martedì 26 aprile 2016

Ha un volto l’uomo di Altamura: ecco la ricostruzione sullo scheletro di 180mila anni fa

«Abbiamo qui ad Altamura un tesoro prezioso per tutta la Puglia, anzi per il mondo culturale e scientifico intero: sono pochi i reperti fossili umani con una simile combinazione di caratteri morfologici. Non c’è nulla di altrettanto completo nella documentazione paleoantropologica mondiale che precede la comparsa e la diffusione della nostra specie; niente del genere prima di Homo sapiens».

 Così l’assessore della Regione Puglia all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone, commenta in una nota la ricostruzione dell’Uomo di Altamura da parte degli studiosi presentata oggi. La ricostruzione è stata affettuata partendo dallo scheletro di Homo neanderthalensis scoperto il 3 ottobre 1993 nella grotta di Lamalunga, ad Altamura, risalente a 180.000 anni fa.  «Il Polo museale di Altamura, grazie anche alla importanza del ‘suo uomò – prosegue Capone – a partire da oggi può diventare un attrattore potente per i viaggiatori in Puglia. Per questo sarà molto importante che la fruibilità e la gestione del Polo siano in linea con l’impegno della Regione a favore del recupero dei beni culturali e dell’immenso patrimonio di cui la Puglia dispone, sempre più nella direzione di valorizzare il bene sulla base di un progetto che garantisca non solo il restauro, ma anche la fruibilità nel modo il più innovativo possibile». Per l’assessore pugliese «non è più immaginabile di restaurare le nostre bellezze e poi lasciarle chiuse a deperire nuovamente senza un progetto di utilizzo per la comunità e per i turisti e senza generare economia e occupazione per le imprese culturali e creative. Altamura sta progettando il suo futuro rendendo noto al mondo il suo grande patrimonio. La Regione – conclude Capone – sarà accanto e ne terrà conto sia nel Piano strategico del Turismo che in quello per la Cultura».