione di "Amici", all'epoca "Saranno famosi"). Salto indietro nel tempo con "Terra promessa", in versione rimaneggiata per rendere il sound più in linea con la linea stilistica attuale.
Dopo una versione multicolor di "Vivi e va", arriva uno dei momenti piu intensi della serata: ripescata dal repertorio del 1993 "Esodi" sembra in realtà scritta ieri per come tratta il tema attualissimo dell'emigrazione. Per "Tra vent'anni", dedicata a Gabrio, il figlio nato ad aprile, Eros si mette al pianoforte al centro del palco.

Interessante il medley semiacustico composto da "Una storia importante", "Adesso tu" e "L'aurora" (quest'ultima in una soffice versione tra mezza voce e falsetto) proposto con un mini gruppo che vede Luca Scarpa al piano, il sax tenore di Joe Leader e le tre voci della Hill, di Roberta Montanari e Christian Pescosta. "Dove c'è musica" scatena l'entusiasmo del pubblico ed è l'occasione per usare il calcio come metafora di fratellanza universale. "Il viaggio" è accompagnato da uno dei visual piu interessanti, dove un Eros giovanissimo invecchia e si trasforma in altre persone e in animali sotto gli occhi del pubblico grazie al morphing computerizzato, per poi tornare giovane e dissolversi in un volo di colombe.

Si corre quindi verso il finale: prima "Un'altra te", poi "I Belong To You", dove a Roberta Montanari tocca l'ingrato compito di calarsi nella parte di Anastacia. "Un'emozione per sempre", "Cose della vita" e "Musica è" chiudono il set regolare. L'ultima è una chiusura atipica, che punta sull'atmosfera piuttosto che sull'energia: brano tra i più maturi e complessi del repertorio di Eros, si giova di un visual dove l'intreccio tra immagini e ciò che accade sul palco è perfetto (mentre in altre canzoni è apparso più slegato), con Eros e una serie di strumenti che precipitano sott'acqua e si muovono come in un gigantesco acquario.

Il bis si apre con un fuori programma indesiderato. Ramazzotti attacca "Un angelo disteso al sole" ma dall'impianto audio partono una serie di scoppi seguiti dal silenzio assoluto. Cinque minuti buoni di fermo e poi tutto può ripartire con un "maledetta tecnologia!" scandito da cantante. "Fuoco nel fuoco" e "Più bella cosa" completano la festa.